Se
credevate che la saga di Guerre Stellari si fosse definitivamente
conclusa con il capitolo “La Vendetta dei Sith”,
vi sbagliavate di grosso: la Space Opera più famosa
della storia del cinema continua e si evolve, esplorando nuove
storie e soprattutto nuovi mezzi di espressione, come l’animazione
digitale in 3D.
Chiuso il circolo narrativo tra la trilogia originale (Episodi
IV-V-VI) e quella prequel (Episodi I-I-III),
il regista/produttore George Lucas ha deciso di continuare
a sfruttare il suo fortunato franchising, realizzando uno
spin-off della seconda trilogia sotto forma di lungometraggio
d’animazione, realizzato con grafica computerizzata
tridimensionale. Un progetto sviluppato sulla base dell’omonima
serie televisiva, costituita da brevi episodi a cartoni animati
e distribuita sia su Internet che sul mercato dell’Home
Video.
“Star Wars: The Clone Wars” costituisce il primo
episodio di una nuova trilogia cinematografica, raccontando
alcuni eventi inediti della continuity di Guerre Stellari
collocati cronologicamente tra “Episodio II: L’Attacco
dei Cloni” ed “Episodio III: La Vendetta dei Sith”.
Ritroviamo quindi la Repubblica galattica che precede l’avvento
dell’Impero Oscuro e soprattutto i suoi protagonisti:
Obi Wan Kenobi, Anakin Skywalker, la principessa Padmé
Amidala, il maestro Yoda, insieme alle truppe di soldati cloni
della Repubblica e tutti i cavalieri Jedi, ai quali si aggiunge
un personaggio inedito: Ahsoka, giovane apprendista Jedi.
Tenendo presente gli eventi di “Episodio III”,
il cartoon ha l’intento di raccontarne gli antefatti,
ovvero le origini della guerra con cui si apre “La Vendetta
dei Sith”, ritrovando villain come il Conte Dooku, la
minaccia della gilda dei mercanti spaziali, l’ordine
dei Sith ed anche un personaggio “storico” come
il boss del crimine Jabba the Hut.
Uno
stanco raschiare il fondo del barile: ecco qual’è
la prima impressione dopo la visione di questo cartoon.
La storia è poco più di un pretesto per imbastire
una nuova produzione, rivelandosi quanto di più semplice
e lineare possibile: per dialoghi e sviluppi, la sceneggiatura
non aggiunge nulla di nuovo a quanto già visto, anzi,
se possibile è ancor più piatta della precedente
e deludente trilogia. Il film è composto da un meccanismo
narrativo fatto di scontri-trabocchetti abbastanza monotono
e ripetitivo, mentre il nodo principale della trama (la congiura
dei Sith) è farraginoso e banale, con diverse lacune
logiche che fanno sbandare pesantemente il film.
Al di là di questo, i vari Anakin, Obi Wan e Yoda sono
riprodotti in maniera impoverita, con una caratterizzazione
infantile e scolaresca, specie a riguardo di Anakin che imbastisce
dialoghi insulsi tipo cane & gatto con un personaggio
saccente ed antipatico quale l’inedita Ahsoka.
Per
quanto riguarda invece l’animazione del film, realizzata
dalla neonata divisione Lucasfilm Animation, essa risulta
ancora molto acerba: tecnicamente poco fluida, con ottimi
sfondi ma personaggi statici, che si muovono a scatti e senza
avere peso corporeo (vedi le sequenze di salti, capriole
ed atterraggi), realizzati inoltre con una scelta visiva
infelice per carachter design usando una matrice caricaturale
(vedi quella del Conte Dooku, ad esempio) di chiara
influenza da manga giapponese, con tanto di occhioni da cerbiatto
(vedi soprattutto l’insopportabile Ahsoka).
Di interessante in questo cartoon c’è in sostanza
davvero poco: gli archetipi e le atmosfere, seppur diluite,
di una saga che continua ad affascinare da oltre trent’anni
e la lunga sequenza di battaglia –abbastanza cruda-
all’inizio del film.
Paolo
Pugliese