Zach
(Seth Rogen) e Miri (Elisabeth Banks) sono due buoni amici
che condividono l’appartamento in cui Vivono, nonché
il pagamento dell’affitto e delle bollette, che arrivano
sempre più numerose al loro indirizzo. Nell’
impossibilità di saldare gli arretrati, e sempre più
sfiduciati dai loro conti in rosso nella carta di credito,
i due capiscono di aver toccato il fondo all’ennesimo
taglio di fornitura energetica.
Come risolvere questo problema sempre più opprimente?
La soluzione è semplice: girare un film porno, in cui
i protagonisti saranno loro. Ciò che nasce come uno
scherzo, però, diventa una questione seria nel momento
in cui l’amicizia rodata si sposta sul piano privato,
scatenando gelosie e ripicche da ambo le parti. Come superare
tutto ciò? Scegliere l’amore o negare l’effettivo
coinvolgimento? Nel finale, ogni dubbio verrà sciolto
con gli ovvi risvolti di una classica commedia americana basato
su equivoci e umorismo slang.
Famoso
per le sue produzioni quali “Clerks” e “Clerks
2”, che lo hanno fatto conoscere ad un pubblico sempre
più vasto, il sulfureo Kevin Smith analizza i rapporti
tra i due sessi e di come una bella amicizia si trasformi
in amore. Sebbene i riferimenti alla pornografia siano evidenti
e costanti, e i due protagonisti usino oggetti erotici per
sfuggire alla noia dell’essere single, il regista riesce
a creare una trama molto divertente che scatena risate in
ogni scena. E gli attori principali, Seth Rogen ed Elizabeth
Banks, stanno al gioco: si lasciano contagiare da questa vena
di follia che si sparge per tutta la pellicola, e non ci si
rende conto se ciò che avviene ai nostri occhi sia
un film o più un’avventura surreale di due persone
che decidono di metterla sullo scherzo invece che sul drammatico.
Kevin
Smith, forte dei suoi precedenti lavori, sa benissimo come
far ridere: ingaggiando i suoi migliori amici, tra cui Jason
Mewes, presenza fissa in tutte le pellicole, e riunendo una
brigata di persone allegre a cui le battute pronte non mancano.
La fotografia, che ritrae una città tenebrosa e cupa,
viene relegata in secondo piano dal momento in cui la musica,
presa a piene mani dagli anni ’80 e ’90, e i costumi
semplici ma di effetto, ci spingono a darci alla pazza gioia:
festeggiare, perché una risata ci salverà e
non ci farà cadere nei tristi pensieri.
Il film, uscito nel 2008 in America, arriva da noi in Italia
solo ora e non si sa bene come la censura interverrà
per il suo passaggio nelle nostre sale. Un prodotto che, nonostante
le critiche che gli son piovute addosso per via dei toni espliciti,
e riferimenti al sesso e alla pornografia, vale la pena di
vedere in lingua originale soprattutto per non perdere lo
slang che è presente in tutta la pellicola.
Alessandro
Cristofaro