"Vallanzasca
– Gli Angeli del Male" è il nuovo film diretto
dall’attore-regista Michele Placido che, dopo il grande
successo del suo “Romanzo Criminale”, torna a
raccontare un’altra famosa storia appartenente alla
cronaca nera italiana degli anni ’70. Il film è
un biopic sulla vita e carriera criminale del famoso bandito
Renato Vallanzasca, battezzato dai giornali dell’epoca
“il bel Renè” per l’aspetto piacente
e i modi gentili, ma feroce autore di numerose rapine e scontri
a fuoco che costarono la vita di alcuni agenti di polizia,
oltre a numerose e rocambolesche evasioni.
La
pellicola è basata sul libro biografico "Il fiore
del male", scritto da Carlo Bonini con la collaborazione
diretta dello stesso Vallanzasca, che attualmente sta scontando
in carcere una pena di ben quattro ergastoli; Placido ricostruisce
la vita del criminale, partendo dalla sua infanzia ed arrivando
fino alla metà degli anni ’80, con l’intenzione
dichiarata di non fare alcun ritratto elegiaco del bandito,
ma il suo punto di vista finisce per essere accomodante sulle
motivazioni cardine di molti crimini di Vallanzasca (dalle
rapine ai rapimenti agli scontri a fuoco con la polizia),
quasi fosse coinvolto per caso o per necessità di autodifesa.
Una scelta narrativa ambigua, anche nello svelare la personalità
del bandito che, grazie alla finezza interpretativa di Kim
Rossi Stuart, ci viene raccontato come un giovane allo sbando,
ostaggio della propria distruttiva personalità egocentrica,
nichilista ed arrogante, evidenziando però maggiormente
la sua etica morale (mai rubare ai poveri o sparare agli
inermi) e la sua saggezza cialtrona piuttosto che il
lato oscuro caratteriale.
Diamo
atto a Placido che l’operazione era molto rischiosa,
addentrandosi in un terreno minato, sia per caratterizzazione
di un personaggio negativo quanto affascinante, sia perché
protagonista di una pagina reale di fatti violenti e dolorosi,
specie per le famiglie delle vittime. Placido realizza un
film narrativamente solido seguendo la lezione dei celebri
Gangster Movies Hollywoodiani che, nonostante la sceneggiatura
si riveli indulgente nei confronti di Vallanzasca (responsabile
di più di 70 rapine, 4 sequestri di persona, l'uccisione
di 4 poliziotti, un impiegato di banca, un medico e un suo
stesso complice), al tempo stesso non lo mitizza, ma
non ne approfondisce neanche alcun aspetto psicologico ed
ideologico, prediligendo la ricostruzione illustrata (e non
riflessiva) dei fatti di cui fu protagonista e rischiando,
quindi, la cruda spettacolarizzazione di certe scelte di vita.
Nonostante
tutto, "Vallanzasca – Gli Angeli del Male"
si rivela un buon film, con una regia solida e funzionale,
montaggio veloce, ritmo serrato ed ottimi interpreti tra i
quali, oltre ad un superlativo e naturale Kim Rossi Stuart,
spiccano il tedesco Moritz Bleibtreu (che ricordiamo ne “Le
Particelle Elementari”), Filippo Timi, Francesco Scianna,
oltre a Valeria Solarino e l’esotica Paz Vega, entrambe
convincenti nei ruoli delle donne più importanti del
bel Renè.
Marco
Valerio