TROPA DE ELITE - GLI SQUADRONI DELLA MORTE

Titolo Originale: Tropa de Elite
Genere: Drammatico/Azione/Poliziesco
Regia: José Padilha
Sceneggiatura: José Padilha, Bráulio Mantovani, Rodrigo Pimentel
Cast: Wagner Moura, Caio Junqueira, André Ramiro, Milhem Cortaz, Fernanda Machado, Fábio Lago, Luiz Gonzaga de Almeida, Fernanda de Freitas, Bruno Delia, Marcelo Escorel
Colonna Sonora: Pedro Bromfman
Produzione: Zazen Produções, Posto 9, Feijão Filmes
Paese d’origine: Brasile - 2007
Durata: 115 minuti
Data di uscita: 6 Giugno 2008

 

Arriva in Italia il controverso “Tropa de Elite”, film brasiliano campione d’incassi in patria che, con alto ritmo ed un impianto spettacolare, mostra il pugno di ferro dei cosiddetti Squadroni della Morte della Polizia di Rio de Janeiro. L’anno è il 1997 ed in un clima di estrema violenza, degrado sociale e prevaricazione in cui le favelas sono territorio di bande di criminali e narcotrafficanti, il capitano della squadra d’Elite Nascimento (Wagner Moura), ha l’incarico di "pacificare" il quartiere Morro do Turano in occasione della visita del Papa Giovanni Paolo II. Ispirato a fatti realmente accaduti, “Tropa de Elite” mostra il paradosso di una vera e propria guerriglia urbana scatenata in previsione dell’arrivo in città di un uomo di pace. Non ci sono buoni e cattivi, ma poliziotti e civili che ci vengono mostrati nella loro fallace umanità (vedi Nascimento, diviso tra il suo incarico e la preoccupazione per la moglie, agli ultimi giorni di gravidanza), mentre cadono sotto il peso dello stress, lasciandosi andare ad azioni di inaudita violenza ed aggressività.

Orso d’oro all’ultimo Festival di Berlino, “Tropa de Elite” è il film più costoso della storia del cinema brasiliano ed è una pellicola con una storia a tinte forti che ha l’obiettivo di riprodurre la drammatica cronaca nera di un paese martoriato dalla povertà e dal crimine. Sicuramente il film dividerà il pubblico, essendo già bollato come “fascista” da diversi critici per la sua celebrazione di un modus operandi estremamente violento della polizia, mentre gli stessi agenti brasiliani hanno attaccato il film per la maniera “estrema” con cui sono stati descritti; al di là di qualsiasi etichettatura politica, “Tropa de Elite” racconta fatti appartenenti ad un clima realmente vissuto dalla gente, in cui la polizia appare come truppe paramilitari iper-addestrate ed accessoriate abituate ad agire secondo il costrutto “a mali estremi, estremi rimedi”, quindi ad usare ogni mezzo per mantenere l’ordine, compresa la violazione dei diritti umani e la tortura.

Il film, però, cerca di mantenere la veste di asciutta cronaca dei fatti, con una veste grafica spettacolare e ruvida, filmata con telecamera a mano come un report giornalistico e giocata spesso sul filo dell’ironia (vedi le sequenze dell’addestramento oppure la voce fuori campo di Nascimento che mitiga con le sue parole la crudezza di alcune scene), mostrando una situazione tanto assurda e reale quanto ineluttabile: da un lato criminali e trafficanti, dall’altra poliziotti, entrambi corrotti o esaltati, mentre tra di loro c’è una borghesia ipocrita ed apatica.
Un clima molto simile a quello del nostro paese, vedi i recenti fatti di cronaca inerenti episodi di aggressione a sfondo razzista, sportivo e politico-fascista (il giovane preso a calci in testa ed ucciso a Verona).

Marco Valerio