Se
anni fa l'animazione al cinema era relegata ad una comparsata
una volta all’anno targata Disney, oggi è davvero
vasta l’offerta di film animati, ma spesso sempre più
realizzati al computer: l’animazione tradizionale è
ormai stata quasi del tutto sostituita da quella digitale e, senza
essere dei forzati tradizionalisti, fa piacere ogni tanto vedere
ancora un prodotto appartenente alla cosiddetta “vecchia
scuola”. E’ il caso di questo “Wallace &
Gromit”, un piccolo, elegante ed appassionato lavoro artigianale
che propone personaggi di plastilina pazientemente animati con
la tecnica di “Stop Motion” (fotogramma per fotogramma)
in 30 mini-set riprodotti nei minimi particolari e con l’ausilio
di ben 250 persone tra animatori, tecnici e carpentieri, la cui
lavorazione è durata ben 4 anni.
Dopo tre esilaranti cortometraggi (“Una giornata straordinaria”,
”I Pantaloni sbagliati” e ”Tosatura completa”)
WALLACE & GROMIT-LA MALEDIZIONE DEL CONIGLIO MANNARO è
il primo film dedicato alla celebre coppia di Wallace & Gromit
nonché recente vincitore del premio Oscar per miglior lungometraggio
d’animazione, battendo illustri rivali come “Il Castello
Errante di Howl” di Miyazaki e “La Sposa Cadavere”
di Tim Burton.
I
due cartoonist Nick Park e Steve Box (autori anche di “Galline
in Fuga”) sono quindi tornati a raccontare le avventure
estemporanee dei loro due primi personaggi di plastilina, creati
nei primi anni ‘90: il distratto inventore Wallace ed il
suo pragmatico cane Gromit, entrambi gran divoratori di crackers
e formaggio che, in questo film, lavorano come “deratizzatori”
di conigli che infestano i campi intorno alla loro cittadella.
In occasione del concorso annuale per l’ortaggio più
grosso coltivato nella città, i nostri protagonisti vengono
assunti dall’organizzatrice della fiera, la fascinosa Lady
Tottington, per vigilare sugli ortaggi in gara. Ma ben presto
dovranno avere a che fare con un misterioso “mostro”
che di notte ruba gli ortaggi iscritti al concorso e che si rivelerà
essere addirittura un pacioso coniglio mannaro (vegetariano, non
temete).
Riconosco umilmente che, come appassionato da anni dei due pupazzetti,
la mia recensione potrebbe essere poco equilibrata ed “inquinata”
da eccessivo entusiasmo ma, nonostante questo rischio, ciò
non toglie che WALLACE & GROMIT non delude affatto le aspettative
dei fans e si conferma un capolavoro (annunciato) nel suo genere:
un prodotto vivace, buffo e garbato, tecnicamente ben realizzato
e con una storia ricca di sviluppi consequenziali che mantiene
-nonostante la lunghezza superiore- tutta la freschezza e l’inventiva
dei precedenti ed apprezzati cortometraggi.
La cosa più gustosa di questo WALLACE & GROMIT non
è solo la simpatia dei due protagonisti sommata alle variegate
dinamiche del rapporto tra i due (il cane Gromit è molto
più sveglio di Wallace e spesso deve rimediare alle sue
bizzarrie), ma anche e soprattutto la capacità da parte
degli autori di stupire e meravigliare il pubblico con trovate
narrative e visive che sfiorano il geniale e la perfezione tecnica,
quest’ultima raggiunta con un’ animazione certosina.
Non ci si può non stupire nel vedere l’incredibile
espressività dei personaggi (soprattutto quella del muto
Gromit), oltre all’ enorme quantità di particolari
“di scena” presenti lungo il film.
Gli spettatori rimangono affascinati come bambini dal mondo in
scala (tipicamente inglese, per giunta) di Wallace e Gromit, godendosi
le loro avventure bizzarre e rimanendo a bocca aperta di fronte
alla girandola di colpi di scena e gags surreali. A completare
il quadro, interviene nella storia un tocco di “soap opera”,
con il colpo di fulmine di Wallace per la bella Lady Tottington,
a sua volta insidiata dall’ambiguo (ed odioso) Victor, oltre
anche ad una serie di gustose citazioni cinematografiche (da “King
Kong” a “Ghostbusters” fino ad arrivare a “Frankestein”
e “Un Lupo Mannaro a Londra”) che rendono questo film
ricchissimo a livello narrativo ed umoristico, nonché estremamente
fruibile ed appetibile sia per grandi che per piccini.
Paolo
Pugliese