SUPER 8
 
Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza, Thriller, Drammatico
Regia: J.J. Abrams
Sceneggiatura: J. J. Abrams
Cast: Elle Fanning, Amanda Michalka, Kyle Chandler, Ron Eldard, Noah Emmerich, Gabriel Basso, Katie Lowes, Zach Mills, Marco Sanchez, Thomas F. Duffy, Joel Courtney, Ryan Lee
Colonna Sonora: Michael Giacchino
Produzione: Relativity Media, Amblin Entertainment, Bad Robot, Paramount Pictures
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 112 minuti
Data di uscita: 9 Settembre 2011

 

Nell’estate del 1979 un gruppo di adolescenti di una piccola cittadina dell’Ohio sta girando un film amatoriale con una cinepresa in Super 8 vicino ai binari della ferrovia. Mentre sono impegnati nelle riprese, assistono ad uno spettacolare incidente ferroviario, in cui deraglia un treno in corsa a causa dell’impatto con una macchina. Nella contea arriva subito l’esercito, che comincia a recuperare materiale misterioso trasportato dai vagoni militari e poi comincia a delimitare la zona e far sfollare la gente, in base al rischio di un contagio biologico. Lo sceriffo locale, insospettito dal comportamento criptico delle autorità militari, indaga per conto suo e scopre qualcosa di molto più spaventoso di quanto all’inizio avesse osato immaginare: il treno stava trasportando un carico militare segreto proveniente dall’Area 51, in Nevada, e i soldati stanno dando la caccia a qualcuno, o qualcosa, fuggito dal treno…

Per inquadrare questo film nella giusta ottica, bisogna fare una piccola, ma basilare, precisazione: “Super 8” è un nostalgico omaggio ai cosiddetti “Pop Corn Movies” di fine anni ’70 e metà anni ’80; una pellicola che si rifà abbondantemente ad un certo tipo di cinema di intrattenimento creato da gente come Steven Spielberg (non a caso produttore di questo film), George Lucas e Joe Dante. A distanza di anni, infatti, vengono ripresi tutti i collaudati elementi concettuali e narrativi di un genere avventuroso-fantastico le cui regole oggi appaiono sorpassate o dimenticate, ma che in realtà hanno lasciato semi a livello germinale nel moderno cinema che conosciamo oggi. Il gruppo di ragazzini protagonisti, l’ambientazione nella piccola cittadina di provincia, l’entità extraterrestre, le azioni autoritarie e ottuse dell’esercito, l’anno 1979 e le prime Bmx citano apertamente un trittico di pellicola famose Spielberghiane come “E.T.”, “Incontri Ravvicinati del terzo Tipo” e “I Goonies”, ma anche film di genere come “Starman”, “Gremlins”, “Andromeda”, “Predator” e persino “King Kong”. E’ soprattutto dai primi tre che il furbo regista/sceneggiatore/produttore J.J. Abrams assimila materiale e modelli di riferimento per la sua opera, replicandone il timbro narrativo di innocua avventura thrilling mescolata al percorso di formazione adolescenziale, in fuga dal mondo (crudele) degli adulti.

Il film, al di là del suo aspetto citazionistico, mantiene una certa coerenza di fondo, con un intreccio che alterna due livelli diversi di racconto, uno contenuto nell’altro: da un lato si pone la minaccia dell’esercito e la presenza ultraterrena in una determinata zona, con conseguenze dirette sulla gente, mentre dall’altro c’è la narrazione incentrata sui ragazzini protagonisti, con un’attenzione introspettiva sia per le dinamiche del gruppo sia per la loro interiorità pre-adolescenziale. Una piccola storia (quella dei ragazzi, quasi tutti ben caratterizzati) che viene inserita in una più grande (quella della fuga/incontro ravvicinato alieno), con un’impostazione narrativa che gioca non solo con generi e citazioni, ma anche con archetipi di mistery e di fantascienza classica (“Destinazione Terra” o “Ultimatum alla Terra”, ad esempio), mantenendo fino in fondo un’ambiguità sulla natura (e soprattutto sull’aspetto) dell’extraterrestre, che sarà rivelato solo nell’ultima dozzina di minuti del film, replicando sia l’estetica della creatura, sia il suo scontro contro l’esercito, visti nel “Cloverfield” prodotto dallo stesso Abrams. Autocitazione? Certamente si.

La tensione del film, però, viene progressivamente a mancare a causa di uno spropositato dilatamento della storia, senza inserire adeguati elementi a suffragio, con una catena di eventi narrati mal suddivisa, soprattutto nella prima parte; in essa, nonostante un ottimo e promettente inizio, non accade sostanzialmente molto: un limbo narrativo di oltre un’ora al quale finalmente segue l’atteso incontro ravvicinato e risolutore che dà senso compiuto alla storia di “Super 8”, in un finale che risulta frettoloso nonostante trasudi di quella poesia adolescenziale tipica del cinema di Spielberg. Se lo sviluppo della trama è tutt’altro che perfetto, la pellicola è comunque interessante dal punto di vista della regia, con Abrams che dimostra di conoscere bene la sintassi filmica. Completa il quadro un funzionale cast composto da attori non famosi, ma bravi, con una menzione speciale per la piccola Elle Fanning (sorella dell’altra talentuosa Dakota Fanning), la cui presenza buca lo schermo e mette in ombra tutto il resto. Occhio, infine, ai bei titoli di coda.

Paolo Pugliese