Quando
David, un giovane inglese, incontra Mia, una ragazza australiana,
su di un’isola tropicale dove sono entrambi in vacanza,
scoppia l’amore. Deciso a sposarsi e trascorrere la
vita assieme alla sua futura signora, David parte da Londra
con i suoi tre migliori amici verso l’Australia, pronto
a conoscere i parenti della sua fidanzata e ad affrontare
il grande giorno, che si terrà a breve termine. In
un crescendo di episodi esilaranti e situazioni al limite
dell’incredibile, questo matrimonio riserverà
molte sorprese e divertenti battute.
E’
inutile rimanere impassibili di fronte alla carica di buonumore
che Stephan Elliott trasmette a chi lavora al suo fianco.
Riunita la squadra che diciassette anni prima aveva lanciato
il suo film più famoso, “Priscilla, la regina
del deserto”, il regista si è subito diretto
in volo in l’Australia in cerca delle location migliori
in cui far nascere questa meravigliosa creatura. Innanzitutto
il luogo del matrimonio: la tenuta di Yester Grange è
una immensa villa in stile edoardiano che si affaccia su di
uno splendido panorama che domina il cuore delle Blue Mountains,
e che incanta per le sue bellezze suggestive. Merito di Stephen
Windon, il direttore della fotografia, che con una nuova tecnica
di ripresa, Arri Alexa, ha reso le immagini più nitide
e di una chiarezza più definita. Gli attori, grazie
a questi colori più risoluti, si muovono liberamente
per tutta la pellicola senza stonare, e i costumi di Lizzy
Gardiner esaltano la sobrietà e l’eleganza del
cast.
Nonostante alcuni dei protagonisti siano poco conosciuti al
pubblico europeo, vista la loro popolarità in terra
australiana, è possibile, però, riconoscerne
almeno due che già negli anni passati si erano imposti
per la loro bravura. Il primo è Kevin Bishop, nei panni
di Graham, che ha recitato in almeno due delle pellicole del
regista francese Cedric Klapisch, “L’appartamento
spagnolo” e “Bambole Russe”, a fianco di
Audrey Tatou. Un piacevole ritorno e anche una grande sorpresa
è, invece, Olivia Newton-John, che molti ricorderanno
come la Sally di “Grease”, con John Travolta.
Scomparsa dalle scene per lottare contro un tumore al seno,
che l’aveva colpita nel pieno degli anni ’90,
l’attrice si è poi dedicata alle cause umanitarie,
non disdegnando di tornare a lavorare di quando in quando
a fianco di amici fidati. Ed in questa produzione la Newton-John
dimostra che il tempo per lei non è passato affatto:
è la presenza che si dimostra più viva ed esaltante
che mai, passando dai toni seriosi della madre della sposa
ad un vortice scatenato che contagia tutti, compreso il burbero
marito, con la sua simpatia inaspettata.
"Tre Uomini e una Pecora" si rivela una continua
girandola di trovate divertenti e battute fulminanti che fanno
sì che il cast si muova a proprio agio, supportato
da Stephan Elliott che li lascia liberi di far ridere fin
dalle prime scene del film. Un caloroso bentornato, quindi,
ad un regista che ancora una volta delizia non solo gli occhi
ma la nostra mente con un film furbetto e sbarazzino allo
stesso tempo.
Alessandro
Cristofaro