Ryan
Bingham (George Clooney) è un cacciatore di teste aziendale,
ovvero uno di quei temutissimi manager revisori chiamato quando
un’azienda è in crisi per fare tagli di risorse
economiche e, soprattutto, umane. Per il suo lavoro Ryan è
costantemente in viaggio, tra aeroporti, alberghi e auto a
noleggio, con una vita “on the road” di cui è
molto soddisfatto per la sensazione di libertà che
gli dà essere costantemente in movimento e con tutto
quello di cui ha bisogno contenuto in un trolley. Nel momento
in cui sta per ottenere da una compagnia aerea il premio fedeltà
per le centinaia di migliaia di miglia di viaggio accumulate,
Ryan comincia a riflettere sul senso della sua stessa vita,
diviso tra un incarico “in sede” e l’incontro
con una viaggiatrice che rappresenta il suo prototipo di donna
ideale…
Un
argomento di attualità duro e realistico come la crisi
economica ed i conseguenti licenziamenti di personale, è
il tema portante di questa commedia brillante e dai toni amarognoli,
ben scritta e diretta dall’arguto Jason Reitman, con
la collaborazione di un autore ironico come Sheldon Turner.
Figlio d’arte (il padre è Ivan Reitman, autore
di successi come “Ghostbusters”, “Corto
Circuito” e “Tuono Blu”), ma anche
regista rivelazione film intelligenti come “Juno”
e "Thank you for smoking", il giovane Reitman utilizza
al meglio un attore fascinoso e gigionesco come George Clooney
per raccontare le gioie e le difficoltà di una vita
senza legami, che sembra affliggere una sempre più
larga fascia di singles della società moderna. La riflessione
in merito a libertà, stress, lavoro, crisi economica
e solitudine è tra le righe, perfettamente leggibile
senza essere invadente.
La
sceneggiatura propone un intreccio ben calibrato di elementi
della tipica commedia americana, quella per intenderci dei
(grandi) classici di Frank Capra e Billy Wilder,
con un taglio narrativo arguto ed asciutto, quanto realisticamente
non edulcorato. Girato con arguzia ed equilibrio, il film
contiene una commistione di realtà e fiction che lo
rendono attualissimo e caustico, caratterizzato positivamente
anche da un’ironia nera, dialoghi brillanti, personaggi
ben interpretati (molto bravo Clooney, insieme ad Anna
Kendrick e Vera Farmiga), oltre ad un ritmo veloce ed
un’intelligente esposizione di tematiche sociali che
forniscono spunti di riflessione mai gratuiti o retorici.
L’unico neo della pellicola è costituito da una
certa disparità tra i due tempi del film: se la prima
parte è scorrevole ed intrigante per personaggi ed
ambientazione, la seconda insiste troppo sugli elementi romantici
diventando scontata e perdendo di mordente. Seppur imperfetto
nella resa finale, “Tra le Nuvole” rimane comunque
un ottimo esempio di commedia impegnata e contemporanea, con
un’intelligente analisi della società moderna
ed individualista tipicamente americana (ma l’Europa
le somiglia molto), che ci fa ridere e pensare allo stesso
tempo.
Paolo
Pugliese