Film
in costume che segna il ritorno al cinema di Kevin Reynolds, l’ecclettico
regista di film come “Fandango”, “Rapa Nui”,
“Robin Hood, Principe dei Ladri” e “Waterworld”,
TRISTANO ED ISOTTA porta sul grande schermo la leggenda medievale
del tormentato amore tra il cavaliere Tristano e la principessa
Isotta: due giovani che s’innamorano nonostante la guerra
tra i loro due paesi d’origine, l’Inghilterra e l’Irlanda.
Il
film racconta che, dopo la caduta dell’Impero Romano, i
vari clan inglesi sono minacciati dall’offensiva del crudele
re irlandese Donnchadh. Lord Marke progetta di unire tutti i clan
in un unico potente esercito inglese ed il giovane Tristano diventa
il suo cavaliere più valoroso. Ferito in battaglia, però,
Tristano viene creduto morto ma invece viene soccorso da una giovane
ragazza, Isotta, che si rivelerà essere addirittura la
figlia del re Donnchadh. Nonostante questo e sfidando la sorte,
i due giovani si innamorano perdutamente l’uno dell’altro,
tentando di costruirsi una nuova vita, ma, tragicamente uniti
e separati dalla guerra dei rispettivi paesi.
I
due fratelli registi Ridley (“Blade Runner”,”Alien”)
e Tony Scott (“Spy Game”,”Top Gun”) sono
i produttori esecutivi di questo film tratto da una famosa leggenda
di origine celtica risalente al XI d.C. che è giunta fino
ai giorni nostri grazie a diversi romanzi e poemi medievali francesi,
tedeschi ed italiani. Il progetto, sulla carta, si presentava
come un film epico ed avvincente, coniugante amore e guerra con
un occhio nostalgico ad un certo cinema classico di ambientazione
sentimental-medievale come “Ivanhoe” o “Romeo
e Giulietta”, ma aggiornando la storia ai tempi nostri con
un ritmo cinematografico sostenuto per quanto riguardava la narrazione.
Purtroppo
il film viene portato a termine con poca convinzione e si rivela
né bello né brutto ma, forse cosa peggiore, così
povero di elementi interessanti da essere francamente inutile.
Il regista Reynolds dimostra di trovarsi a proprio agio con i
film storici ma ciò non basta per salvare questo film da
un risultato mediocre, con una sceneggiatura fiacca scritta da
un autore superficiale come Dean Georgaris (sceneggiatore di “Tomb
Raider 2”,“Paycheck”,“Mission Impossible
3”) che non riesce ad aggiornare o rendere almeno intensa
una storia d’amore “datata”, sprecando elementi
narrativi importanti (come la passione contrapposta al senso del
dovere, il peso delle responsabilità, l’onore, l’amore
indomito che sfida guerra e ragion di Stato) ed avendo l’ulteriore
colpa di infarcire il film di dialoghi didascalici e melensi che
oseremmo definire quasi da soap.
Reynolds,
dal canto suo, non riesce a focalizzare sufficiente attenzione
a tutti i (troppi) piani narrativi del film, incartandosi spesso
nella narrazione e ricorrendo a vecchi trucchi da videoclip soprattutto
nelle scene di battaglia, confuse e raffazzonate. Non tutto è
da buttare in verità: TRISTANO ED ISOTTA è un filmone
in vecchio stile, in un certo senso pure coraggioso, che però
sconta anche i difetti e la superficialità di una mera
operazione commerciale che propone una ricostruzione storica poco
probabile e piena di errori e cliché rispetto all’omonimo
poema. Per quanto riguarda il cast, danno una buona prova sia
il protagonista James Franco (“Spiderman”,”The
Company”,”James Dean”), attore bello ed anche
abbastanza intrigante, sia il caratterista Rufus Sewell (“La
Leggenda di Zorro”,”Hamlet”,”Dark City”),
un volto interessante abbonato alle parti del “cattivo”
che qui interpreta lord Marke; la protagonista femminile Sophia
Myles (“Underworld”,”La vera storia di Jack
lo Squartatore”) nella parte di Isotta, invece, è
assolutamente da dimenticare, tanto per interpretazione quanto
per presenza fisica.
Paolo
Pugliese