STARDUST

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantasy
Regia: Matthew Vaughn
Sceneggiatura: Matthew Vaughn, Jane Goldman, Neil Gaiman
Cast: Charlie Cox, Claire Dannes, Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Sienna Miller, Peter O’Toole, Rupert Everett, Sarah Alexander, Ricky Gervais
Colonna Sonora: Ilan Eshkeri
Produzione: Di Bonaventura Pictures, Marv Films, Ingeniuous Film Partners, Paramount Pictures
Paese d’origine: USA/UK - 2007
Durata: 128 minuti

 

Wall è un piccolo villaggio separato da un muro di pietre dal regno di Faerie, una terra parallela popolata sia da esseri umani che da creature soprannaturali. Il giovane Tristan (Charlie Cox), per conquistare il cuore della sua amata Victoria (Sienna Miller), le promette di regalarle una stella cadente; attraversando una breccia nel muro proibito, il giovane si imbarca in un’epica ricerca, viaggiando in un mondo dove regna la magia fino a trovare una stella che ha però le spoglie di Yvaine (Claire Danes), una ragazza incantevole ferita a causa della sua caduta sulla terra. Tristan inizia il viaggio di ritorno portando con se la giovane donna durante il quale dovrà confrontarsi con vari pericoli, come il pirata Shakespeare (Robert De Niro), la strega malvagia Lamia (Michelle Pfeiffer) ed i figli di un re che si uccidono a vicenda per succedere al padre, tutti interessati ad ottenere –letteralmente- il cuore della stella, in grado di donare l’immortalità. Tristan sarà così l’unico difensore di Yvaine, finendo per innamorarsene e scoprendo così un destino inaspettato...

“Stardust” è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo fantasy di Neil Gaiman, celebrato autore di best sellers come “Sandman”, “American Gods” e “Coraline”, nonché seconda opera del talentuoso Matthew Vaughn, produttore dei primi film di Guy Richie (“Lock & Stock”, ”The Snatch”) e regista del sorprendente “Layer Cake/The Pusher”, un noir riuscitissimo che ha lanciato Daniel Craig, nuovo volto di James Bond.
Film dall’estetica elegante ed a tratti bizzarra e visionaria, “Stardust” è in sintesi una favola fantasy dai temi adulti che narra, fondamentalmente, una storia d’amore romantica ed al tempo stesso avventurosa, arricchita da elementi fantastici ma anche più “terreni” come i complotti, omicidi e tradimenti che contribuiscono a mettere fuori target questo film: una favola nera consigliata più agli adulti che ai bambini nonostante una rassicurante atmosfera retrò da classico film di cappa & spada (che spesso erano estremamente cruenti, vista l’inesistenza del controverso concetto del “Political Correct”).

La regia di Vaughn è sobria ed intelligente, riuscendo a cogliere in pieno lo spirito del romanzo grafico di Gaiman che concilia la struttura classica della fiaba con elementi moderni di riflessione ed introspezione. Il regista cerca di andare oltre l’elemento favolistico/fantastico con un marcato approccio introspettivo, prediligendo di più le inquadrature ravvicinate a riprese ad ampio raggio (che comunque non mancano). Interessanti alcune invenzioni del film, come la luminescenza di Yvaine che a seconda delle emozioni splende come una stella, oppure il vascello volante dei cacciatori di fulmini o ancora la figura dei fantasmi spettatori della vicenda.
Il film risulta però assai lungo, con un’impostazione narrativa molto “parlata” che finisce per bilanciare negativamente il lato spettacolare della vicenda, rischiando spesso di stancare lo spettatore nonostante un umorismo tipicamente inglese
che alleggerisce spesso i toni del racconto. Inoltre, “Stardust” non è strutturato in maniera efficace, presentando un certo squilibrio nelle sue due parti: ad un primo tempo che fatica ad entrare nel vivo con una lunghissima introduzione, segue un secondo tempo fin troppo a centro dell’azione, il cui ritmo cresce esponenzialmente nel raccontare eventi che si susseguono in maniera catartica.

Affollato e spettacolare il cast degli attori, tra cui assolutamente spicca per grande ironia Michelle Pfeiffer nei panni della maliziosa Lamia, che rappresenta l’incapacità di accettare la vecchiaia; per presenza scenica segnaliamo anche l’eterna emergente Claire Danes (“Romeo+Juliet”), la cui recitazione, però, sfiora il petulante; deludenti, invece, il protagonista Charlie Cox (assolutamente inespressivo ed inconsistente) ed anche Robert de Niro, il quale gigioneggia come al solito nel ruolo dell'esilarante pirata Shakespeare segretamente gay che ha poca sostanza e credibilità rimandando, per movenze femminili, al Jack Sparrow di Johnny Depp.

Paolo Pugliese