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La Mummia torna al cinema in versione horror: il nuovo film di Lee Cronin cambia tutto

La Mummia torna al cinema in versione horror
La Mummia torna al cinema in versione horror (Sbircialanotizia.it) occhisulcinema.it

Certe figure del cinema sembrano non invecchiare mai, ma ogni tanto tornano in modo completamente diverso, più vicino alle paure di oggi che ai ricordi del passato.

È quello che succede con La Mummia, riportata al cinema da Lee Cronin con un approccio che punta decisamente sull’horror. Non più avventura spettacolare o intrattenimento leggero, ma una storia costruita per creare disagio, tensione e inquietudine.

Una scelta che segna una distanza netta dalle versioni più recenti, e che prova a riportare il personaggio alle sue origini più oscure.

Da mito cinematografico a incubo moderno

La figura della Mummia nasce molto prima del cinema contemporaneo, affondando le radici nell’interesse per l’antico Egitto e nella cosiddetta Egittomania esplosa tra Ottocento e Novecento.

Il passaggio decisivo arriva però negli anni Trenta, quando il cinema trasforma queste suggestioni in immagini. Il film del 1932 con Boris Karloff diventa il riferimento principale, costruendo un immaginario che resiste ancora oggi.

Nel tempo, però, il personaggio ha cambiato volto più volte, spesso spostandosi verso territori più leggeri e avventurosi, fino quasi a perdere la componente horror originale.

Il ritorno all’orrore secondo Lee Cronin

Il nuovo film diretto da Lee Cronin nasce con un’intenzione precisa: riportare la Mummia a essere una presenza disturbante, più vicina a un incubo che a un’avventura.

Il regista, già noto per La casa – Il risveglio del male, costruisce una storia che mescola elementi diversi, senza puntare solo sugli effetti visivi. Il racconto parte da una scomparsa, quella di una bambina, e si sviluppa anni dopo con un ritorno che non ha nulla di rassicurante.

Quello che dovrebbe essere un ricongiungimento familiare si trasforma in qualcosa di più oscuro, dove la presenza che torna a casa non è più riconoscibile.

Una storia che cambia direzione

Il film si muove tra più livelli. Da una parte c’è l’elemento della possessione, dall’altra un’indagine più sottile, che richiama atmosfere da thriller.

Il riferimento dichiarato a film come Poltergeist e Seven non è casuale. L’idea è quella di costruire un racconto che non si limiti allo spavento immediato, ma che lavori su tensione e mistero.

In questo contesto, la mummificazione diventa anche qualcosa di simbolico, legato alla perdita, al cambiamento e a ciò che non torna mai davvero come prima.

Un tentativo di riportare equilibrio

Negli ultimi anni, il personaggio della Mummia era stato spostato verso un cinema più spettacolare, spesso vicino all’avventura. Questo aveva allontanato una parte del pubblico che cercava qualcosa di più inquietante.

Il progetto di Cronin prova a riportare equilibrio, recuperando quella componente horror che aveva reso il personaggio così riconoscibile all’inizio.

Resta da capire come reagirà il pubblico a questa nuova direzione, ma una cosa è evidente: questa versione non cerca di piacere a tutti, e proprio per questo potrebbe lasciare un segno diverso rispetto alle precedenti.

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