TAMARA DREWE - TRADIMENTI ALL'INGLESE

Titolo Originale: Tamara Drewe
Genere: Commedia, Drammatico
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Moira Buffini
Cast: Gemma Arterton, Roger Allam, Bill Camp, Dominic Cooper, Luke Evans, Tamsin Greig, Charlotte Christie, Jessica Barden
Colonna Sonora: Alexandre Desplat
Produzione: BBC, Ruby Films, Notting Hill Films, WestEnd Films, UK Film Council
Paese d’origine: Regno Unito - 2010
Durata: 111 minuti
Data di uscita: 5 Gennaio 2011

 

“Tamara Drew” è la fedele trasposizione cinematografica dell’omonima Graphic Novel a fumetti di Posy Simmonds, diretta dal grande regista inglese Stephen Frears (“The Queen”, “Alta Fedeltà”, “Le Relazioni Pericolose”), il quale realizza una commedia brillante che, tra sentimenti ed humor, dipinge anche un ritratto satirico della classe media inglese, tra invidia e contraddizioni, emulazione ed ipocrisie, velleità artistiche e le difficoltà di un’eroina tanto bella quanto impacciata, al centro di un conflitto di sentimenti. L’adattamento del fumetto è stato curato dallo stesso regista insieme alla sceneggiatrice Moira Buffini, i quali hanno usato come story board le tavole stesse disegnate dalla Simmonds.

La giovane Tamara Drewe alla morte della madre eredita una casa ad Ewedon, una tranquilla e simpatica cittadina vicino Londra. Andata via per inseguire i suoi sogni di scrittrice e di giornalista, la nostra protagonista fa ritorno in questo luogo scatenando gelosie, invidie, e rivalità, tra i locali che ora vedono in lei una donna in carriera, motivata e senza scrupoli. A cadere vittima del suo fascino saranno Andy Cobb, la sua prima cotta, lo scrittore Nicholas Hardiment, e il musicista Ben Sergeant, che stimano ognuno a modo proprio la nostra eroina. Dopo vari ritorni di fiamma, e un pizzico di humour inglese, nel finale avremo parecchie sorprese ad attenderci e nulla sarà più come prima. Un concetto ripetuto spesso questo del regista inglese Stephen Frears, che riesce a sorprenderci sempre per la sua rappresentazione dell’animo umano, catturando lo spettatore e mettendolo di fronte alle sue ansie. Ovvero, quelle interpretate da una stupenda Gemma Arterton (“Prince of Persia”, “007 – Quantum of Solace”), con due occhi da cerbiatto e un fisico invidiabile: un brutto anatraccolo che si è finalmente trasformato in cigno, volendo apparire senza difetti, ma che dentro di sè ancora conserva dubbi adolescenziali, di quando il mondo non gira per il verso giusto e ogni cosa appare senza senso.
Il catturare l’attenzione di Andy, ora giardiniere e uomo sicuro di sè, la fa precipitare in vecchi ricordi nei luoghi che l’hanno vista crescere; mentre la presenza dello scrittore fedifrago Nicholas Hardiment, supportato dalla amorevole coniuge, le fa capire che il suo essere ammaliatrice può essere causa di invidie. L’arrivo improvviso di Ben Sargeant, musicista incontrato ad un concerto rock, aggiunge ulteriore caos emotivo in Tamara, che dovrà destreggiarsi tra il portare avanti la sua carriera e il risvegliarsi di passioni che si credevano ormai sopite.

Fa da sfondo, e culla tutti i protagonisti come una amorevole chioccia, la “Stonefield Residence”, la residenza per scrittori voluta da Beth Hardiment, la classica moglie tradita e trascurata dal marito, che si trasformerà da luogo di relax in uno scenario di rancori. Qui ogni singolo particolare, ogni fotogramma, è carico di colori intensi, che mutano con il variare delle stagioni, e che Frears usa per rendere omaggio ai luoghi della sua Inghilterra.
Il legame con essi qui nascerà e darà l’avvio verso nuovi lidi, incrociando la vita reale in questo noioso paese vicino Londra con l’esistenza dei personaggi descritti nei romanzi di cui si discorre nella nostra commedia. Un modo per ricordarci che ogni esistenza è come un libro e che spetta solo a noi riempirne le pagine nel migliore dei modi.

Alessandro Cristofaro