STELLA

Titolo Originale: Id.
Genere: Drammatico
Regia: Sylvie Verheyde
Sceneggiatura: Sylvie Verheyde
Cast: Leora Barbara, Melissa Rodriguès, Karole Rocher, Benjamin Biolay, Guillaume Depardieu, Anne Benoît
Produzione: Les Films du Veyrier
Paese d’origine: Francia 2008
Durata: 102 minuti
Data di uscita: 5 Dicembre 2008

 

Stella é una ragazzina di undici anni, che vive in un quartiere operaio nei dintorni di Parigi. E’ il 1977 ed i genitori di Stella, che gestiscono un bar trascurando inconsapevolmente la figlia, riescono a farla ammetterla in una prestigiosa scuola borghese. Per Stella non è facile ambientarsi, ma intreccerà un’amicizia con Gladys, figlia di due intellettuali ebrei argentini, che diventerà la sua migliore amica. Grazie a lei ed alla frequentazione della sua casa, ricca di libri, Stella inizierà un percorso di crescita apprezzando col tempo l’occasione di studiare che i suoi genitori le hanno dato con sacrificio.

Ci sbilanciamo subito nel dire che “Stella” è un piccolo gioiello di cinema intimista e neorealista, con una storia autobiografica che la regista-sceneggiatrice Sylvie Verheyde ha saputo raccontare con molta semplicità e delicatezza. Il passaggio dall'infanzia all'adolescenza della piccola protagonista è narrato senza filtri, con pudore e soprattutto una sensibilità che finisce per coinvolgere il pubblico come solo pochi registi hanno saputo fare (ad esempio Francois Truffault con “I 400 Colpi”).
“Stella” propone una storia dai caratteri universali, inerente il mondo della psiche infantile costituito da tutti quegli elementi riconosciuti da ogni spettatore come “propri” passi di crescita interiore: l’incomprensione con i genitori, le difficoltà nello studio, il rapporto spesso ostico con i compagni di scuola ed i professori, l’emancipazione, i sogni, le canzoni, l’autorità castrante degli adulti, le feste, i primi impulsi sessuali, il condividere emozioni e segreti con l’amico del cuore e, purtroppo, il pericolo di aggressioni a sfondo pedofilo.

La struttura narrativa del film, pur peccando di un’impostazione iniziale un pò didascalica, rivela una costruzione intelligente e sincera che non va mai oltre le righe spingendo le situazioni all’eccesso, né vuole dimostrare qualcosa, salvo le inquietudini e le insicurezze della prima adolescenza in una sorta di intimo diario esistenziale. A sottolineare questo percorso c’è l’escamotage della voce fuori campo di Stella che ci racconta la sua solitudine iniziale e la sua progressiva scoperta del mondo con un velo di sottile ironia.
L’interprete di Stella, Lèora Barbara, è un piccolo prodigio di spontaneità e naturalezza e contribuisce non poco al realismo ed al candore della storia.
Segnaliamo anche l’ultima interpretazione di Guillaume Depardieu, attore di belle speranze figlio di Gérard, stroncato da una polmonite lo scorso 13 ottobre che ci regala un bel personaggio di sensibile amico adulto di Stella.

Paolo Pugliese