Solomon
Kane è uno spadaccino puritano dell’Inghilterra
del XVI secolo, dotato di grande maestria nell’arte
della spada. Sorretto da una fede ed una volontà incrollabili,
Kane conduce una crociata solitaria contro le forze del Male,
che ne reclamano l’anima a causa del suo passato di
mercenario, di assassino e di predone. Intrapreso un cammino
di redenzione e di pace in seguito ad uno scontro con un araldo
di Lucifero, Kane decide di tornare dopo molti anni nella
terra dove è nato, trovando sulla sua strada un esercito
di creature demoniache prodotte dalla magia dello stregone
demoniaco Malachia, il quale ha occupato il castello della
sua famiglia. Per difendere gli innocenti minacciati dai mutanti,
Kane rompe il suo giuramento di pace ed inizia a combattere
nuovamente, scoprendo che dietro l’invasione c’è
un piano che lo riguarda personalmente…
Solomon
Kane è uno dei personaggi più affascinanti della
letteratura d’evasione appartenente al genere di “Sword
& Sorcery”, inventato da quel maestro della narrativa
Fantasy quale è Robert E. Howard: lo scrittore texano
autore di personaggi di grande successo come Conan il Barbaro,
Kull il Conquistatore e l’amazzone Red Sonja, all’ombra
dei quali Kane è rimasto a lungo, venendo ingiustamente
considerato un carachter minore. Invece, Kane è definito
da molti critici come la figura meglio delineata da Howard
a livello psicologico, protagonista di tre romanzi quali “La
Luna dei Teschi”, “I Figli di Asshur” e
“Le Ali Notturne” che hanno ispirato negli anni
anche alcune serie a fumetti.
Scritto e diretto dal regista-sceneggiatore Michael J. Bassett
(“Deathwatch”), “Solomon Kane” propone
un’avventura storica mescolata con generi come il Fantasy
e l’Epico, la cui sceneggiatura è un libero adattamento
del primo dei tre romanzi, ovvero “La Luna dei Teschi”.
Il
film è un fantasy cupo e medioevale, la cui messa in
scena è abbastanza soddisfacente dal punto di vista
visivo, di meno invece da quello narrativo. E' comunque un
buon film di intrattenimento, che rappresenta anche un rilevante
sforzo produttivo nel portare sul grande schermo un personaggio
tanto difficile quanto, decisamente, affascinante. Gli elementi
della letteratura di Howard ci sono tutti: la vendetta, l'espiazione,
la magia, i duelli all'arma bianca, le creature sovrannaturali,
il mago potente e demoniaco, il contesto storico-arcaico.
Il personaggio è abbastanza fedele alle sue origini
letterarie ed il film risulta godibile, nonostante qua e là
la sceneggiatura scricchioli, prendendo delle scorciatoie
narrative per illustrare l’evoluzione del personaggio,
semplificandone però molti elementi caratteriali, come
il suo rigido fondamentalismo religioso che viene snaturato
dallo script (forse per renderlo meno pesante e più
interessante agli occhi del pubblico), inventando di
sana pianta un passato oscuro dal quale si risolleva nella
sua lotta contro il male. La regia è convenzionale
ed illustrativa, con sequenze ad affetto che non costituiscono
nulla di originale, ma danno comunque vigore alle vicende
narrate rivestendo il personaggio di quell’alone di
misticismo epico che trasuda anche nelle pagine dei libri
di Howard.
Buoni
i pochi effetti speciali presenti (soprattutto nel finale),
nonché le diverse sequenze di combattimento, coreografate
e montate in maniera veloce ed asciutta. Nel ruolo dello spadaccino
puritano troviamo il versatile attore inglese James Purefoy
(“Orgoglio e Pregiudizio”, “Resident Evil”),
il quale dona al personaggio una buona performance fisica,
restituendogli sul grande schermo la grinta, ma non scavando
fino a fondo nel suo carattere cupo e misogino. Il cast di
supporto è più che discreto, con la presenza
di ottimi attori come Max von Sydow (“L’Esorcista”,
“Il Settimo Sigillo”) e Pete Postlethwaite (“Nel
Nome del Padre”, “I Soliti Sospetti”), oltre
a bravi caratteristi come Alice Krige (“Silent Hill”,“Star
Trek: Primo Contatto”), Jason Flemyng (“Rockstar”,
“La Leggenda degli Uomini Straordinari”) e l’emergente
Rachel Hurd-Wood (“Profumo”, “Peter Pan”).
Paolo
Pugliese