STAR TREK

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza, Azione
Regia: J.J. Abrams
Sceneggiatura: Alex Kurtzman & Roberto Orci
Cast: Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Karl Urban, John Cho, Eric Bana, Simon Pegg, Bruce Greenwood, Leonard Nimoy, Winona Ryder, Anton Yelchin, Rachel Nichols, Mike Vogel
Colonna Sonora: Michael Giacchino
Produzione: Bad Robot, Paramount Pictures
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 127 minuti
Data di uscita: 8 Maggio 2009

 

Operazione di rilancio del monumentale marchio creato dal compianto Gene Rodenberry (con all’attivo 9 film e 5 serie televisive nel corso di oltre 40 anni), questo nuovo Star Trek ne rinverdisce i fasti ripartendo praticamente da zero. Ambientato in un passato alternativo e precedente a tutti le pellicole ed i serial finora visti, il film è un’operazione a metà tra il prequel ed il reboot, proponendo un nuovo inizio della saga: ed ecco quindi il primo viaggio della mitica U.S.S. Enterprise con le origini e le avventure giovanili di due personaggi amatissimi dal pubblico come il capitano James T. Kirk e il dottor Spock: qui, ventenni, si incontreranno nell’accademia della Flotta Stellare per poi affrontare insieme la loro prima missione nello spazio, con l’inizio della loro amicizia conflittuale (ma leale) ed anche il primo scontro con specie aliene bellicose rappresentate dai terribili e vendicativi Romulani.
Alla cabina di comando c’è lo sceneggiatore e regista J.J. Abrams, creatore di serie televisive di culto come “Lost” ed “Alias” nonché autore del discreto “Mission: Impossible 3”, il quale insieme agli sceneggiatori Alex Kurtzman e Roberto Orci (“Transformers”) si è inventato un curioso escamotage narrativo per collegare questo nuovo film all’universo originale di Star Trek, trovando al tempo stesso un proprio percorso narrativo senza farsi schiacciare dal peso di quanto già visto: ebbene, a causa di un viaggio indietro nel tempo da parte di una potentissima astronave di Romulani, la realtà di Star Trek cambia, passando dagli eventi della serie televisiva degli anni ’60 a quelli di questo film. Una linea temporale alternativa avallata (e spiegata) dal dottor Spock originale (interpretato dallo storico Leonard Nimoy), che piomba anche lui dal futuro a causa di un’anomalia spazio-temporale provocata da un Buco Nero.

Questo nuovo Star Trek risulta un buon prodotto d’intrattenimento: un film di fantascienza spettacolare e credibile come non se ne vedevano da anni, con una storia concreta e lineare, che propone numerosi colpi di scena oltre a un buon equilibrio tra momenti introspettivi ed avventurosi; da quest’ultimo punto di vista, il film si discosta dalla fantascienza asettica e parlata dei titoli precedenti, con un approccio narrativo più concitato che vede l’azione (soprattutto fisica) in primo piano, con i vari personaggi che agiscono tanto a bordo dell’astronave quanto in prima persona, protagonisti anche di momenti brillanti con battute e gags che alleggeriscono il pathos delle vicende senza però svilirlo.
In maniera non troppo gratuita, ma in linea con gli eventi, il film ci espone a un vasto ed immaginifico repertorio visivo a base di battaglie tra astronavi, inseguimenti, teletrasporti, scontri a fuoco, cadute nel vuoto, mostri alieni, distruzioni di pianeti, arditi espedienti e tecnologia futuristica; il look scenografico è ispirato a quello della prima serie di Star Trek (per costumi, tecnologia ed ambientazioni) ovviamente aggiornato ed adattato per sembrare sia retrò rispetto a quanto visto nei film e nelle serie televisive più recenti, ma al tempo stesso più hi-tech rispetto alla tecnologia dei giorni nostri, con una dicotomia tra design moderno ed idraulico-industriale (la sala motori dell’Enterprise, ad esempio, è simile ad una fabbrica petrolchimica).

Il film, per la ragioni spiegate sopra, risulta perfettamente fruibile tanto per appassionati quanto per spettatori non esperti del fenomeno Star Trek, con una vicenda che ne ricicla e rinnova coerentemente le tematiche con eventi, caratterizzazioni e spunti espressi in maniera pulita e senza sbavature, nonostante il secondo tempo risulti narrativamente più ridondante nonché elegiaco (specie nel finale) rispetto alla mitologia “Trekker”, impedendo una completa evoluzione del film rispetto al background cine-televisivo originale.
Per quanto riguarda i personaggi, a parte il corposo cameo di Leonard Nimoy, la produzione ha preferito un cast giovane e poco conosciuto, con l’emergente Chris Pine ("Smokin' Aces", "Baciati dalla Sfortuna") che interpreta con vigore fisico ma anche con una certa staticità espressiva il giovane Kirk, risultando comunque simpatico al pubblico ma surclassato dall’inquieto Spock che, con il volto del bravo Zachary Quinto (il cattivissimo Sylar della serie “Heroes”), conquista molto spazio ed attenzione nel film; anche gli altri attori che interpretano i personaggi iconici dell’equipaggio dell’Enterprise risultano particolarmente centrati, come un’insolitamente espressivo Karl Urban ("Pathfinder", "Doom") nel ruolo del Dottor Leonard "Bones" McCoy, oltre ad una vibrante Zoe Saldana (“Vantage Point”, “The Terminal”) come ufficiale alle comunicazioni Uhura; i semisconoscuti John Cho (“Harold & Kumar”) ed Anton Yelchin ("Alpha Dog") ci danno invece una bella versione del pilota/samurai Sulu e del geniale navigatore russo Chekov; il caratterista Bruce Greenwood (“33 Days”, “Colpevole d’innocenza”) offre una credibile interpretazione come carismatico comandante di vascello Pike, mentre Eric Bana (“Munich”, “Troy”) dà volto al villain del film, lo spietato generale Nero, il quale seppur poco approfondito si rivela un nemico classico ma non stereotipato, a differenza del personaggio del capo ingegnere Scotty, interpretato macchiettisticamente dal simpatico Simon Pegg (“Hot Fuzz”, “Shaun of Dead”).

Paolo Pugliese