Zinos
è un immigrato greco ad Amburgo che lavora come ristoratore
e sta attraversando una difficile crisi sentimentale e professionale.
Gli affari del suo ristorante, il Soul Kitchen, non vanno
per niente bene, specie dopo aver ingaggiato uno chef a dir
poco eccentrico e gran maneggiatore di coltelli, mentre la
fidanzata Nadine ha trovato lavoro a Shangai. Afflitto anche
da tragicomici problemi alla schiena e nonostante il suo locale
cominci a diventare alla moda, Zinos decide di raggiungere
Nadine in Cina e lasciare il ristorante nelle mani di suo
fratello Illias, persona non molto affidabile, ladro professionista
in regime di semilibertà carceraria. Una decisione
infelice che avrà dei risvolti a dir poco catastrofici!
Perché in Cina, Nadine lo ha tradito trovandosi un
amante e, tornato a casa, Zinos scopre che Illias si è
giocato a carte il suo locale con un losco agente immobiliare…
“Soul
Kitchen” è la commedia-rivelazione di questo
inizio anno, nonché il nuovo film del regista turco
Fatih Akin, Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2004
per il bellissimo ed amaro “La Sposa Turca”.
Il timbro registico introspettivo di Akin qui si fa più
leggero, scrivendo e dirigendo una commedia intelligente e
veloce, che fonde in maniera brillante tematiche come il rapporto
fraterno, l’amore, l’amicizia e la propria armonia
interiore, ma anche la crisi economica e l’essere immigrati
in terra straniera.
La narrazione è classica e lineare, da commedia corale,
con una sceneggiatura ad incastro che, nonostante qualche
scorciatoia ed una certa prevedibilità su dove vada
a parare, non risulta mai scontata, catturando l’attenzione
dello spettatore grazie anche ad un ritmo serrato, un umorismo
paradossale ed atmosfere borderline multietniche.
Un
certo macchiettismo nei personaggi viene però bilanciato
da un tono narrativo realistico e sobrio, con alcune finezze
narrative ed una precisa critica sotto traccia verso la politica
del business immobiliare e dei locali alternativi.
Il film è un divertente inno alla vita, alla sua caoticità,
alle sue coincidenze –spesso sfortunate- ,
ai suoi valori, i colori ed i suoni, con protagonisti personaggi
simpatici e ben interpretati da un cast di attori bravi e
ben affiatati tra cui spiccano i protagonisti Moritz Bleibtreu
(“Le particelle elementari”, “La banda Baader
Meinhof”) e Birl Ünel (“La Sposa Turca”),
nei ruoli di Illias e dello chef eccentrico, oltre ai freschi
Adam Bousdoukos ed Anna Bederke, che interpretano Zinos e
la cameriera Lucia.
Valeria
Marinaccio