UNDERWORLD EVOLUTION

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantasy/Azione
Regia:
Len Wiseman
Sceneggiatura:
Len Wiseman, Danny McBride
Cast:
Kate Beckinsale, Scott Speedman, Bill Nighy, Sir Derek Jacobi
Colonna Sonora:
Marco Beltrami
Produzione:
Screen Gems & Lakeshore Entertainment
Paese d’origine:
USA - 2005
Durata:
106 minuti

 

Dopo aver guadagnato solo negli USA ben 100 milioni di dollari d’incasso, era logico che il fantasy/horror “Underworld” generasse prima o poi un sequel, puntualmente arrivato con il titolo di “Underworld Evolution”. In questo nuovo capitolo di quella che è ormai una saga cinematografica di successo ritroviamo la bella guerriera vampira Selene (Kate Beckinsale), unita dall’amore al licantropo ibrido Michael (Scott Speedman) ed entrambi in fuga dalle loro razze d’appartenenza, ovvero gli aristocratici vampiri Dealers ed i selvaggi licantropi Lycans, in perenne lotta tra di loro. Selene e Michael tenteranno di porre fine al secolare scontro cercando di scoprire le origini delle rispettive linee di sangue ed i misteri alla base di essi e dell’atavica lotta tra le due razze immortali. La loro ricerca sarà anche una corsa contro il tempo, inseguiti sia dai Lycans (che vogliono il segreto del sangue ibrido di Michael) che dai Dealers, intenzionati a porre fine col sangue alla guerra e giustiziare i due innamorati fuggiaschi, grazie anche al risveglio del loro re: il potentissimo Marcus. “Underworld Evolution” è un film che funge tanto da sequel con la prosecuzione delle avventure della bella Selene quanto da prequel stesso alla storia, svelando tramite flashback frammenti del passato di lei e della guerra tra Vampiri e Licantropi.

Non c’è niente di eccezionale in questo film: è una semplice pellicola d’intrattenimento con poche pretese stilistiche; un elementare B-Movie con un budget medio-alto, storia esilissima (più leggera e superficiale del primo episodio) e con tantissima azione, ma che si rivela comunque migliore del precedente “Underworld”. Qui –seppur in maniera approssimativa- molti nodi narrativi lasciati insoluti vengono al pettine, mentre qualcuno viene addirittura approfondito (vedi, ad esempio, la capacità “ancestrale” del sangue dei vampiri di trasmissione della conoscenza) ma non c’è niente di complesso, per carità.
Inoltre, se nel primo episodio (francamente noioso) c’erano molti dialoghi e poca azione qui accade esattamente il contrario: una sarabanda di salti, piroette, sparatorie, calci e combattimenti dall’inizio alla fine; il regista Wiseman recepisce la lezione (e le critiche ricevute) e compie virtuosismi con la cinepresa per mantenere alta l’attenzione dello spettatore non trovando però, neanche in questo secondo episodio, un equilibrio nella narrazione e confeziona un film tutto azione e superficiale dal punto di vista narrativo ma, forse, divertente per chi si accontenta della forma e non della sostanza.

Belle, comunque, le varie coreografie che sono meglio curate dal punto di vista tecnico e girate in maniera molto più pulita rispetto sempre al primo “Underworld”. Migliorati anche gli effetti speciali (soprattutto riguardanti le animazioni dei licantropi) ma in questo film tutto (storia, scene d’azione ed sfx) va a discapito dell’intrigante atmosfera gotico-tecnologica del primo “Underworld” che qui è dispersa ai quattro venti.
Su tutto, alla fine, prevale la figura di Kate Beckinsale che nel ruolo della sua vampira Selene, vibrante, elegante e sensuale, si conferma (come nel primo film) la cosa migliore di questo nuovo “Underworld Evolution”; in attesa, naturalmente, del prossimo episodio.


Paolo Pugliese