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“Stay
Alive” è un fantomatico videogioco di genere survival-horror
non ancora immesso sul mercato ed oggetto di beta-test, cioè
la fase di post-produzione in cui alcuni giocatori lo sperimentano
per individuare eventuali punti deboli e modifiche da fare.
Quando ben tre persone muoiono in maniera cruenta dopo aver
fatto una partita al videogame, i loro amici non trovano niente
di meglio da fare che giocare a loro volta a “Stay Alive”.
Ben presto si renderanno conto che il gioco, ambientato in un
collegio femminile popolato da fantasmi ed avente come direttrice
una strega assassina, non solo è ispirato ad una storia
vera, ma è anche una sorta di varco spiritico-elettronico
in cui, durante la partita, viene evocato lo spettro della donna
che uccide poi gli ignavi giocatori nello stesso modo in cui
i loro avatar muoiono nel gioco.
Il film è tutto qui, con una storia che rivela già
nei primi minuti tutta la sua pochezza di base. “Stay
Alive” non è altro che uno dei tantissimi e famigerati
teen-horror americani: quei filmetti usa e getta che regalano
qualche brivido soprattutto agli spettatori più giovani
e meno smaliziati, venendo dimenticati in breve tempo; una conseguenza
diretta del fatto di non contenere nulla di originale, di interessante
o quantomai intrigante.
La storia è ovvia e prevedibile, viene sviluppata in
maniera banale e senza guizzi, con espedienti narrativi aridi
e già visti: i personaggi del film sono praticamente
dei cerebrolesi che non fanno altro che aspettare la morte,
confrontandosi tra loro con dialoghi puerili e sopra le righe,
esponendosi poi in maniera (narrativamente) gratuita alle aggressioni
della strega, il che rende il film una noiosa sequela di esecuzioni.
Tra l’altro, la sceneggiatura non prova neanche a giustificare
in alcun modo quello che racconta: tutto avviene in maniera
sospesa, senza alcuna spiegazione su chi abbia realizzato il
gioco, sul come ed il perché di questa maledizione elettronica...
conta solo l’effetto consequenziale di quanto sommariamente
raccontato. Il personaggio della strega è poi caratterizzato
in maniera così superficiale e poco credibile da risultare
addirittura pacchiano, visualizzato anche con effetti speciali
abbastanza risibili.
Risibile e convenzionale anche la conclusione del film: il confronto
con la strega è infatti assolutamente piatto, anticipando
il solito finale “aperto” dove il gioco arriva sul
mercato e la minaccia arcana non è completamente debellata...
Pollice giù anche per i giovani attori del cast, tutti
caratterizzati da assoluta mancanza di espressività e
di personalità. Si salva solo, ma giusto per meriti estetici,
la sconosciuta Sofia Bush nel ruolo di October, brunetta dark
intrigante che avrebbe meritato la salvezza più della
solita e sciapita biondina.
Paolo
Pugliese
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