Per
misteriose ragioni, un uomo d’affari cinese a Hong Kong
viene massacrato dagli uomini di un boss del crimine, i quali
falcidiano anche la moglie francese ed i loro due bambini.
La donna riesce miracolosamente a sopravvivere e viene raggiunta
dal padre al quale, in fin di vita ed indicando le parole
di un giornale, chiede di essere vendicata. L’uomo,
chiamato Costello, è un cuoco con un ristorante a Parigi
di sua proprietà, ma vent’anni prima, era un
killer. Straniero in terra straniera, senza conoscere nessuno
né sapere la lingua, si imbatterà in un trio
di esperti sicari ai quali chiederà aiuto in cambio
della sua casa e del suo ristorante in Francia. I tre uomini
abbracceranno la sua causa e, seguendo un proprio codice d’onore,
lo aiuteranno a risalire sia agli esecutori che al mandante,
con conseguenze drammatiche ed imprevedibili.
Vegeange
è un piccolo capolavoro del cinema noir e d’azione,
con la vendetta e l’onore come tema portante della storia
diretta da Johnny To, autore dall’estetica filmica interessante,
improntata su toni grevi e poco rassicuranti. La trama ha
un approccio narrativo immediato ed al tempo stesso enigmatico
per quanto riguarda le motivazioni e le decisioni dei personaggi;
la narrazione procede infatti in maniera non lineare (né,
quindi, prevedibile), ma ramificata, seguendo vicende parallele
al protagonista (uno splendido e granitico Johnny Hallyday),
che pongono l’attenzione anche su altri carachters,
con dettagli a prima vista inusuali ed esterni che, invece,
vanno ad integrare il nodo narrativo principale dando peso
e contenuto a tutti i personaggi.
Interessanti sono alcune idee della sceneggiatura, inerenti
sia il trio di killer che, pur di onorare un patto con uno
straniero, arriveranno a sconvolgere drammaticamente le proprie
vite per aiutarlo e proteggerlo, sia soprattutto inerente
Costello: personaggio letale, ma imperfetto, afflitto da un
deficit della memoria (a causa di una vecchia ferita alla
testa), che lo costringe ad una lotta contro il tempo prima
di dimenticare tutto. Questo elemento giocherà un ruolo
importante nella risoluzione del film, aumentando il pathos
e la tensione a causa della progressiva perdita di cognizione
del protagonista, un vendicatore al tempo stesso inesorabile
e disorientato, in una resa dei conti in stile western meta-urbano
dallo sviluppo e dall’epilogo affatto scontati.
Vegeange
è un film definito da un forte realismo, esaltato da
un’attenzione maniacale per i dettagli ed idee visive
molto originali; fanno da efficace complemento un’atmosfera
claustrofobica ed ambigua grazie alla fotografia blù-scura
suburbana e l’essenzialità di interpretazioni
e dialoghi. Ci sono sequenze molto ben congegnate, sia per
regia che per montaggio, di grande impatto drammatico e con
l’unica concessione al cinema d’azione rappresentato
dal rallenty che congela il tempo rendendo più intensa
l’atmosfera, accelerando poi all’improvviso con
scontri ruvidi ed asciutti di grande effetto realistico. Citiamo,
ad esempio, l’arrivo di Costello e dei suoi soci nella
casa dove è avvenuto il massacro: le drammatiche sequenze
delle uccisioni si contrappongono in montaggio man mano che
i tre sicari ricostruiscono ciò che è accaduto,
mentre Costello non trova di meglio da fare che buttare i
cibi andati a male e preparare il pranzo, durante il quale
si confronteranno tra loro e con il pubblico. Continuando,
il confronto notturno nel parco con i killer opposti o l’inseguimento
sotto la pioggia, fino allo scontro finale, sono modelli da
scuola di cinema per decostruzione narrativa, ritmo inusuale
e originalità dell’impostazione di scena.
Paolo
Pugliese