Ci
sono voluti 10 anni, due piccoli gemelli concepiti con la
moglie Pam (Terry Polo) e numerosi ostacoli da superare per
avvicinare Greg Fotter (Ben Stiller) al suo impenetrabile
suocero Jack Byrnes (Robert De Niro), ex-agente della CIA
in pensione. Ma nonostante tutto, Greg non ha ancora conquistato
la piena fiducia di Jack e dovrà faticare ancora molto
per dimostrare di essere all’altezza degli elevati standard
del terribile suocero. Quando l’intero clan di Greg
e Pam, con anche l’ex di Pam, Kevin (Owen Wilson), si
riunisce per festeggiare il compleanno dei gemellini, Greg
sarà messo nuovamente alla prova dallo scettico Jack
per dare prova di essere un perfetto capofamiglia e prendere
le future redini del clan dei Byrnes. A complicare le cose,
c’è la situazione economica di Greg che, per
pagare l’elevata retta della scuola dei figli, è
costretto ad accettare l’offerta della bella informatrice
scientifica Andy (Jessica Alba) di sponsorizzare ad un convegno
una sorta di Viagra per cardiopatici. La presenza di Andy
accanto a Greg, però, scatena ancora una volta i sospetti
di Jack e la progressiva tensione tra i due arriverà
a toccare nuove vette, che culmineranno in un vero e proprio
scontro fisico in un parco giochi per bambini, durante il
compleanno dei piccoli Fotter.
“Vi Presento i Nostri” è il terzo capitolo
dell'esilarante saga familiare dopo “Ti Presento i Miei”
e “Mi Presenti i Tuoi?”, ma rappresenta anche,
nella sua pochezza narrativa, la parabola discendente della
commedia brillante del cinema americano. La regia di Paul
Weitz (“American Pie”, “About a Boy”,
“American Dreamz”) si adatta per leggerezza al
clima familiare ed ottimista della trama, senza però
dare alcun spessore né ai personaggi né ad eventuali
elementi caricaturali. C’è una linea comica abbastanza
superficiale che, sebbene fosse presente anche nei due precedenti
episodi, è ancora più povera sia di sviluppi
concreti che di spunti comici, riprendendo stancamente il
meccanismo di equivoci ed errori madornali che contraddistingue
il rapporto tra i due personaggi principali interpretati da
Ben Stiller e Robert De Niro. La sinergia tra i due attori
è forse l’unica cosa positiva dell’intero
film, ma non aggiunge valore bensì risulta ripetitiva,
meccanica e stantìa, a causa soprattutto di una storia
risibile che gira a vuoto per quasi tutta la sua durata, alla
ricerca di un effetto comico che arriva in maniera annacquata
e spesso gratuita al pubblico. Si ride sostanzialmente poco,
con elementi della trama forzati (vedi ad esempio l’equivoco
del convegno scientifico o il passaggio di consegne come capofamiglia
citando stancamente il film “Il Padrino”), per
non parlare della presenza di personaggi sostanzialmente inutili
nell’economia della storia, come l’insopportabile
Kevin, la bambolina Andy e persino i genitori di Greg.
Il
film arriva al suo epilogo in maniera ristagnante e per pura
forza di inerzia, grazie ai suoi precedenti elementi caratterizzanti,
ma non aggiunge nulla di nuovo a quanto già visto,
anzi sottrae tematiche interessanti (vedi la difficile situazione
economica degli ospedali) che avrebbero invece potuto aggiungere
maggiore sostanza narrativa venendo invece liquidate in maniera
molto banale. Ulteriore colpa di questo film è l’effimero
uso, ai limiti della comparsata, di attori del calibro di
Dustin Hoffman, Harvey Keitel, Barbra Streisand e Laura Dern
che fanno capolino durante il film con un peso assolutamente
trascurabile nella storia.
Paolo
Pugliese