TRANSFORMERS 3
 
Titolo Originale: Transformers: Dark Side of Moon
Genere: Azione, Fantascienza, Avventura, Drammatico, Catastrofico
Regia: Michael Bay
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Cast: Shia LaBeouf, Josh Duhamel, Frances McDormand, Rosie Huntington-Whiteley, John Malkovich, Patrick Dempsey, John Turturro, Tyrese Gibson, Ken Jeong
Colonna Sonora: Steve Jablonsky
Produzione: DreamWorks SKG, Hasbro, Paramount Pictures
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 157 minuti
Data di uscita: 29 Luglio 2011

 

Si conclude con questo film la trilogia dedicata ai robottoni senzienti, cominciata nel 2007 con ben altre pretese e ben altra qualità. Chi avesse visto il film precedente, ricavandone un travaso di bile per la sceneggiatura al limite dell’offensivo, le battute volgari e soprattutto i soldi buttati per un film che non valeva il costo del biglietto, ora potrà tirare un sospiro di sollievo: il terzo film è narrativamente superiore al secondo e, come è facile aspettarsi, caratterizzato da un enorme apporto di effetti speciali e sequenze d’azione che, comunque, compensano solo fino ad un certo punto una sceneggiatura francamente e tristemente mediocre. Il terzo film purtroppo non gode dell’apporto degli sceneggiatori originali del primo film e si vede: il film presenta una storia semplice semplice, che non si amalgama con quanto raccontato nel primo film (non che Bay abbia mai dato eccessivo peso a queste cose), con i Transformers che conoscono già ai tempi di Kennedy l’esistenza del sistema solare, visto che da quel dì ci si schiantano con costanza e serietà, mentre nel primo film ci era stato detto che l’avevano scoperto solo perché molto tempo prima un loro artefatto, tanto per cambiare, ci si schiantasse. La storia ora vede i cattivi (i Decepticons) portare un attacco diretto alla Terra e fare morti a vagonate, con i buoni (gli Autobots e gli umani) che, pochi, male armati e peggio coordinati, con spago, filo e bazooka rimettono le cose a posto, lasciando come sempre ad Optimus Prime il palcoscenico per la rissa finale.

Ma scavando sotto i milioni di dollari spesi in effetti speciali, cosa rimane di buono?
Molto poco in realtà. La storia è solo un abbozzo, ma qui per lo meno ha un senso, i robot sono pochi e lo spettatore capisce chi sta sparando a chi, la nuova ragazza copertina non fa rimpiangere Megan Fox (allontanata dal cast per aver criticato il regista) e non ci sono problemi di geografia, visto che tutta l’azione si svolge negli USA. Il cast fa poi quello che può, cioè urlare, sparare, scappare, maledire e farsela sotto quando il momento lo richiede, ma almeno le battute sono prive di riferimenti e stereotipi sessual-razzisti e sono stati eliminati tutti i personaggi umani e robotici che nel precedente film hanno fatto infuriare (d’altronde Bay è ecumenico e non voleva escludere nessuno) nell’ordine: gli afroamericani, gli italoamericani, gli ispanici, gli ebrei e tutti i genitori che hanno portato i figli piccoli a vedere un film che in teoria era pensato per loro. L’altra faccia della medaglia presenta purtroppo e nuovamente i tipici difetti dei film di Bay, difetti che hanno funestato anche il film precedente: una durata eccessiva della proiezione, sequenze ridondanti e ripetitive e l’incapacità di gestire sensatamente i protagonisti umani della storia, sprecando malamente il talento sia di attori che già avevano prestato le loro abilità recitative nei capitoli precedenti, come John Turturro, sia i nuovi arrivati, tra cui si annoverano nomi del calibro di John Malkovich, il premio Oscar Frances McDormand e la star televisiva Patrick Dempsey.

Né va meglio agli attori “digitali”: desta sconcerto il modo con cui si è scelto di sprecare i nuovi arrivi nei due campi, in particolare il Decepticon Shockwave, che avrebbe potuto tranquillamente rivestire il ruolo da cattivo principale ed invece non ha avuto nemmeno il piacere di una battuta. Per non parlare di robot che ritornano solo per essere definitivamente frullati senza che questo contribuisca minimamente alla storia. È infine emblematico il caso del ritorno di Megatron, che da abile e temuto guerriero dei primi due film diventa qui un minus habens, capace di farsi abbindolare dalla nuova Transformers-girl con il trucco più vecchio del mondo: instillare dubbi a sufficienza per spingerlo a rivedere priorità ed alleanze, ovviamente nel momento peggiore per lui.
Spielberg (produttore esecutivo del primo film e forse anche qualcosa di più), dove sei?

Giulio Pesce