WALL-E

Titolo Originale: Id.
Genere: Animazione/Commedia/Fantascienza
Regia: Andrew Stanton
Sceneggiatura: Andrew Stanton
Colonna Sonora: Thomas Newman
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 97 minuti
Data di uscita: 17 Ottobre 2008

 

Dopo i giocattoli viventi di “Toy Story”, i bolidi parlanti di “Cars”, la famiglia di superesseri di “Gli Incredibili” ed il topo cuoco in “Ratatouille”, il nuovo film della premiata ditta Disney-Pixar propone al pubblico un altro piccolo, improbabile eroe: un automa spazzino a forma di scatola!
Anno 2700: l’umanità è trasmigrata nello spazio, andando a vivere in colonie su altri pianeti ed abbandonando la Terra, ormai senza più risorse naturali e ridotta ad un’immensa discarica di immondizia e rovine. Prima di andarsene, gli uomini lasciano un esercito di robot-spazzini per bonificare il pianeta dai rifiuti in vista di un loro probabile ritorno. Con il tempo e l’usura, però, tutti i robot si disattivano. Tutti, tranne uno: il piccolo Wall-E, (ovvero Waste Allocation Load Lifter Earth-Class - Sollevatore terrestre di carichi di rifiuti) che rimane completamente solo a svolgere il compito per cui è stato creato, avendo come unica compagnia una piccola blatta. Gli esseri umani non si sono comunque dimenticati del proprio pianeta ed inviano una sonda robotica in missione di ricognizione: Eva, una sofisticatissima ed elegante robottina che instillerà nei circuiti di Wall-E qualcosa che non aveva mai computato, ovvero... l’amore!

Il bravo Andrew Stanton, regista di film come “A Bug’s Life”, “Monsters & co.” e “Alla Ricerca di Nemo”, nonché sceneggiatore dei due “Toy Story”, partorisce un vero e proprio capolavoro, ricco di poesia ed inventiva, che si colloca allo stesso livello di perle come i già citati “Toy Story” e “Monsters & co.”.
Era una vera e propria scommessa, dallo sviluppo certo non facile ma ampiamente vinta, quella di proporre un film che per oltre la metà della sua durata è privo di dialoghi, se si escludono i bip elettronici di Wall-E ed Eva creati dal genio di Ben Burtt, autore degli effetti sonori di Guerre Stellari.
Esemplare la cura e l’originalità degli autori nel concepire i personaggi: fisicamente Wall-E è un piccolo cassonetto dell’immondizia ambulante dotato di cingoli e braccia, dal carattere curioso, romantico e creativo, ispirato a personaggi come i robot R2-D2 di “Guerre Stellari” e Johnny 5 di “Corto Circuito” di John Badham, ma anche al tenero E.T. di Spielberg e persino il romantico e silenzioso Vagabondo di “Luci della Città” di Charlie Chaplin. A lui si contrappone Eva, dal look affusolato e futuristico (ricorda vagamente una Porche Carrera) e dal carattere risoluto ma anche, come scopriremo presto, romantico e protettivo.

La prima parte, ambientata sulla terra, è quella più bella e poetica del film, introducendo prima la vita di Wall-E che lavora e colleziona cianfrusaglie (nonché pezzi di ricambio), poi mostrandoci l’incontro ed il corteggiamento di Eva. La seconda parte, ambientata nello spazio invece, è più convenzionale nel proporre una serie di gags e personaggi comprimari (gli umani obesi ed i robot disfunzionali), imbastendo comunque una sotto-trama interessante e ricca di verve, narrata con elevato ritmo narrativo ed una cerchia allargata di personaggi: Wall-E divide lo spazio da protagonista tanto con Eva quanto con il pacioso comandante della gigantesca nave terrestre, aiutati nel pericolo (come successo anche in “Toy Story” oppure “Cars” e “Bug’s Life”) da una manica di “perdenti”, in questo caso, di reietti elettronici.
L’animazione, come sempre per la Pixar, è ai massimi livelli consentiti dalla moderna tecnologia, estremamente curata nei particolari, morbida e fluida, con un’ottima colorazione che assume tonalità diverse tra la prima parte e la seconda parte: sulla terra l’illuminazione è “solarizzata” con colori stantii e “polverosi” di oggetti e scenari; sull’astronave, invece, c’è una luce fredda ed asettica stemperata però dai colori sgargianti degli ambienti interni.
Completano l’opera un look hi-tech di robot, ambienti ed astronavi molto credibile e futuristico, nonché un messaggio sotto traccia apertamente ambientalistico e contrario al consumismo. Ciliegina sulla torta, le numerose citazioni cinematografiche (agli spettatori il compito di cercarle) di cui segnaliamo quelle su “Funny Lady”, “2001 Odissea nello Spazio” e “Guerre Stellari”.

Paolo Pugliese