STATE OF PLAY

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione, Thriller, Drammatico
Regia: Kevin Macdonald
Sceneggiatura: Matthew Michael Carnahan
Cast: Russell Crowe, Rachel McAdams, Ben Affleck, Helen Mirren, Jason Bateman, Robin Wright Penn, Jeff Daniels, Katy Mixon, Viola Davis, Maria Thayer
Colonna Sonora: Alex Heffes
Produzione: Andell Entertainment, Bevan-Fellner, Relativity Media, Studio Canal, Universal Pictures, Working Title Films
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 125 minuti
Data di uscita: 30 Aprile 2009

 

State of Play è prima di tutto un atto d’amore verso il giornalismo. Tutto il film, fino all’ultimo fotogramma, sprigiona amore per i giornali, per quell’incredibile e frenetico mondo che, passando da editori sempre sull’orlo di una crisi di nervi per i dati di vendita a giornalisti in perenne e insonne ricerca di notizie, ai fotocompositori, tipografi e camionisti, permette ogni santo giorno di farci trovare nelle edicole la nostra copia giornaliera ancora calda di stampa, il nostro cordone ombelicale con il resto del mondo.
La pellicola omaggia quel giornalismo d’assalto, il giornalismo investigativo dei tanti storici scoop, un giornalismo che, soprattutto negli anni ’70, è stato omaggiato da tanti film altrettanto storici. E chi è appassionato del genere troverà certamente molte affinità con questa pellicola. Trattandosi di un elogio sperticato per questo mondo, tutto il resto passa un po’ in secondo piano: la trama ad esempio, è curata, abbastanza solida, ma piuttosto classica, poco originale. Anche l’inevitabile colpo di scena finale è telefonato e prevedibile. Ma comunque serve al suo scopo, è il pretesto per raccontarci di questa bella indagine giornalistica, e i suoi due affascinanti protagonisti…

Cal McAffrey (Russell Crowe) è un professionista navigato ed esperto, che gode di ampio credito ai piani alti del giornale. E’ un giornalista vecchia maniera: gira con un rottame d’auto, non è particolarmente interessato alla tecnologia, ai nuovi mezzi di comunicazione, web, blog… però è curioso, tenace, gli piace indagare di persona, si reca la mattina presto sui luoghi dei delitti, cura le sue fonti, nella polizia e non, guarda, fiuta, segue l’intuito. Al giorno d’oggi, abituati a chiamare giornalisti persone che, al sicuro in alberghi di lusso a parecchi chilometri dagli eventi, pretendono di raccontarci le notizie semplicemente ripetendo quello che sentono alla tv sintonizzata sulla CNN, questo giornalista ci sembra un po’ utopico, un po’ romantico, certamente nostalgico, ma indubbiamente affascinante. Coprotagonista è Della Frye (Rachel McAdams), giovane e spregiudicata, cura un blog sul sito del giornale, e a prima vista è tutto l’opposto di Cal: non è difficile immaginare che, dopo i primi istanti di diffidenza, i due andranno perfettamente d’accordo!
Cal si occupa di un normalissimo caso di cronaca nera, mentre Della di un altrettanto normale scandalo politico a sfondo sessuale. Due casi diversi, assegnati a due persone diverse, con indagini condotte con metodi diversi. Ma ben presto scopriranno di star lavorando allo stesso caso, che di normale ha ben poco. E più indagano e più gli scenari si fanno foschi ed imprevedibili. E devono lottare contro tutto e tutti: politici, società d’affari, militari, la polizia, i loro stessi editori.

Cinico uno quanto entusiasta l’altra, esperto lui ed ingenua lei, circospetto il primo quanto spregiudicata la seconda, questa coppia così male assortita è costretta a collaborare, prima di controvoglia ma poi con sempre maggior affiatamento, perché scopriranno, nonostante le diversità, di avere qualcosa che li accomuna: la passione per il loro lavoro, la ricerca della notizia, il sacro fuoco che li spinge ogni volta un po’ più vicini alla verità, allo scoop, incuranti dei pericoli quanto delle esigenze editoriali. E le loro opposte caratteristiche, che sembravano così distanti all’inizio, finiranno per confondersi se non proprio per capovolgersi.

Russell Crowe, per esigenze di copione parecchio ingrassato, è perfetto nel suo ruolo, che sembra proprio cucito su di lui. Altrettanto brave Helen Mirren e Robin Wright Penn (la moglie di Sean Penn), in ruoli minori ma strategici per la trama. Cercano, e in gran parte ci riescono, di non sfigurare Rachel McAdams e Ben Affleck, quest’ultimo in un ruolo difficile e tormentato.
In conclusione State of Play (adattamento cinematografico di una miniserie televisiva inglese di qualche anno fa) è un film appassionante, divertente, senza cali di tensione, dallo sviluppo piuttosto classico, inteso nell’accezione positiva del termine, ben recitato e girato.
Un film che consiglio caldamente, di quelli come li facevano una volta…

Mario Colasuonno