VENTO DI PRIMAVERA

Titolo Originale: La Rafle
Genere: Drammatico, Storico
Regia: Roselyne Bosch
Sceneggiatura: Roselyne Bosch
Cast: Jean Reno, Mélanie Laurent, Gad Elmaleh, Raphaëlle Agogué, Hugo Leverdez, Joseph Weismann, Oliver Cywie, Mathieu Di Concerto, Romain Di Concerto, Sylvie Testud
Produzione: Légende Films
Paese d’origine: Francia, Germania, Ungheria - 2010
Durata: 125 minuti
Data di uscita: 27 Gennaio 2011

 

Parigi 16 luglio 1942. La Francia è in mano ai nazisti e il Maresciallo Vichy, per compiacere gli alleati tedeschi, ordina di rastrellare gli ebrei che hanno trovato rifugio in Francia e di condurli nello stadio chiamato Velodromo d’Inverno. Circa 13.000 ebrei fra uomini, donne e bambini vengono così arrestati e rinchiusi come bestie, se non peggio, per essere poi trasferiti nei campi di concentramento francesi di Beaune-La-Rolande, in attesa di affrontare quello che inconsapevolmente sarà il loro ultimo viaggio: i campi di concentramento in Polonia da cui non faranno più ritorno. Delle 13.000 persone condotte ai campi polacchi e tedeschi sono tornati solo venticinque e nessuno dei circa 4000 bambini strappati ai loro genitori.

Rose Bosch (regista di "Animal") racconta in "Vento di Primavera" un momento particolare della storia francese e dell’Europa intera: una macchia atroce e vergognosa che non ha risparmiato nessuno né vecchi, né invalidi, né donne, nemmeno i bambini, vittime innocenti della follia umana. L’Olocausto, il genocidio, lo sterminio razziale compiuto dai nazisti è visto attraverso gli occhi dell’undicenne Joseph Weismann (uno dei 25 superstiti alla strage del Velodromo d’Inverno ) e dei suoi amici, i fratelli Samuel e Nono Zygler, rastrellati nelle loro case dalla polizia francese e condotti a vivere senza acqua e con poco cibo, accalcati gli uni sugli altri, nel Velodromo di Parigi.

Senza compiacimento pietistico e sentimentalista, la regista Roselyne Bosch ricostruisce i terribili eventi storici attraverso il ritratto delle vite di singole persone ebree; l’opera è di grande intensità e sincerità, la cui unica pecca risulta essere quella di avere un registro narrativo didascalico e di stampo televisivo. La ricostruzione storica è però lucida e meticolosa, trasmettendo sdegno e sgomento agli spettatori grazie ad una narrazione coincisa, realistica e tripartita; l’intreccio narrativo è lineare e suddiviso tra vittime e carnefici: vengono ad esempio mostrate la quotidianità e le decisioni di Hitler che, avvalorate dal codardo collaborazionismo dei politici e gerarchi francesi, sono espresse quasi in maniera astratta per poi tradursi in una realtà devastante per la vita quotidiana della comunità ebrea nel quartiere di Montmartre. Il film si concentra maggiormente sulla loro realtà e sulle conseguenze esistenziali delle leggi razziali, con i loro assurdi obblighi (portare la stella gialla sui vestiti) e divieti, inibendo alla fine persino il passeggiare per strada o giocare nei parchi pubblici, fino ad arrivare al rastrellamento che stravolse in poche ore migliaia di vite. Tutti i personaggi del film sono realmente esistiti e vengono interpretati da un ottimo cast, tra i quali spiccano il giovanissimo Hugo Leverdez e gli attori Jean Reno (“Leon”), Mélanie Laurent (“Bastardi senza Gloria”) e Gad Elmaleh (“Una Top Model nel mio letto”), nei rispettivi panni del sopravvissuto Joseph Weismann, del medico David Sheinbaum e dell’infermiera Dina Traube (che si adoperarono per assistere la gente nel Velodromo d’Inverno) e del capofamiglia Schmuel Weismann.
“Vento di Primavera” è una pellicola forte e commovente, che ha il pregio di ricostruire con chiarezza un argomento storico non molto conosciuto e spesso addirittura negato, ad esempio dal passato governo Mitterand.

Marco Valerio