V PER VENDETTA

Titolo Originale: V for Vendetta
Genere: Drammatico/Thriller/Azione/Fantascienza
Regia: James McTeigue
Sceneggiatura: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Cast: Natalie Portman, Hugo Weaving, Stephen Rea, John Hurt, Tim Pigott-Smith, Roger Allam
Produzione: Simon Channing-Williams & Warner Bros
Paese d’origine: Usa – Germania 2005
Durata: 132 minuti

 

Non lasciatevi ingannare. Dalla visione dei trailer o dei riassuntini della trama, potrebbe sembrare il solito scontato film sull’ennesimo vendicatore solitario, che per qualche oscuro trauma infantile e grazie a improbabili capacità superumane, decide di combattere contro il male, mascherato e inguainato in tute pittoresche, per portare giustizia e/o vendetta nella società. Un clone di Batman, magari un tantinello più cattivo, o forse del Punitore o di Blade, tanto per citare personaggi dei comics che hanno avuto una recente trasposizione cinematografica.
Ripeto, non lasciatevi ingannare. Perché aldilà della forma apparente, questo è un film politico, scomodo e inquietante, che tratta argomenti inconsueti e anomali, e lo fa in maniera diretta, senza metafore e giri di parole, mettendo lo spettatore in una condizione di disagio o quanto meno di sconcerto. Perché di film così in giro ce n’è veramente pochi.

Remember remember, the fifth of november, ben tradotto in italiano come :”ricorda per sempre, il cinque di novembre” è il ritornello che si ripete durante la visione. A cosa rimanda?
Londra, 5 novembre 1605. Viene scoperto il complotto per uccidere il Re Giacomo I e i membri del parlamento, facendo esplodere la Camera dei Lord, ordito da Guy Fawkes e da altri cospiratori cattolici. Guy Fawkes fu giustiziato poco tempo dopo.
Londra, futuro prossimo. L’inghilterra è sotto il giogo di un regime totalitario. Infatti, dopo anni terribili di guerre, malattie, terrorismo, il partito Norreno di ispirazione nazista, sfruttando la paura e il disorientamento della popolazione, è assurto al potere e ora governa con pugno di ferro, calpestando i diritti dei cittadini e manipolando ad arte l’informazione massmediatica.
L’enigmatico V, uomo dotato di eccezionali doti fisiche, di una cultura impressionante e di una maschera che indossa continuamente, porta avanti la sua personale vendetta contro alcuni membri del partito per le orribili sevizie che ha subito in un campo di concentramento e contemporanemente inizia una campagna di attacco al governo, fatta di attentati dinamitardi, assassini mirati e anche di azioni di scherno e sbeffeggiamento.
La sua crociata culminerà il 5 novembre dell’anno dopo, il giorno in cui, ispirandosi a Guy Fawkes, V ha promesso di far esplodere la sede del parlamento inglese.
Durante una delle sue sortite, V è costretto a prendere con se Evey, una ragazza che lo aveva aiutato e che perciò era compromessa agli occhi del regime e rischiava il carcere o peggio. La trama così si dipana tra le imprese di V, il difficile percorso interiore di Evey e l’accettazione del suo ruolo e le frenetiche indagini che la polizia e i servizi segreti mandano avanti per catturare V e sventare l’attentato al Parlamento. Sullo sfondo, per ora spettatore passivo, c’è l’intera popolazione londinese, in attesa di qualcosa… un simbolo… che la risvegli, che vinca la sua inerzia, che le dia lo scossone iniziale per rimetterla in moto e ridiventare protagonista e non succube. Perché, come fa notare V: “non è il popolo a dover temere i governi, ma i governi a temere il popolo”.

McTeigue, con l’evidente e fondamentale collaborazione dei fratelli Wachowski, confeziona un film vibrante ed emozionante seppur complesso, con molti dialoghi ma anche con fulminee ed efficaci scene d’azione. L’attenzione dello spettatore è sempre al massimo, non ci sono cali di tensione, periodi morti, non si corre il rischio di annoiarsi. Come ho detto il film è molto dialogato, ma questo non nuoce alla fluidità della narrazione, perché non sono mai banali, ridondanti o inutili ma sempre interessanti e coinvolgenti e in più messi al posto giusto e al momento giusto.
I temi toccati sono tutti scottanti, intriganti, controversi e attuali più che mai e spingono alla riflessione: il modo indolore, quasi naturale, con cui una democrazia precipita nel totalitarismo; la silenziosa complicità della popolazione, che baratta senza pensarci su la libertà e i suoi più sacri e inviolabili diritti in cambio di una società ordinata e illusoriamente sicura; la paura, potentissimo mezzo per controllare le masse, come dolorosamente possiamo constatare nella realtà quotidiana di questi anni tormentati da terrorismo e integralismi contrapposti; la forza delle idee, che sopravvive e prospera nonostante (o talvolta proprio per) la morte di coloro che ne sono stati primi portatori; la potenza dei simboli, capaci di risvegliare coscienze assopite e popolazioni apparentemente sottomesse; l’utilizzo di tecniche terroristiche e di metodi violenti, anche quando queste sono finalizzate a scopi “positivi” come può essere il rovesciamento di una dittatura. La scena con il vagone della metropolitana letteralmente stipata di esplosivo può essere considerata l’emblema della complessità di questa pellicola controversa. Anche se lo spettatore sa che si tratta di un’azione necessaria per la riconquista della libertà, non può lo stesso non restare turbato e sgomento, per il parallelismo inevitabile, seppur impreciso, che sorge con i recenti attentati di Madrid e Londra.

Insomma un film che colpisce e scuote, coraggioso e anomalo, tutto da gustare, visto che di carne al fuoco ce ne è tanta e tutta di prima qualità. Al termine della visione si è colti da un turbinio di sensazioni, riflessioni, domande, turbamenti. E si scopre di essersi anche divertiti…
Non trascuriamo, infine, l’ottima recitazione di Hugo Weaving, la cui comunicatività non sembra affatto limitata dal dover indossare una maschera (anche se purtroppo una grossa parte della sua bravura si perde nel doppiaggio). Brava anche Natalie Portman, anche se a volte non sempre convincente… ma interpreta un ruolo veramente molto impegnativo e quindi ha tutte le attenuanti del caso. In ogni caso ha mostrato di saper reggere ruoli importanti e sofferti.
Beh, che fate? Siete ancora qui? Correte a vedere “V for Vendetta” che ve lo consiglio caldamente!
E se poi siete rimasti incuriositi non potete mancare di leggere il capolavoro a fumetti di Alan Moore, sempre intitolato “V for Vendetta”, di cui questo film è un ottimo adattamento ma che si discosta in alcuni punti fondamentali della trama e della visione politica dell’autore. Un doppio divertimento assicurato.

Mario Colasuonno