THE STRANGERS

Titolo Originale: Id.
Genere: Thriller/Horror
Regia: Bryan Bertino
Sceneggiatura: Bryan Bertino
Cast: Liv Tyler, Scott Speedman, Glenn Howerton, Laura Margolis, Gemma Ward, Kip Weeks
Colonna Sonora: Tomandandy
Produzione: Rogue Pictures
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 90 minuti
Data di uscita: 2 Gennaio 2009

 

Kristen McKay (Liv Tyler) e James Hoyt (Scott Speedman) sono una giovane coppia in crisi, che dopo una festa si reca per la notte nel cottage di lui, in una zona di campagna abbastanza isolata; qualcuno bussa alla porta chiedendo di una certa Tamara: comincia così una notte di terrore per i due protagonisti, alle prese con presenze invisibili e minacciose che alla fine si materializzano nelle figure di tre individui mascherati, i quali iniziano un vero e proprio assedio, giocando al gatto col topo. Per Kristen e James inizia una lotta per la propria sopravvivenza...

Ispirato ad un vero fatto di cronaca del 2005, "The Strangers" è un thriller ad alto tasso di suspense che propone in maniera non originale, ma comunque brillante, il meccanismo claustrofobico di orrore casalingo, con un assedio da parte di estranei nel sancta sanctorum inviolabile delle nostre case. Meccanismo, ripetiamo, già visto in altri film (“Them” o “Funny Games”, ad esempio), ma che non lascia comunque indifferenti, con la minaccia degli assalitori svelata progressivamente. Il regista/sceneggiatore esordiente Bryan Bertino riesce a costruire un clima di tensione crescente gestendo molto bene tutti gli elementi in suo possesso: dosa i trucchi del mestiere, evita effetti gratuiti ed imposta la narrazione in maniera sempre più serrata, partendo da un inizio lento di preparazione e lasciando per ultimo il mistero dell’identità e dello scopo degli estranei.

La prima parte è sicuramente quella narrativamente migliore, poi la storia si assesta su un meccanismo fobico un pò ripetitivo, proseguendo a forza d’inerzia fino alla drammatica e sanguinolenta risoluzione. La storia, quindi, si accartoccia su sè stessa, ma rimane comunque visivamente intrigante grazie ad alcune trovate del regista, come ad esempio il contrasto tra riprese in campo e fuori campo, nonché tra messa a fuoco e non delle immagini (il primo piano della Tyler con dietro la figura sfocata dell’assalitore...), amplificando il senso di inquietudine e minaccia nel pubblico.
Il risultato è un film horror con una storia truce come tante altre, però dotato di una bella fotografia vivida nonché girato e montato con una certa abilità tecnica: fattori che non renderanno questo film indimenticabile, ma sicuramente contribuiscono ad assestarlo su un livello qualitativo medio alto. Naturalmente, per gli amanti del genere.

Marco Valerio