Dopo
aver guadagnato solo negli USA ben 100 milioni di dollari d’incasso,
era logico che il fantasy/horror “Underworld” generasse
prima o poi un sequel, puntualmente arrivato con il titolo di
“Underworld Evolution”. In questo nuovo capitolo di
quella che è ormai una saga cinematografica di successo
ritroviamo la bella guerriera vampira Selene (Kate Beckinsale),
unita dall’amore al licantropo ibrido Michael (Scott Speedman)
ed entrambi in fuga dalle loro razze d’appartenenza, ovvero
gli aristocratici vampiri Dealers ed i selvaggi licantropi Lycans,
in perenne lotta tra di loro. Selene e Michael tenteranno di porre
fine al secolare scontro cercando di scoprire le origini delle
rispettive linee di sangue ed i misteri alla base di essi e dell’atavica
lotta tra le due razze immortali. La loro ricerca sarà
anche una corsa contro il tempo, inseguiti sia dai Lycans (che
vogliono il segreto del sangue ibrido di Michael) che dai Dealers,
intenzionati a porre fine col sangue alla guerra e giustiziare
i due innamorati fuggiaschi, grazie anche al risveglio del loro
re: il potentissimo Marcus. “Underworld Evolution”
è un film che funge tanto da sequel con la prosecuzione
delle avventure della bella Selene quanto da prequel stesso alla
storia, svelando tramite flashback frammenti del passato di lei
e della guerra tra Vampiri e Licantropi.
Non c’è niente di eccezionale in questo film: è
una semplice pellicola d’intrattenimento con poche pretese
stilistiche; un elementare B-Movie con un budget medio-alto, storia
esilissima (più leggera e superficiale del primo episodio)
e con tantissima azione, ma che si rivela comunque migliore del
precedente “Underworld”. Qui –seppur in maniera
approssimativa- molti nodi narrativi lasciati insoluti vengono
al pettine, mentre qualcuno viene addirittura approfondito (vedi,
ad esempio, la capacità “ancestrale” del sangue
dei vampiri di trasmissione della conoscenza) ma non c’è
niente di complesso, per carità.
Inoltre, se nel primo episodio (francamente noioso) c’erano
molti dialoghi e poca azione qui accade esattamente il contrario:
una sarabanda di salti, piroette, sparatorie, calci e combattimenti
dall’inizio alla fine; il regista Wiseman recepisce la lezione
(e le critiche ricevute) e compie virtuosismi con la cinepresa
per mantenere alta l’attenzione dello spettatore non trovando
però, neanche in questo secondo episodio, un equilibrio
nella narrazione e confeziona un film tutto azione e superficiale
dal punto di vista narrativo ma, forse, divertente per chi si
accontenta della forma e non della sostanza.
Belle,
comunque, le varie coreografie che sono meglio curate dal punto
di vista tecnico e girate in maniera molto più pulita rispetto
sempre al primo “Underworld”. Migliorati anche gli
effetti speciali (soprattutto riguardanti le animazioni dei licantropi)
ma in questo film tutto (storia, scene d’azione ed sfx)
va a discapito dell’intrigante atmosfera gotico-tecnologica
del primo “Underworld” che qui è dispersa ai
quattro venti.
Su tutto, alla fine, prevale la figura di Kate Beckinsale che
nel ruolo della sua vampira Selene, vibrante, elegante e sensuale,
si conferma (come nel primo film) la cosa migliore di questo nuovo
“Underworld Evolution”; in attesa, naturalmente, del
prossimo episodio.
Paolo Pugliese