Ambientato
nel lussuoso quartiere dell'Avenue Montaigne a Parigi “Un
po’ per caso un po’ per desiderio” racconta
le vite nell’arco di tre giorni di un gruppo di eterogenei
personaggi accomunati da una certa insoddisfazione per la
propria vita, argomento che funge da leit motiv (ma solo
iniziale) del film. Tra i vari protagonisti, le cui vite
ruotano intorno a tre eventi (una commedia teatrale, un
concerto musicale ed un’asta), c’è
la diva televisiva che non si rapporta bene con il proprio
background, il collezionista d'arte Jacques che ha paura del
futuro, due cameriere che sono rispettivamente nonna e nipote
–una anziana e saggia, l’altra giovane ed
ottimista-, il pianista Jean-François stanco della
sua carriera gestita dalla moglie, sua manager. Un vero e
proprio microcosmo di persone le cui esistenze si incrociano
in un viavai continuo ed i cui destini sono legati tra loro
dal giorno 17 (data dei tre eventi), dal medesimo
luogo in cui si muovono e dalla conoscenza in comune della
frizzante cameriera Jessica, che rappresenta anche il filo
conduttore della storia.
Il
film propone una trama corale molto complessa e “piena”
per la descrizione dei singoli caratteri e situazioni di vita
di ognuno dei personaggi (una quindicina circa),
ma assolutamente comprensibile e godibile nella sua interezza
eterogenea. Merito questo di una sceneggiatura non banale
ma ben scritta ed accattivante che racconta le cose della
vita in una maniera agile e disinvolta nel passare da un personaggio
all’altro. Il regista Danièle Thompson, autore
della sceneggiatura insieme al padre Christopher, dirige il
film con un tocco molto delicato e con intelligente sensibilità
illustra le caratteristiche salienti di ogni personaggio.
Il
film ha come unica ambizione quella di raccontare l’esistenza
di tutti i giorni e con tutte le sue molteplici sfaccettature
di persone “normali”, riuscendo a farlo in maniera
molto naturale, piacevole e non volgare. Brillante, ma al
tempo stesso sobrio nell’impostazione registica, “Un
po’ per caso un po’ per desiderio” è
un film che potremmo classificare come tragicomico, ma senza
presentare retorica o sentimentalismo, anzi, con un certo
e mirabile equilibrio tra dramma e commedia visto che Thompson
riesce a raccontare con toni leggeri anche argomenti profondi
e toccanti, in un’atmosfera di “vita vissuta”
che ricorda molto il grande cinema di autori come Truffaut
o Lelouch.
Ottimo il cast, molto eterogeneo, tra cui spiccano i veterani
del cinema francese Claude Brasseur (ve lo ricordate al
“Tempo delle Mele”?) e Suzanne Flor (morta
purtroppo dopo la fine delle riprese), la nostra Laura
Morante, il regista americano Sydney Pollack e soprattutto
l’emergente e dinamica Cécile De France (volto
molto interessante visto nell’horror “Alta Tensione”)
nel ruolo della cameriera Jessica.
Paolo
Pugliese