TOWER HEIST - COLPO AD ALTO LIVELLO
 
Titolo Originale: Tower Heist
Genere: Commedia, Azione
Regia: Brett Ratner
Sceneggiatura: Adam Cooper, Bill Collage, Ted Griffin, Jeff Nathanson
Cast: Ben Stiller, Eddie Murphy, Tea Leoni, Matthew Broderick, Casey Affleck, Michael Pena, Alan Alda, Gabourey Sidibe, Nina Arianda
Colonna Sonora: Christophe Beck
Produzione: Rat Entertainment, Relativity Media
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 104 minuti
Data di uscita: 25 Novembre 2011

 

Josh Kovacs (Ben Stiller) è l’amministratore della Tower Heist, un prestigioso condominio di lusso che si affaccia sul Central Park di New York; da anni dirige con professionalità lo staff di persone che badano alle esigenze dei residenti. Proprio nello sfarzoso attico in cima a questo grattacielo è costretto agli arresti domiciliari il magnate della finanza Arthur Shaw (Alan Alda), accusato di aver rubato 2 miliardi di dollari ai suoi investitori. In quei soldi c’erano anche i guadagni ed i fondi pensione di Josh e di tutti gli altri impiegati del palazzo, che così hanno perso le loro rendite pensionistiche. Josh medita allora una vera e propria rivalsa: risarcirsi delle perdite andando a rubare nell’attico di Shaw. Per farlo, unisce le forze con suo cognato (Casey Affleck), un ascensorista esperto in elettronica (Michael Pena), un ragioniere licenziato (Matthew Broderick), ed una cameriera esperta in scasso (Gabourey Sidibe). Viene realizzato un piano, ma perché riesca devono chiedere aiuto ad un ladro professionista, l’infido Slide (Eddie Murphy).

Dopo anni di commedie stupide e mediocri, è davvero un piacere vedere un esempio di film di genere che si eleva ampiamente sopra la media. Forte di una sceneggiatura scritta ad 8 mani (ben quattro gli sceneggiatori!), ma perfettamente raccordata, “Tower Heist” si rivela una pellicola che riesce a mescolare brillantemente i toni del crime-movie con quelli della commedia e dell’attualità (crisi economica, finanzieri senza scrupoli e investitori truffati), fotografando una drammatica realtà sociale e contemporaneamente riportando in auge il genere dei film-rapina degli anni ’70 (vedi, ad esempio, “Una Calibro 20 per lo Specialista”), con pianificazione e messa a punto di un grosso colpo.

Girato in maniera agile ed attenta da Brett Ratner (“Red Dragon”, “Rush Hours”), il film propone una storia snella e scattante, i cui incipit principali non sono gratuiti, ma perfettamente plausibili nello sviluppo narrativo, con persone normali – truffate, arrabbiate ed anche disperate – che tentano di riappropriarsi del proprio futuro (i fondi pensionistici) arrivando a concepire un’ardita rapina. I punti di forza del film sono almeno tre: i toni brillanti che accompagnano il racconto e che non si sciolgono in gags meccaniche o gratuite, esplicandosi invece in dialoghi serrati e diverse trovate fulminanti; l’ambientazione ultra-organizzata della Tower Heist, alla quale il film dedica ampio spazio, presentandone dinamiche, personaggi e dettagli che aggiungono sostanza alla trama; i protagonisti, infine, sui quali ruota l’intera storia, che riescono a creare tra loro delle briose interrelazioni di gruppo, sottolineate da molti, frizzanti, scambi di battute.

Grazie poi all’abilità di Ratner come regista di film d’azione, “Tower Heist” raggiunge anche un alto livello di spettacolarità durante la messa in opera della rapina: rivelazioni, imprevisti e colpi di scena si susseguono in un rapido montaggio, rendendo la storia incalzante, fino ad arrivare ad un epilogo a sorpresa, forse un po’ semplicistico nella sua conclusione, ma comunque non completamente scontato. Un plauso al cast, dove i due protagonisti Ben Stiller ed Eddie Murphy non riempiono la scena, facendo invece lavoro di gruppo con gli altri attori, i quali hanno spazio per caratterizzare i propri personaggi: da questo punto di vista, i vari Matthew Broderick, Casey Affleck, Michael Pena ed una Tea Leoni più simpatica del solito, pur non avendo un sostanziale peso all’interno della storia, contribuiscono sicuramente ad arricchirne il tessuto con caratterizzazioni spiritose, ma non forzate. Menzione speciale per Alan Alda, che interpreta senza sbavature la figura di un cattivo moderno, freddo, compassato ed arrogante.

 

Paolo Pugliese