UN'OTTIMA ANNATA

Titolo Originale: A Good Year
Genere: Drammatico/Commedia
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Marc Klein
Cast: Russel Crowe, Albert Finney, Marion Cotillard, Rafe Spall
Colonna Sonora: Marc Streitenfeld
Paese d’origine: USA - 2006
Durata: 118 minuti

 

Max Skinner (Russel Crowe) è un broker rampante e di successo che vive una vita perfetta ma sostanzialmente solitaria ed infelice. Da Londra si trasferisce temporaneamente in Francia per vendere un terreno con annessi un’antica villa e vigneti ereditati da suo defunto zio Henry (un istrionico Albert Finney), uomo saggio ed amorevole. Quello che però doveva essere un soggiorno temporaneo in Provenza si rivela invece un viaggio a ritroso nel tempo, con l’uomo che vede riaffiorare i ricordi della sua infanzia quando trascorreva le vacanze dallo zio. Max avrà modo di rendersi conto di aver vissuto in quella casa i momenti più belli della sua vita, riscoprendo certi valori e certe emozioni ed imbattendosi per caso anche nell’amore per la bella e scontrosa proprietaria di un ristorante (un’affascinante Marion Cotillard). Per Max sarà quindi fin troppo facile decidere di abbandonare lo spietato mondo degli affari e cambiare totalmente stile di vita in favore di una rilassata e tranquilla esistenza di campagna.

UN’OTTIMA ANNATA è in pratica una favola esistenziale e di formazione interiore, che propone una storia, per certi versi aggraziata, basata sulla nostalgia dei bei vecchi tempi andati, ma che sconta il fatto di essere l’ennesimo prodotto di un certo modo elementare e ridondante di concepire il cinema introspettivo da parte di Hollywood, perché quando gli americani decidono di imitare il cinema d’autore europeo realizzano di solito strafalcioni melensi e noiosi. Ed infatti, archiviati da tempo capolavori come “Alien”, “Blade Runner” e “Thelma & Louise”, l’eclettico Ridley Scott continua a non azzeccare un film dalla solida sceneggiatura, propinandoci stavolta una pellicola interiore e favolistica estremamente elementare, il cui impianto narrativo è infarcito da una retorica buonista e zuccherosa che soffoca qualsiasi altro concetto o idea della trama.

Scene ridicole come quella in cui Russel Crowe, preso dai ricordi, si mette a danzare vittorioso nel campo deserto da tennis fanno venire la voglia di alzarsi dalla poltrona ed uscire dal cinema. Ed è il minimo, visto poi varie discutibilissime scelte di sceneggiatura tra le quali la classica storia d’amore all’inizio conflittuale, con un prevedibilissimo ed anche fin troppo affrettato abbandono della sua precedente vita: una transizione sommariamente descritta e priva di un’esposizione realistica di tutti i dubbi, i conflitti ed i ripensamenti che qualunque persona avrebbe nel prendere una decisione del genere.

Russel Crowe pare assolutamente fuori posto nel film e finisce per recitare con il pilota automatico, protagonista impacciato di immagini patinate che fanno sembrare UN’OTTIMA ANNATA una sorta di spot del Mulino Bianco, con una vita lenta e placida tra vigne e calici di vino, in un ritratto da cartolina illuminato però da una splendida fotografia. Un film che propone una storia forzata nel suo buonismo ed assolutamente non credibile tanto nell’esposizione quanto nello sviluppo e nella risoluzione finale.

Paolo Pugliese