“Twiligh”
(Crepuscolo/Penombra) è l’atteso adattamento
cinematografico dell’omonimo romanzo di Stephanie Meyer,
best seller con milioni di copie vendute nel mondo. Il romanzo
propone una storia romantica ed al tempo stesso gotico-fantasy,
con protagonista Bella Swan: una diciassettenne solitaria
e ribelle che si trasferisce con poco entusiasmo da Washington
alla piccola città di Forks, per vivere con il padre
poliziotto. Adattandosi alla sua nuova vita, la ragazza si
innamora dell’affascinante coetaneo Edward Cullen, suo
compagno di classe, salvo scoprire che il ragazzo in realtà
è nato nel 1918 ed è un vampiro immortale. La
loro storia d’amore, già problematica di per
sé, si complicherà ulteriormente a causa della
rivalità dei vari clan della comunità di vampiri,
con l’arrivo in città di James, nemesi di Edward,
che individuerà in Bella un mezzo per colpire il rivale.
Ci
troviamo di fronte ad un’opera dai toni adolescenziali,
concepita principalmente per un pubblico di giovanissimi,
ai quali viene riproposto un tema classico come la storia
d’amore tragica ed osteggiata stile Romeo & Giuletta
dai toni riveduti e corretti: un fantasy-horror romantico
che al di là di essere tratto da un libro di successo
non ha nulla di nuovo o di originale, con una storia ruffiana
che sembra un mix tratto da serie televisive di culto giovanile
come “Buffy the Vampire Slayer” e “Dawson’
Creek”.
“Twilight” non è assolutamente quello che
vorrebbe apparire, cioè un film generazionale (soprattutto
per i giovani neo-dark chiamati "Emo"), piuttosto
una semplice operazione di marketing con minime variazioni
su temi come l’amore impossibile, il tema della diversità,
le pulsioni e le trasgressioni adolescenziali visti già
in tanti e tanti film. Non aggiunge poi nulla di nuovo sui
Vampiri, anzi, ne appiattisce molti degli aspetti più
affascinanti e, grave deficit, appare anche involontariamente
ridicolo. Responsabilità, questa, sia della sceneggiatrice
Melissa Rosenberg che della regista Catherine Hardwicke, le
quali hanno asciugato molti dei dialoghi del libro in favore
di sequenze d’azione e di combattimento con sfoggio
cool dei poteri vampireschi di Edward e James con
un apporto veramente minimo di effetti speciali.
Infelice
anche la scelta dei protagonisti, due giovani emergenti che
appaiono bellissimi in inquadrature ammiccanti, ma incapaci
di rappresentare una l’inquietudine di Bella
e l’altro il fascino ambiguo ed inquieto di
Edward; gli attori Kristen Stewart (“The Messengers”,
“Il Bacio che Aspettavo”, “Panic Room”)
appare troppo eterea e mono espressiva, mentre Robert Pattinson
(“Harry Potter”) statico e con sguardo fisso.
Nonostante i pesanti difetti, il film mirava ad un determinato
target che è stato raggiunto, quindi, il successo è
arrivato anche se non così grande come stimato dai
produttori. Attendiamo quindi, poco fiduciosi, i prossimi
due sequel tratti dai romanzi “Eclipse” e “New
Moon”.
Marco
Valerio