UOMINI CHE ODIANO LE DONNE

Titolo Originale: Män som hatar kvinnor
Genere: Thriller/Drammatico/Noir
Regia: Niels Arden Oplev
Sceneggiatura: Nicolaj Arcell, Rasmus Heisterberg
Cast: Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven-Bertil Taube, Peter Haber, Peter Andersson, Marika Lagercrantz
Produzione: Sören Staermose, Mikael Wallén, Ole Söndberg, Nordisk Film, Sveriges Television, Yellow Bird Films, ZDF Enterprises
Paese d’origine: Svezia, Danimarca - 2009
Durata: 152 minuti
Data di uscita: 29 Maggio 2009

 

Nell’estate del 1966 la sedicenne Harriet Vanger scompare durante l’annuale riunione di famiglia del potente clan industriale dei Vanger, nell’isola dove gran parte dei suoi membri ha la residenza. Dopo oltre 40 anni, benché il corpo della donna non sia mai stato ritrovato, lo zio ormai ottantenne (che l’aveva cresciuta come una figlia) è convinto che sia stata assassinata e che l’autore del delitto sia un membro della sua stessa famiglia; una famiglia disfunzionale, i cui membri sono legati da vincoli molto stretti e pieni di oscuri segreti. Per fare luce sull’accaduto, l’anziano Vanger assume Mikael Blomkvist, coraggioso giornalista idealista del quotidiano Millennium, in crisi dopo essere condannato a tre mesi di carcere per diffamazione nei confronti di un uomo d’affari corrotto che è riuscito, probabilmente, ad incastrarlo. Blomkvist inizia ad indagare, cominciando a trovare nuovi indizi, ma la sua strada sarà destinata ad incrociarsi con quella di Lisbeth Salander, un’abilissima hacker tatuata ed asociale, con un difficile passato alle spalle.
Blomkvist , grazie all’aiuto di Lisbeth, riesce a collegare la scomparsa di Harriet ad una serie di orribili delitti seriali legati ai passi della Bibbia, avvenuti fin dagli anni ’60; la coppia di improvvisati investigatori comincia a dipanare una storia familiare oscura e sconvolgente. Ma i Vanger sono gelosi dei loro segreti e Mikael e Lisbeth scopriranno a proprie spese di cosa siano capaci per difenderli.

“Uomini che Odiano le Donne” è il primo episodio della trilogia “Millennium” di Stieg Larsson, che ha venduto oltre 8 milioni di copie in tutto il mondo.
Il film, diretto con mano sicura da Niels Arden Oplev, è molto fedele al romanzo per atmosfere e percorsi narrativi, prendendosi alcune sottili libertà per esigenze puramente cinematografiche. Con molto equilibrio e senza perdere mai di vista la direzione del racconto, il regista dà il giusto spazio a fatti e personaggi, facendo luce in maniera asciutta e scansionata sugli elementi concettuali e caratteriali della storia originale del romanzo, costruendo lentamente un clima di tensione sempre più serrato. Il risultato è un film, forse più duro del romanzo, dalla prosa accattivante e pervaso da un’atmosfera lugubre e ambigua, che porta efficacemente sul grande schermo l’aurea mistery e decadente incentrata su antichi e terribili segreti familiari, contrapposta alla matrice cyberpunk rappresentata dal look e dalle capacità di Lisbeth.
Questa contrapposizione è sottolineata anche dai colori della fotografia, più fredda e metallica con predominanza del blu nella parte urbana, più luminosa ma dai colori sbiaditi in quella ambientata sull’isola.

Ben amalgamate tra loro risultano le due storie parallele di Blomkvist e Lisbeth, destinate a confluire in un unico intreccio: i ritratti di entrambi sono interessanti e costruiti in maniera non didascalica, ma suggeriti progressivamente nello svolgimento della narrazione attraverso sguardi, dialoghi e reazioni emotive con altri personaggi.
In particolare, il carachter di Lisbeth buca lo schermo e non fa rimpiangere la sua rappresentazione letteraria, risultando affascinante e credibile grazie anche alla bravura dell’emergente Noomi Rapace; l’attrice è riuscita ad interpretare efficacemente i tormenti, la rabbia e i lati oscuri di un’anima ferita e solitaria, che sa comunque reagire con forza guerriera ad abusi e violenze, ma sa anche abbassare la sua corazza emotiva quando incontra la persona giusta, innamorandosi –a suo modo- del coprotagonista.
Michael Nyqvist, sconosciuto da noi ma molto famoso e premiato in Svezia, è molto bravo ad interpretare lo svuotato Blomkvist che, grazie alle indagini ed al rapporto con la giovane hacker, riacquista fiducia e voglia di andare avanti nel mestiere di giornalista; ma il suo personaggio, nonostante sia ben rappresentato, risulta comunque meno definito rispetto a Lisbeth, divenuta una moderna e carismatica icona fin dalle pagine del libro.
Ci sbilanciamo nel definire “Uomini che Odiano le Donne” un’opera solida dallo sviluppo avvincente, che ci regala anche una storia d’amore intensa ed al tempo stesso incostante, sospesa da un finale che rimanda apertamente ai prossimi due capitoli della trilogia, ovvero “La Ragazza che giocava col Fuoco” e “La Regina dei Castelli di Carta”.

Paolo Pugliese