Prima
di recensire questo film devo fare una piccola prefazione. Sono
un fan di Terrence Malick, ho visto i suoi primi due film "La
Rabbia Giovane" ed "I Giorni del Cielo", che me
lo hanno fatto conoscere ed apprezzare, se non osannare; quando
sette anni fa seppi dell'uscita de "La Sottile Linea Rossa"
la mia reazione fu di attesa e nervosismo insieme. Vedendo poi
quest'ultimo al cinema, rimasi catturato dall'incontro tra la
sofferenza della guerra e la pace della natura. Anche per "The
New World" le sensazioni erano le stesse, ma purtroppo prima
della visione della pellicola. E' brutto parlare male di un film
diretto da Malick, perchè la sensazione che ho avuto all'uscita
dalla sala (che ho anche adesso mentre scrivo) è quella
non di un amore finito, ma di un amore spezzato.
"The New World" è un film che non funziona; Malick
conferma di essere un grande regista, di avere una visione del
cinema totalmente estranea alla produzione hollywoodiana attuale
(quest'ultima quasi sempre superficiale e povera di contenuti),
soprattutto per come riesce a catturare i silenzi, i paesaggi
ed i tramonti della natura; ma questa volta non riesce nell'intento
di mischiare immagini rarefatte e bellissime -tipiche del suo
stile- con quelle dell'animo umano, portando all'estremo non solo
il suo cinema, ma anche la pazienza dello spettatore comune.
E' sempre Malick a dirigere, ma a differenza del suo precedente
"La Sottile Linea Rossa", questo è un film che
non coinvolge, che non riesce a trasmettere al pubblico quella
profondità sincera che 7 anni fa aveva riportato questo
grande autore al centro dell'attenzione, nonostante l'argomento
importante trattato. Tutta colpa di una prima parte in cui il
cineasta dilata troppo la vicenda dell'amore tra John Smith (Colin
Farrell) e Pocahontas (l'esordiente Q'Orianka Kilcher), tralasciando
quello che doveva essere, almeno inizialmente, il fulcro vitale
della pellicola e cioè l'incontro e scontro tra due civiltà,
quella dei nativi americani e quella dei colonizzatori europei.
Un incontro che l'amore tra i due protagonisti dovrebbe in qualche
modo rappresentare, ma che si perde purtroppo in intermezzi privi
di dialogo appesantiti da primi piani naturali e non necessari,
che fanno intravedere anche una mancanza nella supervisione del
montaggio.
Non aiuta il cast in quanto i due protagonisti maschili, Colin
Farrell e Christian Bale, non sono a proprio agio nel film: il
primo spaesato e il secondo prigioniero in un ruolo che dal punto
di vista narrativo rimane poco incisivo, mentre la giovanissima
indiana Kilcher resta la cosa più bella della pellicola,
i suoi sguardi sono qualcosa di bellissimo e intenso, nonostante
sia penalizzata da un doppiaggio orrendo.
Malick resta comunque un grande regista, e "The New World"
è un film che racchiude lo spirito di un cinema d'arte
e poco comemrciale che ormai non c'è più, ma questa
volta non c'è empatia né coinvolgimento con il pubblico,
e la cosa dispiace.
Carlo
Coratelli