WORLD INVASION

Titolo Originale: Battle Los Angeles
Genere: Fantascienza, Bellico, Drammatico
Regia: Jonathan Liebesman
Sceneggiatura: Christopher Bertolini
Cast: Aaaron Eckhart, Michelle Rodriguez, Bridget Moynahan, Jim Parrack, Lucas Till, Joey King, Michael Peña, Noel Fisher, Taylor Handley, Taryn Southern, Ramon Rodriguez
Colonna Sonora: Brian Tyler
Produzione: Columbia Pictures, Original Film
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 116 minuti
Data di uscita: 22 Aprile 2011

 

Il genere di cinema di fantascienza con protagonisti spietati invasori alieni sembra rivivere una nuova giovinezza dopo i lontani fasti degli anni ’50. Insieme a “Skyline”, l’inedito “Monsters” e il futuro “Super 8”, arriva il semi-kolossal bellico “World Invasion” (titolo originale “Battle: Los Angeles”), interpretato da Aaaron Eckhart (“Ricette d’amore”, “Il Cavaliere Oscuro”), Michelle Rodriguez (“Avatar”, “Fast and Furious”), Bridget Moynahan (“Io, Robot”, “Lord of War”) e Jim Parrack (il serial "True Blood"). Il film ha una storia simile a quella di “Indipendence Day”, raccontando un’invasione di implacabili e potenti invasori tecno-organici che intendono spazzare via gli esseri umani per impossessarsi delle risorse naturali della terra. Le forze aliene piombano senza preavviso in tutto il mondo, eliminando qualsiasi resistenza: negli USA, una dopo l’altra, cadono tutte le principali città americane ad eccezione di Los Angeles, ultimo bastione della resistenza umana, le cui strade sono state trasformate in zona di guerra. Eckhart interpreta un sergente di un plotone dei marine che si ritrova isolato, combattendo su terreno aperto contro un nemico sconosciuto ed a prima vista potente ed implacabile, ma riuscendo a fronteggiarlo grazie a tecniche di guerriglia.

Il regista sudafricano Jonathan Liebesman (“Al calar delle tenebre”) dirige la pellicola adottando un approccio visivo sulla falsariga dello stile da docu-fiction di pellicole come “Cloverfield” e “Distrect 9”, ma anche del bellico “Black Hawk Down”, con un impatto visivo molto realistico di alieni e battaglie. La ricostruzione di un campo di guerra, tra macerie, polvere, scarsa visibilità, confusione ed un nemico in agguato, è la cosa migliore del film, con un montaggio serrato e riprese con cinepresa a mano che replicano molto bene il punto di vista concitato dei soldati in combattimento. Seguendo la moda dell’iperrealismo cinematografico attuale, il film ha uno stile di regia da reportage televisivo, con lo scopo di narrare un attacco alieno visto in prima persona e non attraverso scene madri (vedi ad esempio “Indipendence Day”): l’invasione ci viene quindi raccontata in maniera indiretta, tramite servizi in televisione o scorci in soggettiva di ciò che vedono i protagonisti, aumentandone la drammaticità e l’immedesimazione del pubblico.

Al di là dell’aspetto visivo, però, il film ha un’impostazione molto classica e fin troppo lineare, con un lungo quanto inutile preludio che ha l’unica funzione di introdurci i protagonisti, abbastanza stereotipati, prima di trasportarli (e il pubblico con loro) in un’azione concitata, fatta di cicliche battaglie con alieni che non vengono mai mostrati chiaramente. L’impianto di cine-realismo, supportato anche da ottimi effetti speciali, non riesce a sorreggere da solo un film che difetta nelle sue fondamenta narrative: la storia è banale e sommaria, con uno sviluppo insignificante dei personaggi ed un andamento ripetitivo, fino al classico finale trionfale dove pochi coraggiosi riescono ad assestare un colpo mortale alle forze aliene, mostrando la via della vittoria al resto del mondo. Una risoluzione affrettata dopo che il film gira a vuoto per quasi tre quarti della sua durata, concludendosi con un epilogo aperto e irrisolto, che lascia la sensazione agli spettatori di aver visto un film senza capo né coda.

Marco Valerio