Nella
Vienna di fine Ottocento si snodano le vicende dello stupefacente
illusionista Eisenheim (Edward Norton), abile a creare giochi
di magia mai visti fino ad allora e ad incantare il suo pubblico.
Il capo ispettore Uhl (Paul Giamatti) intraprende una vera
e propria sfida con Eisenheim, cercando di mostrare l’infondatezza
e l’inconsistenza della magia e, al contrario, l’importanza
di vivere ben piantati nella realtà rispettando le
norme e le convenzioni sociali e la legge.
Quando Eisenheim comincia ad esibirsi nei teatri della capitale
austriaca a Vienna, le voci sul suo conto, sulla sua abilità
e sui suoi poteri iniziano a diffondersi fino a raggiungere
il Principe ereditario Leopold (Rufus Sewell), uomo fondamentalmente
pragmatico che cercherà in tutti i modi di smascherare
i trucchi dell’abilissimo mago-protagonista.
Certo che l'illusionista sia solo un truffatore, Leopold si
reca in teatro per assistere ad una sua performance, convinto
di porlo mettere in ridicolo svelando i suoi misteri.
In realtà tra i due uomini lo scontro non sarà
solo legato all'illusione contro la scienza, ma sarà
soprattutto una competizione amorosa, in quanto la promessa
sposa del principe, la baronessa Sophie (Jessica Biel), è
non solo una grande amica d'infanzia, ma anche il più
grande amore, ricambiato, di Eisenheim.
Dopo una lontananza durata quindici anni, “l’Illusionista”
è pronto a riconquistarla e ad usare la sua magia per
portarla via con sé, preparandosi ad eseguire la sua
più grande illusione…
Neil Burger, dopo “Interview with the Assassin”
(2002), vincitore del Woodstock Film Festival e del Festival
di Avignone, torna sulle scene e riprende stavolta il breve
racconto di Steven Millhauser (vincitore del premio Pulitzer),
adattandolo per il grande schermo. Ma nella sua sceneggiatura
si dà troppo peso al tema amoroso che lega i protagonisti
e poco, invece, allo scontro ideologico tra lo scienziato
ed il mago, allo spiritualismo crescente in quel periodo storico
e, soprattutto, alla forza sovversiva delle illusioni di Eisenheim.
Questo rende la trama un po’ troppo scontata e prevedibile
–con il colpo di scena finale facilmente intuibile-,
finendo per coinvolgere poco gli spettatori.
Una pellicola che combina tutta una serie di temi che vanno
dal racconto fantastico alla politica, all'amore, alla magia,
lasciando trapelare anche qualche venatura horror e qualche
brivido e che, potenzialmente, sarebbe potuta essere un gioiello,
ma finisce per avere davvero poco pathos e poco mistero nella
narrazione degli eventi. I fatti vengono rappresentati in
maniera troppo banale, superficiale e fin troppo lineare in
un film che, al contrario, doveva essere giocato tutto sull'inganno,
l'illusione e la capacità di sorprendere.
Se purtroppo il ritmo del film pecca di troppa lentezza, la
messa in scena è molto elegante, grazie alla fotografia
di Dick Pope, che riesce a ricreare con i suoi colori caldi
l'atmosfera rarefatta di un'affascinante Vienna di fine secolo.
Bravi i protagonisti della storia: Edward Norton, con il suo
sguardo magnetico crea la vera magia di tutto il film, rendendo
il suo personaggio –almeno per la prima metà
del film- affascinante e misterioso, ma che perde smalto nella
seconda parte, risultando troppo forzato. Ottima l’interpretazione
di Paul Giamatti, che aveva già dato buonissime prove
d’attore nei suoi precedenti film.
Accanto a questi due bravissimi attori e agli altri personaggi
principali della storia, sono i trucchi magici di Eisenheim
a fare da protagonisti, trucchi grazie ai quali l'artista
piega le leggi della natura a suo piacimento, lasciando il
pubblico incredulo e sbigottito, trucchi ricercati, suggestivi
e mai banali, che mettono il luce soprattutto l’estremo
bisogno che la gente ha di credere in qualcosa nei prodigi
e nel soprannaturale.
Valeria
Marinaccio