THE WARD - IL REPARTO

Titolo Originale: Id.
Genere: Thriller, Horror
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: Michael Rasmussen, Shawn Rasmussen
Cast: Amber Heard, Mamie Gummer, Danielle Panabaker, Lindsy Fonseca, Jareh Harris, Mika Boorem, Laura-Leigh
Produzione: A Bigger Boat, Echo Lake Entertainment
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 88 minuti
Data di uscita: 1 Aprile 2011

 

Una giovane ragazza, Kristen, viene accompagnata in un ospedale psichiatrico senza saperne il motivo. E’ completamente all’oscuro di tutto, ignora il suo passato e del suo futuro sa che sarà costretta a rimanere in questa nuova dimora per molto tempo. Mentre cercherà di indagare su se stessa, diversi episodi iniziano ad accadere e gettare ansia nel reparto in cui è internata: rumori nel corridoio durante la notte, culminanti nella scomparsa delle altre ragazze rinchiuse nelle camere adiacenti alla sua, le faranno capire come sia in atto qualcosa di inspiegabile e diabolico, una presenza che vuole ucciderle per chissà quale oscuro motivo. Sarà lei, Kristen, la nuova arrivata, a cercare di sconfiggere questa misteriosa entità e scoprire cosa veramente cela l’ospedale, fino ad una incredibile rivelazione finale.

Per il suo ritorno al cinema dopo un’assenza di 10 anni, il regista John Carpenter decide di terrorizzarci con questa storia classica di fantasmi notevolmente ben congegnata. Evitando effetti speciali costosi, poiché il film è stato girato con un budget ridotto, ed evitando di ripetere gli schemi molto in voga in questi ultimi anni dei J-Horror stile “The Ring”, si è voluto semplicemente riunire un cast, trovare una sceneggiatura valida e girare un prodotto che affascinasse e fosse di ottima presa sul pubblico. E questi, sicuramente, salterà dalla sedia: non si tratta del solito filone esoterico ma, anzi, qui il fantasma è più il valido testimone logico utilizzato per arrivare alla soluzione finale dell’enigma che si agita nella mente della protagonista; sul fronte stilistico, il film è un gioiello di tensione che predilige più le atmosfere che gli effetti truculenti, dove a terrorizzare sia i protagonisti che lo spettatore sono le ombre e le sagome indistinte che si celano nell’oscurità, piuttosto che la mano assassina che colpisce a sangue freddo per esigere vendetta. Né tantomeno assistiamo a copiosi spargimenti di sangue come nei film giapponesi o nei loro remake che in questi ultimi anni sono diventati una moda a Hollywood.

Nel ruolo di Kristen, l’attrice Amber Heard è convincente e piena di grinta, un personaggio combattivo nella sua volontà di sopravvivere in quell’ala dell’ospedale dove è rinchiusa e che diventerà anche un’eroina agli occhi delle altre ragazze. Gli ulteriori personaggi femminili rappresentano ognuno un diverso aspetto della personalità umana, e, da un punto di vista artistico, le interpreti si sono dimostrate perfette nella loro capacità di modificare emozioni e pensieri, e nel calarsi in questi panni così mutevoli e tragici. L’attrice teatrale Mamie Gummer, qui al suo primo lungometraggio, soprattutto, spicca ben più delle sue colleghe, brave ma poco convincenti nella loro recitazione troppo posata. I loro movimenti, però, sono ben inquadrati dalla fotografia e dalle straordinarie sequenze, che Carpenter ha basato su piani lunghi e su tinte scure e tenebrose, che rendono fluido l’agire delle attrici, libere di muoversi per i labirinti dell’ospedale.
Un ritorno gradito questo di Carpenter che sa ancora come terrorizzare lo spettatore senza dispendio di effetti speciali inutili: una valida prova che consegna una buona dose di paura che si pregusta fin dalle prime scene del film.

Alessandro Cristofaro