LUIGI COMENCINI

Il Maestro della commedia Neorealista

 

 

Note Introduttive
Scomparso a 90 anni venerdì 6 Aprile 2007 a Roma, dopo una lunga malattia che lo costrinse anni fa a ritirarsi dal lavoro, il regista Luigi Comencini è da sempre considerato un vivido esempio del cinema neorealista del nostro paese nonché uno dei padri della commedia all’italiana insieme a Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola (il “clan dei milanesi”).
Fu soprannominato tanto “Maestro” del cosiddetto Neorealismo Rosa, per la sua capacità di coniugare la realtà italiana del dopoguerra in chiave ironica e sentimentale, quanto “Regista dei bambini”, grazie alla sua sensibilità nel narrare vicende e drammi infantili (spesso legati a famosi libri), con film come “Proibito rubare” (1948), “La finestra sul Luna Park” (1957), “Incompreso” (1967), “Voltati Eugenio” (1980) e le celebri serie televisive “Le avventure di Pinocchio” del 1972 e “Cuore” del 1982.
Nella sua lunga carriera, Comencini ha diretto grandi successi entrati nella storia del cinema italiano come “L'imperatore di Capri”, “Pane, amore e fantasia”, oppure “La Ragazza di Bube”, “Lo scopone scientifico” e ancora l’amaro e bellissimo “Tutti a Casa” (1960) con Alberto Sordi.


Biografia
Nato a Salò, in provincia di Brescia, l’8 Giugno 1916, Comencini trascorse l’adolescenza a Parigi, a seguito del padre ingegnere, dove venne a contatto con l’avanguardia teatrale e cinematografica francese sviluppando il suo amore per le arti visive.
Tornato in Italia studiò Architettura presso il Politecnico di Milano occupandosi parallelamente di cinema e realizzando alcuni cortometraggi in 16 mm per il "Cine-guf" di Milano.
Prima di divenire regista lavorò come architetto, critico cinematografico e poi come curatore della Cineteca Italiana. Scrisse infatti per la rivista "Corrente", diventando critico cinematografico per “L’Avanti!” e poi per il settimanale “Tempo”; in seguito, con agli amici Mario Ferrari e Alberto Lattuada, cominciò un’opera di reperimento di vecchie pellicole per raccoglierle in quello che sarà in seguito uno dei più importanti archivi cinematografici, la Cineteca Italiana.
Il suo interesse per il mondo dell’infanzia lo porterà a realizzare il cortometraggio “Bambini in città” con il quale partecipò alla Manifestazione Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, vincendo il Nastro d'Argento come miglior documentario che gli aprì le porte del cinema; il suo primo film come regista, girato a trent’anni, fu “Proibito rubare”, un film neorealista sulla vita degli scugnizzi napoletani prodotto da Carlo Ponti nel 1948.
Sempre per Ponti, ma solo per ragioni di contratto, girò di malavoglia la sua seconda opera: il film comico “L’Imperatore di Capri” con Totò (allora considerato un innominabile guitto), impostando più o meno consapevolmente una carriera di regista estremamente diversificata, sia per generi che per contenuti affrontati.

Tra il 1951 ed il 1952, girò tre film profondamente diversi tra loro: “Heidi - Son tornata da te”, “Persiane Chiuse” e “La Tratta delle Bianche”. Il primo è tratto dall’omonimo, famoso romanzo tedesco per ragazzi che conferma la sua sensibilità per l’infanzia e la capacità di fare un buon cinema sui sentimenti condito con un filo di ironia generale; “Persiane Chiuse” e “La Tratta delle Bianche” sono invece due drammatici e coraggiosi (per quei tempi) film sulla prostituzione, dove il melodramma si fonde egregiamente con le tematiche di denuncia ed inchiesta sociale.
Nel ’53, insieme alla regia di un episodio della serie di “Don Camillo”, arriva l’incredibile ed inatteso successo di “Pane, amore e fantasia”, favola contadina ambientata in provincia con la quale Comencini effettua un ritratto dell’Italia di allora. Il film, che lanciò Gina Lollobrigida nei panni della mitica popolana “La Bersagliera” consacrando i talenti comici di Vittorio De Sica e della caratterista Tina Pica, espose Comencini a duri attacchi di critici e colleghi per aver “tradito” e “dissacrato” in maniera bozzettistica il neorealismo, ma fu anche un successo enorme di costume e di pubblico, con incassi che raggiunsero la vertiginosa cifra di un miliardo e 300 milioni (il biglietto allora costava 131 lire), spianando la strada a ben tre sequel di cui solo il secondo episodio, “Pane, amore e gelosia”, fu da lui diretto.

Nella seconda metà degli anni ’50 Comencini dirige “La Bella di Roma”, commedia agile e divertente con la quale collabora per la prima volta con Alberto Sordi, poi è la volta di “La Finestra sul Luna Park”, ritratto popolare di un rapporto non facile tra padre e figlio, ed infine la trilogia di pochade sentimental-borghese quali “Mariti in città”, “Mogli pericolose” e “Le sorprese dell’amore”.
A fare da contrappunto alla leggerezza di questi film, nel 1960 Comencini collabora ancora con Sordi dirigendo “Tutti a casa”, amarognolo apologo antifascista che ricostruisce lo smembramento dell’esercito italiano in seguito all’armistizio dell’8 settembre del 1943, indicato da molti come il miglior film del regista. La commedia è una mediazione riuscita tra neorealismo e commedia, scritta dai grandi sceneggiatori Age e Scarpelli che, prodotta da Dino De Laurentiis, ebbe lo stratosferico incasso di un miliardo di lire ai botteghini.
In seguito Comencini analizza ancora il suo paese dirigendo uno dopo l’altro tre film: il grottesco e provocatorio “A Cavallo della Tigre”, sfortunato film sul malessere sociale dell’Italia del Boom economico interpretato con efficacia da Nino Manfredi, poi l’amaro “Il Commissario”, con uno splendido Alberto Sordi sconfitto dall’omertà del sistema ed, infine, “La Ragazza di Bube” con cui l’omonimo romanzo di Cassola viene portato sul grande schermo e che conferma il talento di una giovane Claudia Cardinale.

Negli anni ’70 il suo timbro registico si fa più amaro e grottesco, dirigendo film metaforici nei quali, sotto la patina di commedia popolare, viene a galla una netta constatazione di un tessuto sociale lacerato ed imbarbarito nonché del fallimento degli ideali post-fascisti. Manifesto di questo suo cinema è il bellissimo “Lo Scopone Scientifico” del 1972, con una partita a carte che diventa un duplice scontro di classe sociale tra la coppia di poveracci Alberto Sordi/Silvana Mangano (divi italiani) e quella dei ricchissimi Bette Davis/Joseph Cotten (divi americani).
Degni poi di nota sono “L’Ingorgo-una storia impossibile”, riuscito mix tra il genere di commedia popolare e quello catastrofico con un cast di divi italiani, poi il giallo con Marcello Mastroianni “La Donna della Domenica”, il noir grottesco “Il Gatto” con la splendida coppia Mariangela Melato/Ugo Tognazzi, la commedia parodistica degli equivoci “Mio Dio, come sono caduta in basso”.
Tra gli ultimi film della sua carriera citiamo le commedie lievi ed in parte riuscite “Buon Natale, buon anno” ed “un Ragazzo di Calabria”.
Altre sue regie sono all’interno di film corali ad episodi come “Le Bambole”, “La Mia Signora”, “Quelle strane occasioni”, “Basta che non si sappia in giro” e “Signori e signori, buonanotte”.
Nel 1987 ricevette il prestigioso Leone d'oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia.


Il Cinema di Comencini

Comencini fu sicuramente il più eclettico, introverso e schivo del gruppetto dei suoi colleghi “milanesi”, un regista poetico e creativo dalla lunga carriera (con ben 42 film diretti, alcuni dei quali entrati nella storia del cinema) lungo la quale si dimostrò sempre attento alla realtà intorno a lui, ai sentimenti ed anche al mondo dell’infanzia, venendo definito appunto come “poeta dei bambini” vista la sua capacità di narrare e smascherare attraverso i loro occhi i difetti, le ipocrisie e le meschinità degli adulti. Esempi eclatanti di una sensibilità ed attenzione fuori dal comune sono gli struggenti “Incompreso” o “La finestra sul Luna Park”, film dove il regista, senza mai cinismo o pietismo, raccontava storie di piccoli protagonisti che erano al tempo stesso specchio amaro e realistico di un intero paese.
Nelle nuove generazioni Comencini ha sempre confidato per un futuro migliore, speranza testimoniata dalla sua continua opera di comprensione e rappresentazione del loro mondo, sia nei suoi film che in lavori extra-cinematografici quali l’inchiesta televisiva realizzata per la Rai nel 1970, “I Bambini e Noi”, dove intervistava bambini di tutte le estrazioni sociali raccontandone senza retorica o filtri i loro pensieri ed idee.

Con il film “Pane, amore e fantasia”, Comencini creò poi un nuovo modo di fare cinema neorealista, raccontando storie legate al quotidiano con un tocco umoristico e sentimentale; in seguito è stato riconosciuto come l’inventore del cosiddetto Neorealismo Rosa, ovvero quella commedia romantica venata da disincantato (ed a volte amaro) realismo che fungeva anche da ritratto speculare dell’Italia appena uscita dal conflitto mondiale e che Comencini seppe raccontare attraverso tutte le sue fasi, dalla ricostruzione al boom economico degli anni ’50, dai favolosi anni ’60 a quelli più oscuri e difficili dei ’70.
Con sguardo attento e rigoroso ha illustrato una società lontana dalla perfezione (vedi “Il Commissario” o “A Cavallo della Tigre”), addentrandosi nel neorealismo bellico e post bellico (vedi “Tutti a Casa” o “La Ragazza di Bube”) non disdegnando però commedie più leggere e disimpegnate come “Mariti in Città”.

Comencini fu un Maestro disincantato e discreto che con il suo cinema seppe incantare ed al tempo stesso far riflettere, investigando sulle debolezze degli italiani e sui tanti e controversi mutamenti di storia e costume; il suo cinema fu sempre dalla parte dei bambini, degli umili, dei più deboli e dei più sfortunati, vittime di una società della quale fu tra i primi a cogliere le contraddizioni ed analizzarne virtù e difetti, sempre in tono lieve, ma anche lucido ed ironico.

Marco Valerio 2007


Filmografia:

Bambini in città (1947)
Proibito rubare (1948)
L'imperatore di Capri (1949)
L'ospedale del delitto (1950)
Persiane chiuse (1950)
La tratta delle bianche (1953)
La valigia dei sogni (1953)
Pane, amore e fantasia (1953)
Pane, amore e gelosia (1954)
La bella di Roma (1955)
La finestra sul Luna Park (1956)
Mariti in città (1957)
Mogli pericolose (1958)
Le sorprese dell'amore (1959)
Tutti a casa (1960)
A cavallo della tigre (1961)
Il commissario (1962)
La ragazza di Bube (1963)
Tre notti d'amore (1964)
La mia signora (1964)
Il compagno Don Camillo (1965)
La bugiarda (1965)
Le bambole (1965) - episodio "Il trattato di eugenetica"
Incompreso (1966)
Italian secret service (1967)
Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1969)
Senza sapere niente di lei (1969)
Le avventure di Pinocchio (1972) - sceneggiato Tv
Lo scopone scientifico (1972)
Delitto d'amore (1974)
Mio Dio come sono caduta in basso (1974)
La donna della domenica (1975)
Basta che non si sappia in giro (1976) - episodio "L'equivoco"
Quelle strane occasioni (1976) – episodio “L’ascensore”
Signore e signori, buonanotte (1976)
Il gatto (1977)
L'ingorgo - Una storia impossibile (1978)
Voltati Eugenio (1980)
Cercasi Gesù (1982)
Cuore (1984) - sceneggiato Tv
Un ragazzo di Calabria (1987)
La Bohème (1988)
Buon Natale... buon anno (1989)
Marcellino (1991)