David
Spritz (Nicholas Cage) è un meteorologo televisivo che
lavora in una Tv locale e che, inaspettatamente, viene notato
da un network nazionale per il quale deve sostenere un provino.
Ai successi in campo professionale (escludendo chi gli lancia
bevande, tranci di pizza ed oggetti addosso durante la diretta...)
si accompagnano però una serie di grosse problematiche
ed errori nella sua vita personale e familiare: ha un rapporto
difficile con il padre (giornalista premiato con il Pulitzer)
verso il quale nutre un grande complesso d’inferiorità,
è separato dalla moglie, ha enormi difficoltà a
gestire il rapporto con i suoi figli.
THE WEATHER MAN è un film che riserva non poche sorprese
agli spettatori che credono di vedere solo una commedia. Spunti
comici ce ne sono, ma questa pellicola rivela una particolare
e variegata ricchezza narrativa ed introspettiva, partendo bene
ed in maniera briosa con un personaggio goffo e sconclusionato
come David ma, continuando con un certo equilibrio tra commedia
e dramma, propone anche molte concrete riflessioni sulla vita,
sul lavoro e sulla famiglia.
Il
regista di blockbusters Gore Verbinski (“The Ring”
o “La Maledizione della Prima Luna”) ha il coraggio
di saltare a piè pari i generi che gli hanno dato successo
per dirigere un film difficilmente inquadrabile (parte commedia,
parte drammatico, parte anche grottesco) dove, grazie alle vicende
del protagonista, ci mostra lucidamente un’America reale
e disincantata dove si vive male: si vive male perché c’è
un profondo stato di crisi non solo in ambito lavorativo ma anche
sociale e familiare che riflette una radicata mancanza di ideali
“veri” da parte degli americani. THE WEATHER MAN rinnega
l’ideologia propagandistica del “Sogno Americano”
(chiunque, con impegno e lavoro, può giungere al successo)
e smentisce l’America vista come Terra di Occasioni (o anche
di seconde Occasioni): qui il successo professionale, la ricchezza
e le comodità che sono viste come la summa della vita sono
in realtà valori vuoti se chi le raggiunge non sa vivere
rapportandosi agli altri. Eroe di questa amara parabola è
un mesto e frustato David, interpretato egregiamente da Nicholas
Cage (avrebbe meritato una nomination all’Oscar) il quale
riesce a trasmettere al pubblico un senso di inadeguatezza e disagio
per la vita grigia e disadattata del suo personaggio. A Cage si
contrappone, poi, l’interpretazione del grande Michael Caine
che ci regala un personaggio schiacciante e doloroso come il padre
del protagonista. Le performance dei due attori, unite alle intenzioni
narrative del film e le riflessioni che propone, costituiscono
i pregi di questo film ironico ed amaro, con una storia assolutamente
non confortante.
In sintesi, nonostante qualche imperfezione dal punto di vista
tecnico e narrativo (ad esempio certi passaggi sono raccontati
troppo schematicamente mentre altri, soprattutto comici, appaiono
fuori luogo), THE WEATHER MAN è un film interessante e
lodabile nel suo discostarsi dai soliti archetipi narrativi finto-positivi,
retorici e con happy ending (spesso anche moraleggiante) delle
pellicole americane, avendo invece il coraggio di mettere in discussione
l’imbolsita “American Way” mostrando, attraverso
la deriva esistenziale ed ideologica di un uomo, la sconfitta
sociale di un’intera nazione.
Paolo
Pugliese