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Bernardino Zapponi, lo sceneggiatore di Fellini, Risi e Profondo Rosso

Bernardino Zapponi
Bernardino Zapponi, lo sceneggiatore di Fellini, Risi e Profondo Rosso (screenshot Instagram @ilbardelcult) - Occhisulcinema.it

Bernardino Zapponi è stato uno degli sceneggiatori più importanti del cinema italiano, autore capace di attraversare generi diversi e di lasciare il segno in opere molto lontane tra loro.

Nato nel 1927, Bernardino Zapponi inizia il proprio percorso come giornalista tra Roma e Milano, facendo esperienza nella cronaca e nella scrittura. Dopo la guerra collabora con il Marc’Aurelio, rivista umoristica che riunisce firme destinate a diventare centrali nella cultura e nel cinema italiano.

Dalla cronaca al cinema

I primi passi nel cinema arrivano con film comici e collaborazioni non sempre in primo piano, ma Zapponi cerca presto una strada più personale. Accanto al lavoro per il varietà e per la televisione, sviluppa un gusto preciso per il bizzarro, il grottesco e per una scrittura capace di muoversi tra ironia e inquietudine.

L’incontro con Fellini

La svolta arriva nel 1967, quando Federico Fellini lo contatta dopo aver letto la sua prima raccolta di racconti. Da quel momento nasce una collaborazione intensa, che porta Zapponi a firmare insieme al regista opere come Toby Dammit, Satyricon, I clowns, Roma, Il Casanova e La città delle donne. Il lavoro su Il Casanova gli vale anche una nomination all’Oscar per la sceneggiatura.

Risi, Argento e gli altri grandi autori

Accanto a Fellini, Zapponi collabora anche con Dino Risi, con cui costruisce un lungo rapporto professionale fatto di film come Telefoni bianchi, Mordi e fuggi, I nuovi mostri, Fantasma d’amore, Caro papà e La moglie del prete.

Molto importante è anche il lavoro con Dario Argento, che lo coinvolge nella scrittura di Profondo Rosso, ricordato nel dossier come uno dei film più paurosi di sempre. Nel corso della sua carriera, Zapponi mette inoltre il suo contributo in titoli come State buoni se potete, Polvere di stelle e Il Marchese del Grillo.

Fino agli ultimi anni, Zapponi continua a scrivere tra cinema, televisione e letteratura, restando una figura preziosa e spesso poco visibile al grande pubblico, ma centrale nella storia del cinema italiano.

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