Con
un cast di volti noti come John Travolta, Tim Allen (“Galaxy
Quest”,“In Ricchezza ed in Povertà”),
William H. Macy (“Fargo”, “Magnolia”)
ed il comico di colore Martin Lawrence (“Bad Boys”,
“Da Ladro a Poliziotto”) “Svalvolati on
the Road” dovrebbe essere sulla carta una scatenata
parodia in chiave ultraquarantenne di un classico del cinema
on the road degli anni ’70 come “Easy Rider”.
I quattro attori interpretano un gruppetto di amici di mezza
età che decidono di evadere dalle loro monotone vite
urbane mettendosi in viaggio per le strade americane per ritrovare
sé stessi grazie alla passione delle moto. Ed infatti,
attraversando il new Mexico, assaporeranno quella libertà
tipica della giovinezza, ma il loro viaggio sarà complicato
da vari incidenti di percorso, figuracce, poliziotti gay ed
una sfida aperta con la gang di bikers “Los Fuegos”,
guidata da un cattivissimo Ray Liotta (“Quei Bravi ragazzi”,
“Fuga da Absolom”).
Dopo aver visto questo film, rimane in testa una malinconica
domanda: 38 anni dopo “Easy Rider”, manifesto-capolavoro
nichilista della cultura alternativa, della libertà
e della crisi del mito americano della fine degli anni ‘60,
cosa rimane di quel cinema on the road che fu un
grande segnale di rinascimento della settima arte? Rimane
per caso questo “Svalvolati on the Road”? Una
puerile commedia-parodia che ripropone in chiave macchiettistica
temi e sequenze del succitato “Easy Rider”, facendo
perfino comparire in un cameo (orrore!!) uno dei suoi protagonisti,
ovvero Peter Fonda?
Che cosa deprimente, un cinema che cita e fagocita sé
stesso con miserrimi prodotti di cassetta. Deprimente più
della banalità di questo film, che risulta mediocre
da tutti i punti di vista: sceneggiatura modesta, interpretazioni
modeste, regia modesta, dialoghi modesti e gags comiche modeste.
I vari Travolta, Allen, Liotta e Macy appaiono eterei e fuori
forma, svogliati nell’interpretare ruoli stereotipati
e nel dare brio ad una storia esilissima e sotto vuoto spinto
che, supponiamo, sia stata accettata per ragioni di portafoglio.
Si sorride ogni tanto, ma nulla di più in questo film
caratterizzato da idee e sviluppi così puerili, scontati
e gratuiti da non poter essere altro che annoverato come un
prodotto di bassissimo intrattenimento, assolutamente indecente
da presentare nei cinema.
Paolo
Pugliese