THE LIBERTINE

Titolo Originale: Id.
Genere:
Biografico/Storico
Regia:
Laurence Dunmore
Sceneggiatura:
Stephen Jeffreys
Cast:
Johnny Depp, John Malkovich, Samantha Morton, Elizabeth Barry
Colonna Sonora:
Michael Nyman
Produzione:
John Malkovich & Miramax
Paese d’origine:
USA - 2004
Durata:
120 minuti

 

Tratto da un allestimento teatrale curato dal mitico Steppenwolf Theatre, THE LIBERTINE è il nuovo film interpretato dal camaleontico Johnny Depp qui calato nei panni (veri) del celebre John Wilmot, conte di Rochester: poeta scandaloso e spregiudicato, amante del teatro, mecenate di artisti vari ma anche amico e confidente di re Carlo II.
Ambientato nella Gran Bretagna del XVII secolo, il film racconta la vita di Wilmot che, affermandosi presso la corte reale, accompagna all’attività di poeta decadente anche una condotta di vita estremamente licenziosa per quei tempi, organizzando festini ed orge a cui partecipa anche re Carlo, del quale diviene grande amico ma anche suo sbeffeggiatore nei testi che scrive. Dando duplice scandalo sia con la sua condotta privata sia con i suoi poemi e le sue arditissime piece teatrali, Wilmot viene descritto nel film come una proto-rockstar che, però, nel suo intimo vive un tormento esistenziale (accentuato dall’incontro con un’attrice di teatro di cui si innamora perdutamente) che sfocerà in una depressione autodistruttiva che lo porterà alla rovina.

THE LIBERTINE è un apologo sull’ascesa e la decadenza di un artista morto poco più di trent’anni di età per sifilide ed alcolismo che visse una vita breve ma intensa, pioniere dell’anticonformismo e con il coraggio di andare oltre i limiti della morale del suo tempo. Il film è molto interessante da questi due punti di vista ed è diretto dall’esordiente ma tecnicamente bravo Laurence Dunmore, il quale racconta con una certa efficacia (ma che resta ferma in superficie, senza scavare in profondità) un’epoca torbida di decadenza e di forti contraddizioni, “vissuta” attraverso gli occhi del protagonista.
Purtroppo, nonostante un forte impatto a livello visivo (bellissima la Londra oscura e torbida) il film non è perfetto perché illustra i fatti senza raccontarli veramente: manca un’introspezione dei personaggi e tutto rimane “sospeso”, senza troppe riflessioni. La natura stessa e le scelte del protagonista vengono illustrate in maniera superficiale ed appaiono quindi poco giustificate se non gratuite perché il pubblico non è messo in condizione di comprendere in pieno l’animo (e gli strazi) del personaggio.

Tutto è troppo poco approfondito ed a peggiorare le cose c’è anche che certi passaggi narrativi, a causa dell’origine teatrale della sceneggiatura, sono poco scorrevoli e decisamente farraginosi, cosa che rende alquanto “pesante” (se non indigesta) la visione di questo film. La prova di attore di Depp è impeccabile, molto incisiva e convincente ma non rende pienamente giustizia al personaggio perché, senza la “polpa” narrativa di una sceneggiatura poco approfondita, né da un ritratto sommario, esagerando con certe posture e rischiando di gigioneggiare e rendere sullo schermo un personaggio caricaturale nella sua voglia di trasgredire.


Marco Valerio