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Mara Venier, il nuovo progetto ambizioso dopo Domenica In: “Il suo sogno nel cassetto”

Mara venier futuro dopo domenica in
Il nuovo progetto per la Zia della tv. Foto: RaiPlay - occhisulcinema.it

Il pomeriggio della domenica di Rai 1 si prepara a cambiare pelle, e questa volta non si tratta delle solite indiscrezioni destinate a dissolversi nel giro di poche settimane. Il cantiere di Domenica In è aperto, visibile, quasi rumoroso.

E al centro di questo riassetto c’è una certezza che, fino a poco tempo fa, sembrava impensabile: l’uscita di scena di Mara Venier, volto simbolo e anima di un contenitore che per anni ha rappresentato una delle colonne portanti del palinsesto festivo della Rai.

Le novità per il 2026-2027

La stagione 2026/2027 segna dunque una linea di confine netta. Non un semplice passaggio di consegne, ma una vera e propria rifondazione narrativa e identitaria del programma. A raccogliere l’eredità sarà Alberto Matano, già consolidato nel daytime con La Vita in Diretta e considerato, nei corridoi di Viale Mazzini, il profilo più adatto per guidare la transizione verso una nuova fase editoriale.

La scelta di Matano non sorprende per credibilità e continuità, ma introduce una variabile strategica che racconta molto della direzione che la Rai intende intraprendere: non sarà solo al comando. L’ipotesi sempre più concreta è quella di affiancargli una co-conduttrice, in un equilibrio che punta a rendere il racconto più dinamico e contemporaneo.

I nomi sul tavolo non sono casuali. Da un lato Caterina Balivo, volto già rodato del pomeriggio di Rai 1 con La volta buona, capace di intercettare un pubblico ampio e trasversale. Dall’altro Andrea Delogu, figura in ascesa che negli ultimi mesi ha consolidato la propria presenza tra intrattenimento e racconto televisivo, anche grazie alla visibilità ottenuta con programmi come La Porta Magica e la partecipazione a Ballando con le Stelle.

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Il futuro di Mara Venier dopo Domenica In. Foto: RaiPlay – occhisulcinema.it

Due opzioni che non rappresentano solo scelte di casting, ma veri e propri indirizzi editoriali: più rassicurante e istituzionale la prima, più fresca e imprevedibile la seconda. In entrambi i casi, la direzione sembra chiara: alleggerire il peso di una conduzione monolitica e costruire un racconto a più voci.

L’eredità ingombrante di Mara Venier

Il nodo più delicato resta però quello legato all’eredità lasciata da Mara Venier. Perché Domenica In, negli ultimi anni, è stata soprattutto lei: presenza, ritmo, empatia, capacità di trasformare l’intervista in racconto intimo e televisione popolare in senso pieno.

Sostituirla non significa semplicemente cambiare conduttore, ma ridefinire un linguaggio. Ed è qui che si gioca la vera partita: riuscire a mantenere il legame emotivo con il pubblico senza replicare un modello ormai irripetibile.

Non a caso, lo stesso Matano gode non solo della fiducia dei vertici Rai, ma anche di quella della stessa Venier, che più volte ne ha riconosciuto il valore professionale e umano. Un passaggio che, almeno nelle intenzioni, vuole evitare fratture e accompagnare il pubblico verso una nuova abitudine.

Il futuro di ‘zia Mara’ tra nostalgia e progetto

Se da un lato si chiude un capitolo, dall’altro se ne intravede un altro ancora tutto da scrivere. Il nome di Mara Venier resta centrale nelle strategie Rai, anche se in una veste diversa. Tra le ipotesi che circolano, quella più suggestiva riguarda il ritorno di Harem, storico talk al femminile ideato e condotto da Catherine Spaak tra gli anni Ottanta e Duemila.

Un progetto ambizioso, che però richiederebbe un incastro complesso tra palinsesto, linguaggio e aspettative di pubblico. Più che una semplice operazione nostalgia, sarebbe una sfida di riscrittura contemporanea di un format profondamente legato a un’altra epoca televisiva.

Nel frattempo, il cantiere resta aperto. E mentre i nomi si rincorrono e le strategie prendono forma, una cosa appare sempre più evidente: la domenica di Rai 1 sta cambiando davvero. E questa volta, il cambiamento non sembra negoziabile.

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