UNKNOW - SENZA IDENTITA'

Titolo Originale: Unknow
Genere: Azione, Thriller, Drammatico
Regia: Jaume Collet-Serra
Sceneggiatura: Oliver Butcher, Stephen Cornwell
Cast: Liam Neeson, January Jones, Diane Kruger, Aidan Quinn, Bruno Ganz, Frank Langella, Sebastian Koch, Sanny Van Heteren, Matthias Weidenhöfer, Stipe Erceg
Produzione: Dark Castle Entertainment, Studio Babelsberg, Studio Canal
Paese d’origine: USA, Gran Bretagna, Francia, Germania - 2010
Durata: 113 minuti
Data di uscita: 25 Febbraio 2011

 

A Berlino per un congresso, il dottor Martin Harris (Liam Neeson) è vittima di un incidente stradale a bordo di un taxi. Dopo quattro giorni di coma si risveglia per scoprire che un altro uomo (Aidan Quinn) ha assunto la sua identità e che persino sua moglie, Elizabeth (January Jones), in viaggio con lui, afferma di non conoscerlo. Ignorato dalle autorità e braccato da un misterioso assassino, Martin trova in Gina (Diane Kruger), la donna che guidava il taxi quando gli è capitato l’incidente salvandogli anche la vita, un’inattesa alleata per scavare a fondo in un mistero che mette in gioco la sua identità e la sua sanità mentale. Ma la verità a cui Martin giungerà assumerà dei contorni assolutamente inaspettati.

Fa piacere ritrovare il bravo Liam Neeson come protagonista di un thriller drammatico che conquista fin da subito, grazie ad una sceneggiatura ben calibrata che dosa con dovizia i colpi di scena. L’architrave narrativo del film consiste nella perdita di identità del protagonista, unito ad altri due forti elementi drammaturgici come il riappropriarsi di ciò gli è stato portato via da un altro uomo, e il muoversi in un paese sconosciuto senza risorse o appoggi. La struttura della trama è solida, con uno sviluppo labirintico e progressivo che accompagna le indagini di Martin, mentre la regia di Jaume Collet-Serra è agile e schematica, restituendo senza fronzoli le atmosfere ambigue e drammatiche di tanti Mistery movies e Spy Story stile anni ’70. Perfettamente giustificate le poche sequenze d’azione, presenti soprattutto nel secondo tempo, che forniscono il giusto apporto di “action” alla storia, girate da un lato in maniera realistica, ma dall’altro montate in maniera eccessivamente concitata, tanto da non risultare molto chiare. La storia riesce poi a cambiare registro in maniera credibile, spostandosi dai toni Noir e Mistery a quelli di thriller di spionaggio con una certa giustificazione logica. Nonostante, però, i suoi toni introspettivi, la sceneggiatura non offre un convincente ritratto psicologico del protagonista e né il regista né lo stesso Liam Neeson, qui davvero poco espressivo, aggiungono contorni rilevanti al personaggio; risultano invece meglio delineati i ruoli secondari, ovvero la giovane tassista insieme al detective privato tedesco e l’anziano amico del protagonista, rispettivamente interpretati da una convincente Diane Kruger e da due attori di gran classe come Bruno Ganz e Frank Langella.

Marco Valerio