TRANSFORMERS

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza/Azione
Regia: Michael Bay
Sceneggiatura: Roberto Orci ,Alex Kurtzman, John Rogers
Cast: Shia LaBeouf, Megan Fox, John Turtutto, Josh Duhamel, Rachel Taylor, Jon Voight
Colonna Sonora: Steve Jablonsky
Produzione: Don Murphy, Tom DeSanto, Lorenzo Bonaventura, Steven Spielberg, Ian Bryce
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 135 minuti

 

Si direbbe che negli States sia tornato di moda il comico, le cui tracce si espandono ben al di fuori delle produzioni di genere. Alcune pellicole recenti presentano i segni di un improbabile contagio, una sorta di ibridazione che uccide sul nascere l'identità propria dei singoli film. Il trend sembrerebbe essere quello di dover far ridere a tutti i costi. Non è dato sapere se si tratti di pregiudizio, ma il sospetto è forte. Gli autori di certi kolossal hollywoodiani sembrano partire da preconcetto: i film tratti da fumetti, serie animate, videogames o vecchie linee di giocattoli non possono essere presi troppo sul serio. Di pari passo arriva la banalizzazione dell'opera, fino a che l'intensità drammaturgica non arranca per mantenersi in vita. E' così che certe sceneggiature vengono infarcite di situazioni al limite del grottesco.

Il paradosso sta nel fatto che si tratta di scene realmente efficaci: gli spettatori ridono, ma le risate scoppiano troppo spesso e, soprattutto, nei momenti meno opportuni. I ritmi si smorzano, la tensione sobbalza come a corrente alternata. Il pathos ne risente, anche se, per fortuna, non al punto da demolire quanto di buono c'è nell'insieme. Lo si è visto nelle ultime proposte legate ai supereroi Marvel ("Spiderman 3", "I Fantastici Quattro e Silver Surfer"), e ora la tendenza si concretizza anche in Transformers. Le gag si susseguono repentine a causa di dialoghi che sembrano essere stati scritti da nerd infoiati. Battute alla American Pie, ironia alla Scary Movie: viene il sospetto di aver sbagliato sala. Ma poi arrivano Optimus Prime e i suoi, e si capisce che non c'è niente che non va. Se non nel registro dei testi.

Il resto del film funziona come un ingranaggio quasi perfetto, oliato come una macchina bella da mozzare il fiato. Proprio come quei robottoni mutaforma, capaci di scatenare le nostalgie dei vecchi fan, ma anche di conquistare gli scettici dell'ultima ora. La realizzazione tecnica dei protagonisti è quanto di meglio sia rintracciabile nel panorama cinematografico mondiale. Gli effetti speciali riescono a creare una schiera di personaggi tecnologici che sembrano avere vita propria. Non soltanto sono credibili (risultato di per sé importante, visto il rimando a un'estetica ormai superata), ma essi si muovono come attori rodati, fluidi nelle movenze e addirittura espressivi nella mimica. I combattimenti tra Autobot (i Transformers “buoni”) e Decepticons (quelli “cattivi”) sono quanto mai ariosi e danno forma a uno spettacolo che può vantare davvero pochi eguali. Le musiche e gli effetti sonori fanno il resto, conferendo spessore anche alle scene guastate dalla comicità fuori sede, alzando il ritmo anche mentre questo cade in picchiata per colpa di una mentalità filmica che non ha il coraggio di premere con decisione sul pedale dell'epicità.

A rendere la pellicola ancor più interessante è la forza celata dietro la saga dei Transformers, un'epopea che anche grazie alle potenzialità tecniche di oggi sembra non soffrire affatto i segni del tempo, ma addirittura di beneficiarne. Verrebbe da ringraziare la povertà di idee del cinema odierno, colto sempre più spesso in flagrante a saccheggiare le risorse di altri media, a rispolverare i vecchi cimeli relegati in soffitta, regalando nuova linfa a quei personaggi dell'immaginario che meriterebbero di non venir mai dimenticati tra i ricordi d'infanzia.

Simone Celli

 

Nota: Trasposizione cinematografica dal vivo dell’omonimo cartone animato di culto degli anni ’80, a sua volta ispirato alla linea di giocattoli della Hasbro composta da robot trasformabili in automezzi, TRANSFORMERS racconta una guerra tra due schieramenti opposti di robot giganti trasformabili. Essi sono sonde aliene robotiche e senzienti che, arrivate sulla terra, si adattano alle forme di alcuni mezzi terrestri per mimetizzarsi ed iniziano una guerra per cercare un antico manufatto extraterrestre. Il film stato scritto dalla coppia di sceneggiatori Alex Kurtzman e Robert Orci (autori del serial televisivo “Alias” e sceneggiatori del thriller fantasy “The Island”, sempre prodotto dalla Dreamworks) mentre la regia è stata affidata all'adrenalinico Michael Bay (“Armageddon”,”Pearl Harbour”,”The Island”), a suo agio con produzioni di grosso budget e di genere SF, come questo faraonico blockbuster.