Larry
Daley (Ben Stiller), divorziato e con un figlio a carico che
costringe ad innumerevoli traslochi per i continui sfratti
e licenziamenti, si accorge che il bambino passa più
tempo con il nuovo fidanzato della madre che con lui ed allora
accetta un nuovo lavoro come guardiano notturno del Museo
di Storia Naturale di New York, attività che finalmente
gli permetterebbe una stabilità, sia economica che
emotiva.
Ma… non è tutto oro quello che luccica!!! Ed
infatti, durante la prima notte di lavoro, dopo che gli anziani
guardiani -tre simpatici ed ambigui vecchietti- gli consegnano
chiavi, torcia ed un manuale di istruzioni, Larry viene chiuso
dentro ma ben presto si renderà conto di non essere
affatto solo. Con un misto di stupore e terrore, l'uomo si
accorge che tutte le creature primordiali e le figure dell'antichità
che lo circondano all'interno del museo prendono vita magicamente
durante la notte, dando origine a battaglie tra miniature
di soldati romani e cow-boy, animali imbalsamati che si rincorrono
tra statue umanizzate, maledizioni egizie, creature preistoriche
e tentativi di squartamenti da parte dei terribi Unni, in
una sarabanda di incidenti e disavventure che destabilizzano
il neo-guardiano.
Sarà
l’ex Presidente degli Stati Uniti Teddy Roosevelt (Robin
Williams), o meglio la statua di cera, ad aiutare il confuso
Larry nell’arduo compito di tenere sotto controllo il
museo impazzito. L’alternativa è perdere anche
questo lavoro e deludere ancora una volta suo figlio e per
Larry non c’è scelta: deve salvaguardare ad ogni
costo il museo e diventare quel padre coraggioso che ha sempre
voluto essere. Arriva, quindi, il così tanto desiderato
ed aspettato il suo momento di gloria, la sua rivalsa definitiva,
divenendo agli occhi del figlio un vero e grande eroe in un
tripudio di buonismo proprio del cinema americano di intrattenimento.
"UNA NOTTE AL MUSEO", che segna il ritorno di Shawn
Levy dietro la macchina da presa dopo "La Pantera Rosa"
(2006) con Steve Martin, si presenta una storia effettivamente
esile e poco originale, quasi una scopiazzatura di Jumanji
(anche per la presenza nella pellicola dello stesso Robin
Williams), con l’aggiunta però di numerosi effetti
speciali (creati dalla Rhythm & Hues –“Le
cronache di Narnia”, “Happy Feet”-, con
la supervisione di Jim Rygiel –“Il signore degli
anelli”) e qualche idea spiritosa e simpatica che riesce
a strappare un sorriso, come per esempio quella dello spassosissimo
Tyrannosaurus Rex che vuole giocare con Larry ad acchiappare
le cose e a riportarle al padrone come se fosse un piccolo
e tenero cucciolo domestico…
Accanto ad un simpatico e sempre bravo Ben Stiller, che però
questa volta appare piuttosto contenuto ed "imbrigliato"
nella sua verve comica rispetto al suo solito, i personaggi
comprimari sono Carla Gugino (“Spy kids”), il
suo l’amico e patner di tante pellicole Owen Wilson
(“Tu, io e Dupree”, “Due single a nozze”,
“Starsky & Hutch”, “Ti presento i miei”)
ed i tre veterani Dick Van Dyke (l’indimenticabile spazzacamino
di “Mary Poppins”), Mickey Rooney ("Elliot
il drago invisibile", “Colazione da Tiffany”,
"La Città dei ragazzi") e Bill Cobbs (“Cosa
fare a Denver quando sei morto”, “Mister Hula
Hoop”), che interpretano il ruolo dei vecchi guardiani.
E questa volta anche l'Italia fa capolino in questa produzione
hollywoodiana, grazie alla riuscita partecipazione di Pierfrancesco
Favino (“Romanzo criminale”) nel ruolo della statua
bronzea di Cristoforo Colombo.
Il ritmo del film coinvolge soprattutto i più piccoli
ed il cinefili amanti dei b-movies, forte delle solite performances
da imbranato di Stiller, che si cimenta, tra le numerose gags,
anche in un'esilarante gara di schiaffi con una dispettosa
scimmietta ed in un'interpretazione vocalmente distorta della
nota "Eye of the tiger".
Moltissime sono le citazioni cinematografiche, con immagini
che richiamano alla memoria quelle di altre storie, da Larry
legato e fatto prigioniero da uomini in miniatura come il
protagonista de "I viaggi di Gulliver" all'Ash/Bruce
Campbell de "L'armata delle tenebre", agli scheletri
preistorici animati che sembrano usciti dallo sconosciuto
"Invasori dalla IV dimensione".
Il tutto garantisce una giusta dose di risate nel corso delle
due ore del film ed invita a riflettere sulla forza della
fantasia, incitando a credere ai propri sogni e a fare di
tutto per realizzarli e non perdere la speranza.
Ma i continui moralismi da un lato e la filosofia spicciola
del “vogliamoci tutti bene” dall’altro,
abbassano di molto la resa della pellicola, rendendo "UNA
NOTTE AL MUSEO" un film di intrattenimento riuscito solo
a metà. Divertente infatti il primo tempo, melenso
e sotto tono invece il secondo.
Valeria
Marinaccio