SMOKIN' ACES

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia/Azione
Regia: Joe Carnahan
Sceneggiatura: Joe Carnahan
Cast: Andy Garcia, Ray Liotta, Jeremy Piven, Alicia Keys, Ryan Reynolds, Ben Affleck, Martin Henderson, Taraji Hensone, Common, Jason Bateman, Peter Berg
Colonna Sonora: Clint Masell
Produzione: Joe Carnahan, Tim Bevan, Liza Chasin, Eric Fellner, Universal Pictures
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 109 minuti

 

Nel mondo del crimine organizzato di Las Vegas, tutti vogliono Buddy "Aces" Israel. Morto.
Israel è un illusionista, star dei teatri e dei casinò della città la cui frequentazione di alcuni esponenti della malavita gli dà l’illusione di poterne scalare la gerarchia e diventarne a sua volta uno dei leader. Ex-pupillo del potente boss italo-americano Primo Sparazza (il nome è tutto un programma), Buddy lo tradisce e spacca in due la sua “famiglia”, provocandone l’ira vendicativa. Intanto gli agenti dell’FBI, grazie ad alcune intercettazioni, intuiscono che Buddy può essere la chiave per far uscire allo scoperto ed incastrare Sparazza in breve tempo, quindi decidono di porre Aces sotto custodia e portarlo di fronte al giudice. La situazione si complicherà parecchio per Aces, visto che Sparazza pone una taglia sulla sua testa di un milione di dollari e sia l’illusionista che gli agenti dell’FBI si ritroveranno alle calcagna killer psicopatici, mercenari paramilitari e neonazisti, virago armate fino ai denti e cacciatori di taglia trasformisti, pronti a fare fuori Aces ed intascare la ricompensa offerta dal boss.

SMOKIN' ACES, letteralmente “Assi Fumanti”, è una commedia dark d’azione abbastanza gradevole, con uno sviluppo caleidoscopico che illustra la storia dai punti di vista di tutti i molteplici personaggi che popolano la storia corale.
Il regista Joe Carnahan (“Narc”, “Ticker”) firma tanto la regia quanto la sceneggiatura di quello che probabilmente è il miglior film della sua carriera: una pellicola di puro intrattenimento che propone una caccia all’uomo volutamente sopra le righe, sia per sviluppi che per galleria di carachters, con un impianto narrativo ironico e surreale come un fumetto d’azione ed un montaggio sincopato. Per atmosfere estreme e sanguigne, siamo dalle parti di film come “Pulp Fiction” di Quentin Tarantino oppure il più recente “Slevin-Patto Criminale” di Paul McGuigan, ma nonostante il livello decisamente inferiore, il risultato è quantomai apprezzabile, con Carnahan che porta il suo film allegramente all’eccesso; tutti i suoi personaggi finiscono per trovare il proprio destino (massacrarsi a vicenda, avere vendetta, addirittura imbattersi nell’amore) in un’escalation progressiva e sarcastica che, se da un lato intriga lo spettatore, dall’altro lo disarma con un finale crepuscolare e svuotato di adrenalina che lascia un leggero senso di incompletezza, acuito da un colpo di scena costruito progressivamente lungo il film, ma che si rivela comunque poco credibile ed abbastanza gratuito.

Corposo e variopinto il cast, composto in particolar modo dai granitici Andy Garcia e Ray Liotta, da Ben Affleck (in poco più di un cameo), la cantante Alicia Keys (davvero intrigante, al suo debutto cinematografico), gli emergenti e grintosi Ryan Reynolds e Common (un rapper prestato al cinema) e soprattutto il caratterista Jeremy Piven (“The Family Man”, “Cose molto cattive”), davvero molto bravo nel dare vita al personaggio istrionico e tormentato dell’illusionista Israel.

Paolo Pugliese