Carl
(Matt Dillon) e Molly (Kate Hudson) si sono appena sposati,
hanno una bella casa, un buon lavoro. Tutto insomma procede
bene fino a quando lui non ospita a casa Dupree (Owen Wilson),
il suo migliore amico nonché testimone di nozze, licenziato
proprio per essersi preso alcuni giorni di vacanza dal lavoro
per intervenire al matrimonio e buttato fuori anche dal suo
appartamento in affitto. Disordinato, svagato, nudista, salutista,
romantico, immaturo ed un pò invadente, Dupree provoca
una serie crescente di danni, alimentando involontariamente
anche delle incomprensioni latenti tra i due neosposi, sia
a proposito del carattere chiuso di Carl sia a causa del padre
di Molly, suocero ostico (Michael Douglas) nonché tirannico
datore di lavoro di lui. Alla fine sarà proprio Dupree,
che dietro la sua aria di Peter Pan nasconde una forte volontà
ed una grande sensibilità, a salvare le cose favorendo
tanto la riconciliazione tra i suoi due migliori amici quanto
una maggiore comprensione tra Carl ed il suocero.
Sarò franco, durante la visione di “Tu, io e
Dupree” non ho trovato un solo elemento per suggerire
alla gente di andare a vedere al cinema questo film: siamo
dalle parti della commediola americana assolutamente irreale
per caratterizzazioni dei personaggi, situazioni e soprattutto
risoluzioni; tutto, fino al consueto happy end, è francamente
improbabile e sopra le righe senza il minimo aggancio alla
realtà, con sviluppi banali ed una serie di gags stanche
che strappano al massimo un sorriso. A parte una storia i
cui elementi sanno di già visto (l’amico invadente,
le tirannie sul lavoro), si ride poco ed i momenti comici
non sono neanche di altissimo livello (le performance al gabinetto
di Dupree, le videocassette porno), ma la cosa più
esasperante è appurare come gli americani non sappiano
proprio concepire una commedia senza scadere nel ridicolo
o nella situazione caricaturale ed esasperata fino a livelli
di cartone animato: per far ridere, la gente che popola le
commedie USA deve essere per forza stupida e fare cose stupide
che nella vita di tutti i giorni nessuno penserebbe mai di
fare.
Il
senso di questo film (come poi di tanti altri) sta tutto qui,
banalizzando al massimo cose come l’amicizia ed il rapporto
coniugale. Cosa c’è di buono in “Io, te
e Dupree”? Sicuramente poco, a cominciare da un ritmo
narrativo garbato ma illustrato da una regia didascalica e
continuando con i protagonisti (compreso uno sprecato Michael
Douglas) abbastanza in sintonia tra loro anche se, a livello
di interpretazione, si salva solo Kate Hudson (dallo sguardo
intenso) mentre Owen Wilson è simpatico ma inespressivo
e Matt Dillon un pò troppo fuori parte (per motivi
di età e background) per fare il giovane marito novello.
Paolo
Pugliese