TRE MOSCHETTIERI (IN 3D)
 
Titolo Originale: Three Muskeetiers
Genere: Avventura, fantasy
Regia: Paul W.S. Anderson
Sceneggiatura: Alex Litvak, Andrew Davies
Cast: Milla Jovovich, Orlando Bloom, Logan Lerman, Matthew MacFadyen, Christoph Waltz, Ray Stevenson, Mads Mikkelsen, Juno Temple, Luke Evans, James Corden
Colonna Sonora: Paul Haslinger
Produzione: Constantin Film, Impact Pictures
Paese d’origine: USA/Germania - 2011
Durata: 110 minuti
Data di uscita: 14 Ottobre 2011

 

Il giovane e focoso D’Artagnan arriva a Parigi per arruolarsi nei Moschettieri del re. Dopo non poche peripezie, D’Artagnan si unisce a tre di loro - Athos, Porthos ed Aramis - e si ritrova impegnato a scongiurare un ingegnoso piano ordito dallo spietato cardinale Richelieu ai danni della corona di Francia, in maniera da accentrare il potere reale nelle sue mani. Dal classico romanzo di Alexandre Dumas, arriva sul grande schermo una nuova versione dell'avventura d'azione I tre moschettieri, concepita e girata con un 3D all'avanguardia.

Una piccola premessa: ogni 10-12 anni circa, arriva puntualmente nei cinema un nuovo adattamento del bel romanzo di Dumas, “I Tre Moschettieri”, tradendo puntualmente non solo le aspettative del pubblico, ma anche lo spirito dell’opera. Visto il fallimento dei precedenti film (se si escludono i due diretti da Richard Lester nella prima metà degli anni ’70), viene da chiedersi se, insistere sul portare al cinema un romanzo ormai lontano dai gusti del grande pubblico, non nasconda un disegno collaudato da parte delle major di produrre un film costoso che non abbia successo, in maniera da pagare meno tasse nei bilanci di fine anno con l’inesorabile ed attentissimo fisco americano. Il dubbio è lecito, alimentato dalla pochezza delle recenti pellicole sui Tre Moschettieri prodotte negli ultimi 30 anni: una lista nella quale entra anche quest’ultimo film di cassetta di Paul W.S. Anderson (“Resident Evil”, “Deathrace”); quest’ultimo adattamento, però, cerca una propria strada e si contraddistingue per essere una sorta di reboot proto-moderno del romanzo di Dumas, concedendosi molte licenze poetiche ed aggiornandone storia e dinamiche con l’inserimento di elementi pescati dall’immaginario videoludico di ultima generazione. La storia viene sfoltita ed alleggerita, lasciando solo i suoi elementi sostanziali più importanti, con uno sviluppo semplice e lineare accompagnato da una impostazione visiva simile a quella di un videogioco: ed ecco che Milady diventa un’avventuriera-spia con capacità alla Lara Croft/Tomb Rider, oppure Atos ed Aramis vengono rimodulati come agenti segreti-assassini stile personaggi del blockbuster delle consolle “Assassin Creed”, con tanto di combattimento finale con il Boss di fine livello.

Il film sterza con una certa disinvoltura su versante dell’action fantasy, con navi volanti, armi fantascientifiche, trappole ingegnose nello stile dei film di Indiana Jones e duelli che inseguono l’estetica cinetica dei Wuxiapian cinesi, allontanandosi da qualsiasi elemento realistico e di veridicità storica. Per quanto sia la classica americanata esagerata e fittizia, “I Tre Moschettieri” è un film che riesce ad intrattenere con un certo, sano, divertimento; ma a patto naturalmente di sorvolare tanto su tutte le sequenze ad effetto improntate più sul fronte estetico che su quello narrativo, quanto sul fatto che i personaggi sul grande schermo hanno davvero poco a che fare con quelli del romanzo. Appare comunque rilevante lo sforzo di reinventare, in chiave moderna e intrigante, una saga classica come quella di Dumas, avvalendosi di un professionista come Paul W.S. Anderson: un regista di cinema commerciale con uno stile tanto eclatante quanto elegante. Dal suo lavoro traspare sia un certo gusto per la spettacolarità e il gigantismo visivo, sia un modus operandi non improntato sull’ abuso di una regia spezzettata da videoclip. La pellicola ha un’impostazione lineare ed agile della sequenza filmico-narrativa, dalla quale traspare una certa finezza nella costruzione delle scene e nella scelta delle inquadrature, tanto nelle sequenze d’azione che in quelle di dialogo. Infine, sul fronte interpreti, ad eccezione del bravo Christoph Waltz nel ruolo del Cardinale Richelieu, e dell’elegante ed ironica Milla Jovovich in quello di Milady, il cast del film è quasi tutto anonimo, con punte di involontaria ridicolaggine (Orlando Bloom, con ciuffo alla Rockabilly).

 

Marco Valerio