TOY STORY 3 - LA GRANDE FUGA

Titolo Originale: Toy Story 3 – The Great Escape
Genere: Animazione
Regia: Lee Unkrich
Sceneggiatura: Michael Arndt
Cast Doppiatori: Fabrizio Frizzi, Carlo Dapporto, Fabio de Luigi, Claudia Gerini, Gerry Scotti, Riccardo Garrone, Matteo Leoni
Colonna Sonora: Randy Newman
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 109 minuti
Data di uscita: 7 Luglio 2010

 

Terzo episodio delle avventure dei giocattoli viventi, “Toy Story 3” è frutto di un accordo sancito tra la Walt Disney Company e la Pixar Animation Studios per la produzione e la distribuzione dei prossimi film realizzati dal laboratorio di animazione digitale fondato e guidato da John Lasseter, divenuto ormai un nome di riferimento nel campo dell’animazione internazionale, specie dopo i successi di critica e di pubblico di opere come “Monsters & co.”, “Cars”, “Gli Incredibili” e “Up”. Alla cabina di regia del nuovo episodio c’è Lee Unkrich (co-regista di “Toy Story 2” ed “Alla Ricerca di Nemo”), che subentra al creatore John Lasseter.
Più volte è stata rimandata la produzione del cartoon a causa della scelta di uno script soddisfacente, per il quale è stato alla fine scelto Michael Arndt, vincitore del premio Oscar per miglior sceneggiatura con il film “Little Miss Sunshine”.

Ritroviamo quindi il cowboy Woody e l’astronauta Buzz insieme a tutta la gang dei loro amici giocattoli, pronti ad affrontare una nuova avventura: stavolta le cose non saranno facili per i nostri eroi, visto che sono passati diversi anni ed il loro “padroncino” Andy è ormai cresciuto, smettendo di giocare ed essendo ormai prossimo ad andare al college. Con la partenza di Andy, tutti i suoi vecchi giocattoli sono pronti a trasferirsi in soffitta, ma per un disguido finiscono regalati in un giardino d’infanzia, conoscendo nuovi personaggi come Ken (quello di Barbie) e Lotso Grandi Abbracci, pacioso orsacchiotto che dirige la comunità di giocattoli dell’asilo. Ben presto, però, i nostri eroi capiranno che l’asilo è in realtà un organizzatissimo centro di detenzione per giocattoli, governato con il pugno di ferro da Lotzo e dai suoi scagnozzi; l’unica chance per Buzz e Woody di mantenere unita la loro “famiglia” sarà quella di organizzare un’ardita fuga...

Superando gli innumerevoli problemi e ritardi che la sua produzione ha affrontato, questo “Toy Story 3” non fa rimpiangere affatto l’estetica narrativa brillante e spettacolare dei due precedenti capitoli, riproponendone il mix di elementi comici, di azione e thrilling. Sia sul fronte narrativo che tecnico, il film rappresenta uno dei prodotti di animazione di miglior fattura degli ultimi anni, per certi versi, di livello superiore persino a “Toy Story 1 e 2”; basilare è stato, in questo senso, il lavoro dello sceneggiatore Michael Arndt nel proporre una caratterizzazione psicologica dei personaggi più minuziosa e introspettiva, con sfumature sottili che li rendono maggiormente credibili, in una sarabanda di contrapposizioni caratteriali che vede l’idealismo di Woody scontrarsi con il pragmatismo di Buzz e dei suoi compagni, tutti delineati come membri di un grande clan familiare. Tra le gags più riuscite segnaliamo tutti i momenti con protagonista il burbero Mr. Potato (di diritto, il terzo protagonista del film), oltre al trasformismo di Ken e, soprattutto, la “formattazione” di Buzz in versione spagnoleggiante, a passo di flamenco.

L’impianto narrativo della pellicola, con la precisione di un orologio svizzero, propone una serie di sviluppi in bilico tra la commedia brillante e l’avventura thrilling, che porteranno i protagonisti a compiere un’incredibile fuga, la cui pianificazione e messa in atto rimanda apertamente a film d’escapismo come “La Grande Fuga” oppure “Fuga da Alcatraz”. L’elemento spettacolare e d’azione è ampiamente garantito, ma al tempo stesso il film si arricchisce di altri due elementi: una presenza più concreta dei personaggi umani ed un inusuale (per un cartoon) contrappunto emotivo ed emozionale dei protagonisti, specie nel commovente ed allegorico finale in cui l’ex-bimbo Andy dà l’addio a Woody e Buzz, salutando parallelamente anche la sua infanzia prima di affrontare la vita adulta al college, con un ideale “passaggio di consegne” tra lui e la bimba Bonnie. Una sequenza tenera e dolcemente malinconica che finisce per toccare le corde emotive dello spettatore e con la quale il film si chiude, non prima di lasciarci un ultima chicca, ovvero, gli esilaranti titoli di coda.

Paolo Pugliese