“Tamara
Drew” è la fedele trasposizione cinematografica
dell’omonima Graphic Novel a fumetti di Posy Simmonds,
diretta dal grande regista inglese Stephen Frears (“The
Queen”, “Alta Fedeltà”, “Le
Relazioni Pericolose”), il quale realizza una commedia
brillante che, tra sentimenti ed humor, dipinge anche un ritratto
satirico della classe media inglese, tra invidia e contraddizioni,
emulazione ed ipocrisie, velleità artistiche e le difficoltà
di un’eroina tanto bella quanto impacciata, al centro
di un conflitto di sentimenti. L’adattamento del fumetto
è stato curato dallo stesso regista insieme alla sceneggiatrice
Moira Buffini, i quali hanno usato come story board le tavole
stesse disegnate dalla Simmonds.
La
giovane Tamara Drewe alla morte della madre eredita una casa
ad Ewedon, una tranquilla e simpatica cittadina vicino Londra.
Andata via per inseguire i suoi sogni di scrittrice e di giornalista,
la nostra protagonista fa ritorno in questo luogo scatenando
gelosie, invidie, e rivalità, tra i locali che ora
vedono in lei una donna in carriera, motivata e senza scrupoli.
A cadere vittima del suo fascino saranno Andy Cobb, la sua
prima cotta, lo scrittore Nicholas Hardiment, e il musicista
Ben Sergeant, che stimano ognuno a modo proprio la nostra
eroina. Dopo vari ritorni di fiamma, e un pizzico di humour
inglese, nel finale avremo parecchie sorprese ad attenderci
e nulla sarà più come prima. Un concetto ripetuto
spesso questo del regista inglese Stephen Frears, che riesce
a sorprenderci sempre per la sua rappresentazione dell’animo
umano, catturando lo spettatore e mettendolo di fronte alle
sue ansie. Ovvero, quelle interpretate da una stupenda Gemma
Arterton (“Prince of Persia”, “007 –
Quantum of Solace”), con due occhi da cerbiatto e un
fisico invidiabile: un brutto anatraccolo che si è
finalmente trasformato in cigno, volendo apparire senza difetti,
ma che dentro di sè ancora conserva dubbi adolescenziali,
di quando il mondo non gira per il verso giusto e ogni cosa
appare senza senso.
Il catturare l’attenzione di Andy, ora giardiniere e
uomo sicuro di sè, la fa precipitare in vecchi ricordi
nei luoghi che l’hanno vista crescere; mentre la presenza
dello scrittore fedifrago Nicholas Hardiment, supportato dalla
amorevole coniuge, le fa capire che il suo essere ammaliatrice
può essere causa di invidie. L’arrivo improvviso
di Ben Sargeant, musicista incontrato ad un concerto rock,
aggiunge ulteriore caos emotivo in Tamara, che dovrà
destreggiarsi tra il portare avanti la sua carriera e il risvegliarsi
di passioni che si credevano ormai sopite.
Fa
da sfondo, e culla tutti i protagonisti come una amorevole
chioccia, la “Stonefield Residence”, la residenza
per scrittori voluta da Beth Hardiment, la classica moglie
tradita e trascurata dal marito, che si trasformerà
da luogo di relax in uno scenario di rancori. Qui ogni singolo
particolare, ogni fotogramma, è carico di colori intensi,
che mutano con il variare delle stagioni, e che Frears usa
per rendere omaggio ai luoghi della sua Inghilterra.
Il legame con essi qui nascerà e darà l’avvio
verso nuovi lidi, incrociando la vita reale in questo noioso
paese vicino Londra con l’esistenza dei personaggi descritti
nei romanzi di cui si discorre nella nostra commedia. Un modo
per ricordarci che ogni esistenza è come un libro e
che spetta solo a noi riempirne le pagine nel migliore dei
modi.
Alessandro
Cristofaro