STAR SYSTEM

Titolo Originale: How to Lose Friends & Alienate People
Genere: Commedia/Sentimentale
Regia: Robert B. Weide
Sceneggiatura: Peter Straughan
Cast: Simon Pegg, Kirsten Dunst, Jeff Bridges, Gillian Anderson, Megan Fox, Danny Huston, Allen Lidkey, Eliezer Meyer, Miquel Brown, Emily Denniston, Max Minghella
Colonna Sonora: David Arnold
Produzione: Number 9 Films, Intandem Films
Paese d’origine: GB/USA - 2008
Durata: 110 minuti
Data di uscita: 8 Maggio 2009

 

Sidney Young (Simon Pegg) è un sardonico giornalista inglese attirato dal mondo del cinema e dello spettacolo che, nonostante studi letterari ed un padre filosofo, sogna una carriera come redattore di Gossip per Sharps, la più importante rivista di settore. Quando l’editore-guru di Sharps, Clayton Harding (Jeff Bridges), decide di dargli un’occasione, Sidney si trasferisce a New York, ma a causa del suo temperamento e della sua goffaggine collezionerà fin dal primo momento una micidiale serie di figuracce all’interno della redazione. Sottovalutato sia da colleghi che da gente dello spettacolo, Sidney intreccerà un’amicizia conflittuale con la collega Alison (Kirsten Dunst), riuscendo però ad accordarsi con la potente manager Eleanor Johnson (Gillian Anderson) ed arrivare al successo. Ma l’aver ceduto a compromessi, sacrificando la sua libertà di giornalista per confezionare articoli ed interviste concilianti e ruffiane, peserà come un macigno sulla coscienza di Sidney, arrivando ad una drastica decisione durante un’importante cerimonia legata agli Oscar...

Star System (ma il titolo originario How to Lose Friends & Alienate People era molto meglio) è una discreta commedia degli equivoci arricchita da tematiche di satira nei confronti dei media americani, spesso troppo compiacenti verso agenti di Star Hollywoodiane. Il film mostra con ironia giocosa lo scambio di accordi e favori tra giornalisti ed agenti per pubblicizzare divi e divette, in un circolo chiuso dal quale tutti traggono benefici e privilegi barattando dignità e informazione libera e trasparente. Da questo punto di vista, il film piazza qua e là diversi colpi allo "star system" americano, ma senza mai affondare la lama fino in fondo, accontentandosi di una satira molto superficiale, piuttosto che di una (feroce) critica di costume.
Ci sono poi alcuni elementi della storia che potevano e dovevano essere approfonditi, come ad esempio il personaggio interpretato da Bridges o il rapporto tra il Sidney e l’ingombrante padre filosofo che, insieme ad altre cose, vengono accennate nella trama e lasciate poi in sospeso.
Sospeso risulta anche il finale, i cui toni svoltano decisamente sul sentimentale tralasciando il senso del grottesco del resto del film, le cui belle premesse narrative non sono portate ad un efficace compimento.

Nonostante tutto Star System risulta una commedia di costume gradevole e divertente, grazie soprattutto alla verve dell’inglese Simon Pegg (“Hot Fuzz”, “Shaun of Dead”): un attore poco noto ma decisamente brillante, con ottimi tempi comici e con una mimica fisica e facciale che amplifica decisamente l’impatto esilarante di molte sequenze. Accanto a Pegg, il film schiera un buon cast di attori comprimari, da una Kirsten Dunst (“Spider-Man”, “Mona Lisa Smile”) che interpreta efficacemente il ruolo di collega perfettina senza risultare però antipatica, all’emergente Megan Fox (“Transformers”) nella parte autoironica di starlet bellissima quanto viziata e sciocca; ottimi risultano anche Jeff Bridges (“Il Grande Lebowski”) ed una ritrovata Gillian Anderson (“X-Files”) i quali, nonostante la brevità dei ruoli, sanno dare sostanza e senso ai rispettivi personaggi che non risultano affatto marginali nonostante il poco spazio loro concesso nella pellicola.

Paolo Pugliese