ZOMBIELAND

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia/Avventura/Horror
Regia: Ruben Fleischer
Sceneggiatura: Rhett Reese & Paul Wernick
Cast: Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Emma Stone, Abigail Breslin, Amber Heard, Bill Murray, Derek Graf, Jacob G. Akins, Hunter Aldridge
Colonna Sonora: Cyrille Aufort
Produzione: Columbia Pictures, Relativity Media, Pariah
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 84 minuti
Data di uscita: 2010

 

Dopo l'esperimento comico-horror inglese "Shaun of the Dead" (da noi malamente tradotto come "l'Alba dei Morti Dementi"), gli americani decidono di sfruttare la stessa formula in chiave yankee, esplorando le applicazioni di mixare commedia e Zombi.
Ovviamente il film prende le mosse da una epidemia che trasforma la maggior parte della gente in Morti Viventi aggressivi e cannibali. Il protagonista è Columbus (Jesse Eisenberg), il classico "sfigatone" americano che vaga per gli Stati Uniti sopravvivendo grazie all’applicazione di alcune sagge regole, incontrando sulla sua strada uno strano cowboy, ovvero Albuquerque (Woody Harrelson) ed, in seguito, due intraprendenti sorelle (Emma Stone e Abigail Breslin). Insieme si dirigono verso la California che ritengono erroneamente essere scampata all'epidemia, saltando letteralmente dalla padella alla brace…

“Zombieland” è decisamente una action-comedy più che una horror-comedy (come nel caso del prototipo inglese, invece) ed è anche un film privo del substrato di satira sociale rispetto sempre al gioiellino britannico. Insomma, è una pellicola che scherza, ma non vuole realmente graffiare né offendere. Ha qualche genuino momento horror e tanta avventura testosteronica (soprattutto nella lunga sequenza pre-finale), quasi fosse un gigantesco videogame, ma decisamente "politicamente corretto".
Però, nonostante la parte centrale abbia una narrazione più rallentata, è un film divertente e rappresenta appunto intrattenimento allo stato puro: di per sé nulla di imperdibile o imprescindibile, ma neanche una perdita di tempo. Tra i momenti più riusciti, ci sono quelli in cui vengono illustrate le varie regole di sopravvivenza, esilaranti nella loro messa in scena perché facenti parte del racconto sia da un punto di vista visivo che narrativo (con tanto di titoli), oltre ai molteplici (quanto creativi) metodi per eliminare gli zombi, passando per diverse citazioni cinematografiche (vedi quella di “Alien”), fino alla vera e propria chicca del film: ovvero quando i 4 protagonisti si stabiliscono a Hollywood, nella villa di Bill Murray, il quale appare nella parte di sé stesso, venendo però scambiato per uno zombie. Degni di nota sono anche i titoli di testa, surreali e tragicomici con immagini “zombesche” girate al rallenty, che ben introducono all’atmosfera semi-grottesca del film.

“Zombieland” farà storcere sicuramente la bocca agli amanti duri & puri dei Morti Viventi, ma è comunque indicato sia per i "completisti" del genere, sia per chi cerca un film con in quale staccare la spina dal resto del mondo e godersi un'ora e mezza di sano e moderato divertimento.

Maurizio L’ Episcopia