Terzo
episodio delle avventure dei giocattoli viventi, “Toy
Story 3” è frutto di un accordo sancito tra la
Walt Disney Company e la Pixar Animation Studios per la produzione
e la distribuzione dei prossimi film realizzati dal laboratorio
di animazione digitale fondato e guidato da John Lasseter,
divenuto ormai un nome di riferimento nel campo dell’animazione
internazionale, specie dopo i successi di critica e di pubblico
di opere come “Monsters & co.”, “Cars”,
“Gli Incredibili” e “Up”. Alla cabina
di regia del nuovo episodio c’è Lee Unkrich (co-regista
di “Toy Story 2” ed “Alla Ricerca di Nemo”),
che subentra al creatore John Lasseter.
Più volte è stata rimandata la produzione del
cartoon a causa della scelta di uno script soddisfacente,
per il quale è stato alla fine scelto Michael Arndt,
vincitore del premio Oscar per miglior sceneggiatura con il
film “Little Miss Sunshine”.
Ritroviamo
quindi il cowboy Woody e l’astronauta Buzz insieme a
tutta la gang dei loro amici giocattoli, pronti ad affrontare
una nuova avventura: stavolta le cose non saranno facili per
i nostri eroi, visto che sono passati diversi anni ed il loro
“padroncino” Andy è ormai cresciuto, smettendo
di giocare ed essendo ormai prossimo ad andare al college.
Con la partenza di Andy, tutti i suoi vecchi giocattoli sono
pronti a trasferirsi in soffitta, ma per un disguido finiscono
regalati in un giardino d’infanzia, conoscendo nuovi
personaggi come Ken (quello di Barbie) e Lotso Grandi Abbracci,
pacioso orsacchiotto che dirige la comunità di giocattoli
dell’asilo. Ben presto, però, i nostri eroi capiranno
che l’asilo è in realtà un organizzatissimo
centro di detenzione per giocattoli, governato con il pugno
di ferro da Lotzo e dai suoi scagnozzi; l’unica chance
per Buzz e Woody di mantenere unita la loro “famiglia”
sarà quella di organizzare un’ardita fuga...
Superando
gli innumerevoli problemi e ritardi che la sua produzione
ha affrontato, questo “Toy Story 3” non fa rimpiangere
affatto l’estetica narrativa brillante e spettacolare
dei due precedenti capitoli, riproponendone il mix di elementi
comici, di azione e thrilling. Sia sul fronte narrativo che
tecnico, il film rappresenta uno dei prodotti di animazione
di miglior fattura degli ultimi anni, per certi versi, di
livello superiore persino a “Toy Story 1 e 2”;
basilare è stato, in questo senso, il lavoro dello
sceneggiatore Michael Arndt nel proporre una caratterizzazione
psicologica dei personaggi più minuziosa e introspettiva,
con sfumature sottili che li rendono maggiormente credibili,
in una sarabanda di contrapposizioni caratteriali che vede
l’idealismo di Woody scontrarsi con il pragmatismo di
Buzz e dei suoi compagni, tutti delineati come membri di un
grande clan familiare. Tra le gags più riuscite segnaliamo
tutti i momenti con protagonista il burbero Mr. Potato (di
diritto, il terzo protagonista del film), oltre al trasformismo
di Ken e, soprattutto, la “formattazione” di Buzz
in versione spagnoleggiante, a passo di flamenco.
L’impianto
narrativo della pellicola, con la precisione di un orologio
svizzero, propone una serie di sviluppi in bilico tra la commedia
brillante e l’avventura thrilling, che porteranno i
protagonisti a compiere un’incredibile fuga, la cui
pianificazione e messa in atto rimanda apertamente a film
d’escapismo come “La Grande Fuga” oppure
“Fuga da Alcatraz”. L’elemento spettacolare
e d’azione è ampiamente garantito, ma al tempo
stesso il film si arricchisce di altri due elementi: una presenza
più concreta dei personaggi umani ed un inusuale (per
un cartoon) contrappunto emotivo ed emozionale dei protagonisti,
specie nel commovente ed allegorico finale in cui l’ex-bimbo
Andy dà l’addio a Woody e Buzz, salutando parallelamente
anche la sua infanzia prima di affrontare la vita adulta al
college, con un ideale “passaggio di consegne”
tra lui e la bimba Bonnie. Una sequenza tenera e dolcemente
malinconica che finisce per toccare le corde emotive dello
spettatore e con la quale il film si chiude, non prima di
lasciarci un ultima chicca, ovvero, gli esilaranti titoli
di coda.
Paolo
Pugliese